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HPV e prevenzione: Il laboratorio

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Il laboratorio*

*Relazione da: L'HPV e il vaccino a 2 anni dall'esordio. II Incontro Ospedale Cristo Re. Roma, 19 giugno 2009

Il Papillomavirus è un virus a DNA della famiglia dei PapovaVirus. Capside nudo composto da 72 capsomeri a simmetria icosaedrica con un diametro compreso tra i 45 – 55 nm. Contiene un DNA a doppia elica (8000 bp) organizzato in sequenze nucleotidiche (ORFs) distinte in: geni L (L1-L2) che codificano per proteine strutturali del capside virale e geni E (E1-E7) che codificano per proteine regolatrici la replicazione del DNA virale. Gli HPV hanno un tropismo selettivo nei confronti di cellule degli epiteli squamosi e delle mucose.

Gli HPV che infettano l’epitelio cervico-vaginale si dividono in: HPV a basso rischio e HPV ad alto rischio.
Nelle lesioni benigne il virus è presente in forma episomiale ed in copie multiple, il DNA virale si integra con il DNA della cellula ospite.
L’azione oncogena del virus is manifesta attraverso il processo di inattivazione di alcune molecole regolatrici del ciclo cellulare che, in condizioni normali funzionano come freno inibitore per la proliferazione cellulare,queste proteine sono: p53 prodotto del gene oncosoppressore omonimo e p105 Rb, prodotto del gene del retinoblastoma.
La proteina virale E6 è caratterizzata da una particolare affinità di legame per p53 che ne causa la degradazione; la proteina virale E7 si lega con alta affinità alla Rb determinandone il suo sequestro.
Venendo meno l’azione di blocco mediata da p53 e Rb il virus può replicarsi con l’ausilio degli enzimi cellulari e propagarsi attraverso la lisi della cellula ospite in oltre viene perso il controllo del ciclo cellulare da parte della cellula ospite.

TEST di LABORATORIO PER LA DETERMINAZIONE DELL’ HPV DNA


I test di laboratorio più utilizzati sono:
INNO-LiPA Hpv genotyping extra (Innogenetics)
Si basa su una amplificazione di acidi nucleici (PCR) con il principio della ibridazione inversa.
Il kit identifica 28 genotipi diversi: HPV alto rischio: 16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58,
59, 68, 73, 82; HPV basso rischio: 6, 11, 40, 43, 44, 54, 70; HPV probabile alto rischio: 26, 53,
66, 69, 71, 74.
Il test prevede 4 fasi principali:
a. Estrazione del DNA su colonnine di eluizione da campioni di cellule cervicali raccolti su terreni liquidi PreserCyt® e SurePath®
b. Amplificazione del DNA target mediante primer consensus che abbiano come bersaglio una regione del genoma conservata tra i vari genotipi: frammento di 65 bp della regione L1.
c. Ibridazione degli amplificati con le sonde nucleotidche fissate su striscia
Il test Hybrid Capture ® (hc2) del DNA dell’HPV di Digene
• L’unico test commerciale attualmente disponibile in grado di offrire una standardizzazione globale con risultati altamente riproducibili.
• La tecnologia di amplificazione del segnale utilizza la chemiluminescenza per la rilevazione del DNA virale
• In grado di distinguere tutti i 13 tipi di HPV cancerogeni e i 5 tipi virali a basso rischio
• Tipi di HPV a rischio alto/intermedio 16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59, 68
• Tipi di HPV a basso rischio 6, 11, 42, 43, 44
Quando è indicato utilizzare l’HPV DNA test nella diagnosi del cervico- carcinoma?
E’ in discussione se utilizzarlo nello screening.
E’ considerato utile nelle linee quida delle maggiori Società Scientifiche nella diagnosi differenziale in lesione in donne con Pap-Test dubbio (ASC-US, ASC-H, Pap da ripetere, ecc.)
E’ considerato utile nelle linee quida delle maggiori Società Scientifiche considerare la presenza di DNA/RNA virale nel follow up di pazienti trattate (HSIL)
TEST di LABORATORIO PER LA DETERMINAZIONE DELL’HPV RNA

