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HPV e BTG: Dati epidemiologico-clinici

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HPV e BTG: Dati epidemiologico-clinici*

*Relazione da: "L'HPV e il vaccino a 2 anni dall'esordio". II Incontro Ospedale Cristo Re. Roma, 19 giugno 2009

Attualmente gli HPV sono riconosciuti dallo IARC come agenti oncogeni con un loro definito coinvolgimento in diverse patologie tumorali umane. Il virus HPV si trasmette principalmente per via sessuale, con picchi di prevalenza che seguono di pochi anni l’inizio dell’attività sessuale, ma la trasmissione può avvenire per qualsiasi contatto genitale, non solo in seguito a rapporti completi.

La prevalenza nella popolazione mondiale femminile, senza alterazioni, si attesterebbe intorno ad un 10% circa, ma trova una notevole variabilità locale, ad esempio un 35% dell’Honduras e del Kenya, mentre un 7,8% dell’Italia e 1,5% nella Spagna (1). Nei diversi paesi e continenti sono poi registrate delle diversità nell’andamento della prevalenza età specifica come:

-in Europa e Stati Uniti tale prevalenza declina fino a raggiungere valori molto bassi nelle classi di età più alte e l’incidenza si abbassa con l’aumentare dell’età;
-in India e in Africa la prevalenza di HPV ha un andamento quasi lineare;
- in America latina si assiste ad un secondo picco nell’età media (2).
Relativamente ai diversi tipi di HPV, l’incidenza di HPV varia complessivamente tra il 5 e il 15% per i tipi ad alto rischio, mentre è più bassa per i tipi a basso rischio. L’infezione virale persiste mediamente per un anno con tempi leggermente più lunghi per i tipi ad alto rischio rispetto a quelli a basso rischio.
La distribuzione dei tipi più comuni, sempre nella popolazione generale, quindi senza lesioni istologiche o citologiche a livello mondiale, vede l’HPV 16 in prima posizione, seguito da HPV 18, 31, 58, 52, 33 e altri (1).
Le differenze nei diversi paesi e continenti sono notevoli per quanto riguarda la distribuzione (2).

Per circoscrivere l’analisi nel nostro paese, in Italia i dati di prevalenza HPV nella popolazione femminile generale riferiscono un valore minore del 10% di media, e la distribuzione dei diversi tipi di HPV in tale popolazione , in ordine discendente di frequenza ritrova l’ HPV 16 in prima posizione seguito da HPV 66, 42, 45, 81,56, 58,31, 39 e 52(1).
Nella maggior parte delle infezioni da HPV il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di produrre un visibile effetto patogeno; per l’evoluzione verso il carcinoma è necessaria la persistenza dell’infezione e l’acquisizione di un genotipo virale ad alto rischio aumenta la probabilità che questo avvenga. In tal caso possono insorgere lesioni precancerose con possibile progressione a tumore del collo dell’utero.

L’intervallo tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni precancerose è comunemente stimato in cinque anni circa, mentre quello per lo sviluppo del cancro può essere di decenni, ma sono descritti casi a sviluppo più rapido. La distribuzione quindi dei diversi tipi di HPV in donne con lesioni cito/ istologiche è ancora diversa sia nel panorama mondiale che a livello poi dei diversi paesi.
Globalmente si riscontra una prevalenza di HPV del 71,6% nelle lesioni di basso grado e del 84,9% nelle lesioni di alto grado,e la distribuzione è in frequenza diversa da quella della popolazione senza alterazioni cito-istologiche:HPV 16, 31, 33, 58 e 18 sono i più frequenti nelle lesioni di alto grado, mentre nelle lesioni di basso grado pur rimanendo gli HPV 16, 31 e altri HPV-HR ì tra quelli più frequentemente riscontrati, si evidenzia una certa frequenza anche alcuni tipi a basso rischio, tipo HPV6(1). I diversi tipi di HPV-HR sembrano quindi possedere un diverso “potenziale oncogeno”, pur rientrando tutti nella stessa classificazione. Alcuni autori hanno infatti osservato che ad esempio sarebbero ad altissimo rischio relativo di sviluppare lesioni di alto grado i tipi di HPV HPV 16, 31, 33 ad elevato rischio i tipi HPV 18, 39, 51, 52, 56, 58 e con assenza di eccesso di rischio i tipi a HPV 35, 45, 59, 66 (3).

