Ombra e ambiguità – onore e dignità - dialettica tra essere e apparire, verità e menzogna, povertà e soldi, sogno e realtà - sono i temi presenti nell’ultimo lavoro del maestro portoghese Manoel de Oliveira, tratto dall'omonimo racconto di Raul Brandão e interamente girato in francese, come omaggio alla Francia. 104 anni il prossimo dicembre e non li dimostra, due volte Leone d’oro alla carriera (nell’85 e nel 2004), Palma d’oro alla carriera (nel 2008), il “ragazzo” resta coerente alle radici letterarie, nel suo cinema. “Il teatro è un’arte ma il cinema non è che un mezzo per fissare ciò che si recita davanti alla macchina da presa”, è quanto il grande cineasta ha avuto modo di affermare, in passato.
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