Le acciaierie di Piombino, gli altiforni incandescenti fanno da sfondo al passaggio nell’adolescenza di due ragazzine, Anna-Matilde Giannini e Francesca-Anna Bellezza, nel film Acciaio di Stefano Mordini, che adatta l’omonimo Premio Campiello di Silvia Avallone. Presente alla sessantanovesima kermesse veneziana, nella sezione Giornate degli Autori, il regista dichiara di essersi lasciato travolgere dalla storia affascinante delle due amichette. Nel catturare un ambiente interiore prima che paesaggistico, il regista, però, non sempre emoziona. Lunga è la descrizione del vuoto esistenziale dei personaggi ma non va mai davvero a fondo. Il film non raggiunge mai il culmine dell’emozione, neppure quando ci scappa il morto sul lavoro.
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