A livello dell’Europa la distribuzione dei tipi HPV-HR nelle lesioni di alto grado è la seguente: HPV 16, 31, 33, 18,58,51 e 56(4). Nel nostro paese, si può stimare, in modo conservativo, che ogni anno si effettuino circa 5 milioni di Pap test, dai quali scaturiscono circa 350-400.000 tra referti anomali e test non adeguati e circa 107-116.000 casi sottoposti a indagine colposcopica.
Dal follow up dei Pap test anomali emergono circa 150.000 casi di lesioni LSIL o ASCUS.
Inoltre, si ritiene che le lesioni squamose intraepiteliali di grado elevato (HSIL), equivalenti alle diagnosi istologiche CIN2/3, corrispondano a circa 12-14000 (5).

La distribuzione dei diversi tipi di HPV in Italia vede l’ HPV 16 presente nel 50,4% delle lesioni di alto grado, seguito dal HPV 33 (9,0%),31 (6,4%), 35 e 56 (5,6%), poi HPV 18 (4,8%) e altri, mentre nelle lesioni di basso grado l’HPV 16( 24%), sempre il 31(14,6%) e poi HPV 6 (9,3%), 33 (8,1%),53 (7,2%), 58 (6,1) e 18 (4,1%)(1)

Il dato italiano emergente dal panorama dello screening è simile(6). Zur Hausen fu il primo che dimostrò che HPV isolati da cancri cervicali o da cellule derivate da linee cellulari di cancro cervicale (7). Con il miglioramento dei metodi identificativi e diagnostici di biologia molecolare, e sulla base di estese ricerche epidemiologiche lo IARC e altre agenzie internazionali, considerando che oltre il 99 per cento delle lesioni cancerose esaminate in un largo campione risulta HPV-positivo, hanno definitivamente sancito il ruolo dell’HPV come causa necessaria del cancro del collo dell’utero (8).

Oggi è noto che circa il 30 % dei tumori sarebbero causati dall’HPV (9) La popolazione mondiale femminile è 2.329,08 milioni, calcolando da 15 anni in avanti e stime attuali indicano che ogni anno sono 493.243 le
donne che ricevono diagnosi di cancro del collo dell’utero, di cui circa 273.505 muoiono. Il cancro del collo dell’utero è il secondo cancro in frequenza nella popolazione femminile mondiale, e ancora il secondo cancro più frequente soprattutto nella fascia giovane (tra i15 e 44 anni)(10).
Le stime di prevalenza degli HPV nel cancro invasivo sono pari a circa il 70% dei casi da HPV 16 e 18, mentre per gli altri tipi HR si ha HPV 33(4,3%), 45(3,7%), 31(3,5%), 58(3,3) e infine 52, 35, 59 e 51 per un complessivo 3,9%.
In Europa riscontriamo una distribuzione solo lievemente diversa nella frequenza con cui i tipi HPV ad alto rischio sono riscontrati nelle lesioni invasive (Smith, Int J Cancer, 2007):HPV 16, HPV 18,HPV 33, HPV 31,HPV 45,HPV 35, HPV 58 e HPV 56,con una prevalenza complessiva dell’86%.
Infine in Italia, con un a popolazione femminile di 25,94 milioni di donne sopra I 15 anni, sono diagnosticati circa 3418 cancri del collo dell’utero all’anno di cui 1186 circa I casi di mortalità.
In Italia tale tumore è il 10° nella popolazione femminile ma solo il terzo se consideriamo la fascia più giovane (dai 15 ai 44 anni di età). HPV 16 è presente nel 63,8%( 1):

Ricerche epidemiologiche locali possono poi arricchire ulteriormente il panorama e la conoscenza epidemiologica relative alla distribuzione dei diversi HPV. Citiamo i dati per il Nord Italia (11)
per il Nord –Est (12):(13)  E in fine nel Sud (14)

Fig. 11
Dati relativi al Nord Italia

.

