Bottino doppio – Marc’Aurelio d’oro e Premio del pubblico BNL – per Un cuento chino di Sebastiàn Borensztein, “…una commedia al limite del surreale, dai colori vivaci e i dialoghi brillanti…”. Il film tratta di due solitudini che s’incontrano e si salvano a vicenda: una volontaria, quella di Roberto-Ricardo Darín, e l’altra capitata per un destino beffardo, quella di Jun- Huang Sheng Huang. Tanto scorbutico, misantropo, alienato il primo, quanto timido e dolcissimo il giovane cinese. Niente in comune, non una parola di comunicazione – nessuno dei due parla la lingua dell’altro - eppure, anche se forzatamente ognuno a suo modo entra nell’universo dell’altro e ne diventa l’unica ancora di salvezza. Monotonia quotidiana, sguardo fisso e sornione ma rivelatore di una bontà d’animo nascosta a tutti i costi, tendenza al monologo, Roberto è l’incarnazione dell’esilio volontario.
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