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Resti di una antica acropoli scoperti in Turchia

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Scoperto in Turchia un antico palazzo governativo di origine neo-assira

La scoperta è stata fatta da un gruppo di archeologi dell'università di Mainz, guidati dal professor Dirk Wicke nell'ambito di un progetto internazionale di scavi archeologici. Gli scavi, condotti fra le rovine di Ziyaret Tepe,nel sud-est della Turchia, hanno portato alla luce i resti di un palazzo governativo neo assiro datato fra il nono e il settimo secolo a.c.

Ziyaret Tepe, antica Tushan, divenne capitale nel secondo millennio a.c., quando l'intera regione cadde sotto il dominio degli Assiri. Secondo le iscrizioni lasciate dal regnante assiro Assurnasirpal, la costruzione del palazzo amministrativo risalirebbe  all'882 a.c.
Gli scavi archeologici hanno portato alla luce parte dell'acropoli e dell'area residenziale. Nelle stanze sono stati rinvenuti affreschi sulle pareti.
La scoperta più sorprendente riguarda la presenza di cremazioni all'interno di pozzi scavati nel cortile del palazzo.
Cinque le installazioni finora scoperte, due delle quali conservano ricchi tesori. All'interno delle tombe gli archeologi hanno trovato uno spesso strato di cenere e resti di ossa bruciate, ma anche oggetti decorativi, come vasi di bronzo, contenitori di avorio, sigilli e pietre preziose,a dimostrazione che i resti rinvenuti dovevano appartenere a personaggi importanti che abitavano nel palazzo.
Gli oggetti sono molto simili a quelli trovati nelle capitali assire di Assur e Klhu/Nimrud, in Iraq.  

Flash News

Dagli oceani arrivano due segnali di allarme.

Il primo è stato pubblicato dalla FAO nel rapporto “SOFIA” appena pubblicato e che evidenzia il drammatico stato in cui versano i nostri oceani.
Circa il 33% degli stock ittici globali è in stato di sovrasfruttamento e circa il 60% viene pescato al massimo della propria capacità. Nonostante l’incremento annuale del consumo di pesce a livello globale (3,2%) abbia superato la crescita della popolazione (1,6%), più di 800 milioni di persone continuano a dipendere da questa risorsa per la propria sopravvivenza, come fonte di cibo, guadagno e sostegno, sia nella pesca che per l’allevamento.

Il secondo segnale è la fine ‘simbolica’ per l’Europa delle proprie scorte di pesce: oggi è, infatti, il Fish Dependence Day europeo: ciò vuol dire che da ora e per tutto il resto dell’anno, l’Europa dipenderà dalle importazioni di pesce, crostacei e molluschi per soddisfare la richiesta dei consumatori della regione. Sulle nostre tavole, infatti, c'è più pesce di quanto se ne possa pescare nei nostri mari o allevare nei nostri impianti di acquacoltura. Oltre metà della domanda europea di pesce è ‘soddisfatta’ dal resto degli oceani, soprattutto dai paesi in via di sviluppo che forniscono la metà del pesce presente nel ‘piatto’ dei consumatori europei.

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