Fig. 12
Dati relativi al Nord-Est Italia

Fig. 13
Dati relativi al Nord-Est Italia

Fig. 14
Dati relativi al Sud Italia


Per altri tumori genitali HPV correlati i dati epidemiologici sono meno dettagliati, ma una recente metanalisi riporta che la distribuzione dei diversi HPV nelle lesioni precancerose vaginali, vulvari vulvari e nei tumori invasivi,solo le seguenti(15)Con una prevalenza in Europa degli HPV nelle lesioni precancerose vulvari del’80,6%, del 97,3% nelle vaginali e dell’89,8% nelle anali, e del 34,7% nel cancro vulvare, del 76,8% nel cancro vaginale e infine dell’84,2% nel cancro anale.

Bibliografia
1. X. Castellsagué et al. HPV and Cervical Cancer in the World: 2007 Report Vaccine 25S (2007) C27–C219

2. de Sanjosé S ,Diaz M , Castellsagué X , Clifford G ,et al Worldwide prevalence and genotype distribution of cervical human papillomavirus DNA in women with normal cytology: a meta-analysis Lancet Infect Dis 2007; 7:453–59

3. Naucler P, Ryd W,Tornberg S,Strand A et al HPV type specific risk of High Grade CIN during 4 years of follow up: a population based prospective study.Br J Cancer 2007,97,129-32

4. Smith J, Lindsay L, Hoots B, Keys J et al, Human papillomavirus type distribution in invasive cervical cancer and high-grade cervical lesions: A meta-analysis update. Int. J. Cancer 2007: 121, 621–632

5. Silvia Franceschi, in HPV e Prevenzione per Riunione Annuale GISCI,2006, Roma 20-21 Aprile;

6. Agarossi et al, Prevalence and type distribution of High Risk Human Papillomavirus Infection in women undergoing voluntary cervical cancer screening in Italy. J medical Virol 2009

7. Zur Hausen. Papillomavirus and cancer: from basic studies to clinical application. Nat REv Cancer 2002,342-50

8. Walboomers JM, Jacobs My et al. Human papillomavirus is a necessary cause of invasive cervical cancer worldwide. J Pathol 1999,189:12-9

9. IARC, Carcinogens in Humans: HPV Monograph 90, 2007

10. X. Castellsagué et al. HPV and Cervical Cancer in the World: 2007 Report Vaccine 25S (2007) C1–C26

11. Broccolo,et al. Prevalence and Viral Load of oncogenic human Papillomavirus type associated with cervical carcinomain apopulation of North Italy. J Medical Virol 2009

12. Rassu et al, HPV genotype prevalence in cervical specimens with abnormal cytology: a report from North-east Italy. Scandinavian Journal Infect Dis, 2005

13. Del Mistro et al, Human Papillomavirus typing of invasive cervical cancer in Italy, Infect Ag and Cancer,2006

14. Capra,et al, HPV genotype prevalence in cytologically abnormal cervical samples from women living in South Italy. Virus Res,2008

15.de Vuyst et al. Prevalence and type distribution of Human Papillomavirus in carcinoma and intraepithelial neoplasia of the vulva, vagina and anus: a metanalysis. Int J Cancer 2009

 

Prof. Fausto Boselli

Ginecologia Oncologica Preventiva Dip. Materno-Infantile, Università degli Studi di Modena e Reggio E. Policlinico di Modena

 

 

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