Tramite la ricerca dell’ mRNA con la tecnica NASBA si rileva :
1. Presenza del Papillomavirus
2. Presenza dell’espressione oncogenica dell’HPV (espressione E6 ed E7)
3. Il genotipo di Papillomavirus
La determinazione dell’HPV RNA in campioni DNA HPV ad alto rischio positivi consente queste ulteriori informazioni:
La presenza dell’ RNA indica che il virus non solo presente ma sta esprimendo le sue proteine oncogeniche
La persistenza dell’espressione oncogenica di HPV è uno dei più importanti fattori associati al rischio di sviluppo del cancro della cervice.
La determinazione dell’RNA è quindi in grado di fornire indicazioni sulla persistenza e sulla valutazione del rischio di sviluppo del cancro della cervice nel follow up di pazienti trattate per HSIL.

BIBLIOGRAFIA
1. M.von K Doeberitz. New markers for cervical displasia to visualize the genomic chaos created by aberrant oncogenic papillomavirus infections. Eur. J. Cancer. 2002; 38, 2229-2242
2. MAE Nobbenhuis et al. Addition of high risk HPV testing improves the current guidelines on follow up after treatment for cervical intraepithelial neoplasia. B.J.Cancer 2001;54, 795-801
3. KS. Cuschieri et al. Human Papillomavirus type specific DNA and RNA persistence-implications for cervical disease progression and monitoring.J. Med.Virology 2004; 9999, 1-6
4. T Molden. et al. Human papillomavirus E6/E7 mRNA expression in women younger than 30 years of age. Gynecol Oncol. 2006; 100, 95-100

 Prof.ssa Deborah French

Università degli Studi di Roma “ Sapienza”-Dipartimento di Medicina Sperimentale
U.O.C. Diagnostica Cellulare Ospedale Sant’Andrea

 

Flash News

 



Sono tutti dedicati alla Pasqua e ai suoi simboli, i nuovi ECOTIPS del WWF per le attività da svolgere e le nuove cose da imparare in questo periodo di festa, pur restando a casa. Dalle curiosità legate alle uova in natura a quelle sul cioccolato, con un occhio al rischio deforestazione in caso di provenienza da fonti non sostenibili per ambiente e diritti sociali.
Nella pagina wwf.it/ecotips tanti consigli per colorare le uova destinate a imbandire la tavola pasquale, usando coloranti ‘di cucina’ come curcuma, paprika, caffè e persino spinaci.

IL MENÙ.Un menù speciale, firmato dalla eco-blogger Lisa Casali, tutto ‘veg’, per rompere le tradizioni e portare in tavola un piatto delizioso ma a bassa impronta ambientale. 

La webcam sulla natura della settimana è puntata sul nido del falco pellegrino nel parco dei Castelli Romani: la coppia di rapaci si è alternata instancabilmente nella cova e i piccoli stanno nascendo proprio in questi giorni.
La proposta per i più piccoli, invece, è all’insegna di impollinatori speciali che si possono osservare anche sul balcone: i bombi, parenti ‘solitari’ delle api. Mentre per gli appassionati del fai-da-te un video tutorial per costruire una casetta per api e coccinelle utilizzando materiali disponibili in casa.
Non mancano video dalle Oasi, dove la natura non si è mai fermata. E saranno proprio le aree protette dal WWF a scandire la giornata di Pasquetta, con un ricco palinsesto sul sito web e social media dell’associazione che mostrerà immagini dal nord al sud dell’Italia, per ricordarci che, una volta terminata l’emergenza, la natura sarà pronta a regalarci momenti di serenità e bellezza.


CURIOSITÀ SULLE UOVA


Di cioccolato, dipinte o nei dolci tradizionali. Alla vigilia della Pasqua sulle nostre tavole non mancherà il simbolo ‘per eccellenza’ della fertilità: l’uovo. Quello che oggi è un simbolo in molte culture, in natura si è evoluto milioni di anni fa. Rettili e uccelli, ma anche qualche mammifero, - come l’ornitorinco e l’echidna australiani - l’hanno mantenuto come strategia riproduttiva nel corso dell’evoluzione.

Il più grande. L’uovo più grande mai deposto da un uccello sembra essere stato quello di una specie, appartenente al genere Aepyornis, vissuta in Madagascar fino al 17esimo secolo, e poi estinta a causa della persecuzione umana. Di questo uccello elefante esistono diversi resti fossili. Alto fino a 3 metri, deponeva uova “giganti”. Il più grande misura ben 21 cm di diametro e 30 di altezza e risulta cento volte più grande dell’uovo di gallina. L’uovo più grande deposto da un uccello vivente, invece, è stato deposto da uno struzzo in un allevamento in Svezia nel 2008: pesava circa 2,5 kg.

Il più piccolo. L’uccello che depone l’uovo più piccolo è un colibrì della Giamaica (Mellisuga minima). L’uovo di questo piccolo uccello è lungo appena 10 mm e pesa soli 0,365 g.

La forma.Le uova degli uccelli non hanno tutti la stessa forma. Esistono uova ellittiche, schiacciate, ovali, appuntite e piriformi. Gli uccelli marini come le Urie, le Gazze marine e i Gabbiani tridattili, che nidificano sulle falesie rocciose, depongono le uova a forma di pera allungata, per non rischiare che cadano rotolando giù. Le uova delle specie che nidificano in cavità o in buche hanno forma più rotondeggianti, in quanto non corrono lo stesso rischio. Ma la forma dell’uovo dipende anche da altro. Una recente ricerca ha scoperto che la forma dell’uovo è strettamente legata alla capacità di volo e alle distanze che gli uccelli coprono nelle loro attività. Quelli che volano di più fanno uova più allungate, perché hanno bisogno di uova “aerodinamiche”.

Il colore. Ci sono uova bianche, marroni, azzurre e rosse. Il colore è dato da sostanze deposte in parte sullo strato esterno del guscio, pigmenti ricavati dall’organismo materno durante la dieta. Le melanine sono responsabili delle colorazioni nere, scure e brune, i carotenoidi producono tutte le colorazioni gialle, rosse, arancio, marrone e violetto, le cianine contribuiscono alla formazione dei toni blu e verdi. Il Codirosso algerino (Phoenicurus moussieri) depone nella stessa covata uova sia bianche che azzurre, mentre l’Uccello sarto (Orthotomus sutorius) depone nella stessa covata uova bianche, verdi, rosa macchiettate di rosso chiaro, violetto e nero, e uova blu-verdastro. Alcune specie come il Fratino (Charadrius alexandrinus), oggetto proprio in questo periodo delle azioni WWF per difendere le spiagge naturali dove crea i nidi, soprattutto in Toscana e Abruzzo - depongono uova che si confondono con l’ambiente sabbioso in cui si riproducono. Queste colorazioni, in gergo tecnico dette disruttive, si sono evolute per confondere eventuali predatori.

Strategie di riproduzione. Le uova possono essere anche “strumento d’inganno” in natura. Il Cuculo (Cuculus canorus) ha una strategia di riproduzione molto particolare: non costruisce il nido, ma depone le uova nei nidi di altre specie. La femmina è specializzata nel “copiare” il colore dell’uovo di altre specie. Quando il piccolo Cuculo esce dall’uovo molto prima dei pulcini della specie che ha costruito il nido, butta fuori le altre uova. Alcune specie possono accorgersi dell’inganno, quando tornando trovano un uovo diverso o in più nel loro nido. Per questo spesso la femmina del Cuculo, prima di deporre il suo uovo, distrugge o spinge fuori le altre uova.

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