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I risultati del progetto MarcoPolo2010

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Dalla biodiversità delle popolazioni sulla Via della Seta individuate nuove basi genetiche per le preferenze alimentari.

 

Il team di genetisti riparte domani per l’Armenia, una nuova tappa per continuare la spedizione lungo la Via della Seta. Super Quark su Rai 1 dedica al progetto MarcoPolo un servizio nella puntata in onda domani sera. In ogni individuo, la percezione dei quattro sapori fondamentali (aspro, salato, dolce, amaro) è legata anche a fattori genetici. La percezione del gusto e, dunque, le nostre preferenze alimentari sono infatti modulate da specifici geni di cui i genetisti del progetto MarcoPolo stanno ora cominciando a svelare funzioni, interazioni e meccanismi in grado di influenzare sia diete di intere popolazioni che gusti alimentari personali.  I genetisti di MarcoPolo partono domani per l’Armenia (e a ottobre per la Crimea) dove continueranno i campionamenti iniziati nel luglio del 2010 lungo la Via della Seta. Anche quest’anno la spedizione verrà documentata giorno per giorno sul sito www.marcopolo2011.it . MarcoPolo2011 è un progetto ideato e realizzato dall'IRCCS Burlo Garofolo, da Sissa Medialab e dalla Fondazione Terra Madre, in collaborazione con AREA Science Park, Dipartimento di Scienze della Riproduzione e dello Sviluppo dell'Università di Trieste; gode del patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Trieste, del Comune di Trieste e dell’Ambasciata d’Italia a Erevan. I risultati emersi dai test e dai campionamenti effettuati GustoÈ stata studiata la relazione tra 26 geni candidati per il gusto e le preferenze alimentari, riscontrando diverse associazioni positive. La più interessante è quella che riguarda un gene, ITPR3, che sembra essere associato a molte preferenze alimentari con diversi marker. Questo gene ha la funzione di trasdurre i segnali intracellulari e sembrerebbe essere implicato nelle preferenze alimentari in generale.  Inizialmente sono state riscontrate associazioni significative solo con alcuni alimenti che non sembrano avere relazione tra loro come i piselli, il pecorino o l’anguria. Tuttavia, andando a verificare anche le associazioni non significative si è visto che questo gene sembra essere implicato con effetti simili nelle preferenze di 35 diversi cibi. Sono state inoltre riscontrate associazioni significative tra il recettore della capsaicina, la sostanza che dà il gusto piccante al peperoncino, e il ravanello, anch’esso piccante. Un’altra associazione positiva è quella tra un gene dell’olfatto e la preferenza per il tè, particolarmente plausibile considerato che il sapore del tè è determinato principalmente da questo senso.  Infine, è stato verificato che il recettore del dolce è associato sia al vino bianco che alla vodka: è noto, infatti, come l’etanolo sia in grado di attivare il recettore per il dolce. In laboratorio si è notato, per esempio, che topi che differiscono per preferenza al dolce mostrano anche variazioni nella preferenza all’alcool. Saranno condotti ulteriori studi, anche di tipo funzionale, per verificare meglio questa ipotesi anche nelle popolazioni isolate Italiane. Genetica delle popolazioniQuesta branca studia le relazioni tra gli individui, il loro grado di parentela e, in definitiva, la loro storia, attraverso il DNA. In luoghi come quelli lungo la Via della Seta, che per secoli hanno visto coesistere popolazioni diverse e molto ben caratterizzate insieme a un movimento continuo di uomini e  merci, questo tipo di indagine può integrare studi di tipo storico, etnografico e linguistico, aiutando a comprendere quali relazioni abbiano intessuto i vari gruppi umani nel corso dei secoli. Sono state analizzate circa 18 comunità, caratterizzato i loro genomi con circa 700.000 marcatori genetici ed è in via di completamento l’analisi di questa grande mole di dati.  Tra i risultati preliminari spicca la somiglianza tra le popolazioni Kazake esaminate (le diverse popolazioni sono in gran parte sovrapponibili, segno di una mescolanza genetica notevole) e l'estrema omogeneità di quelle dello Zerafshan in Tajikistan. Emerge anche che popolazioni etnicamente e linguisticamente isolate, come quelle del Pamir, stanno oggi perdendo la loro tipicità: tra i soggetti esaminati spiccano alcuni con genoma paragonabile al resto della popolazione Tagika e altri assolutamente unici e peculiari. Ultimo dato degno di nota è l’assoluta unicità degli Uzbeki di Quarshi, che si staccano nettamente da tutte le altre popolazioni esaminate. UditoLa sordità (o ipoacusia) colpisce milioni di persone in tutto il mondo: generalmente un bambino su mille nasce con problemi uditivi che compromettono lo sviluppo del normale linguaggio. Le cause possono essere genetiche (dovute a un’anomalia cromosomica) o acquisite (dovute a cause infettive, vascolari, degenerative, autoimmuni, tumorali, iatrogene ecc.). Questa patologia nel 70% dei casi è di origine genetica e può essere trasmessa secondo diverse modalità ereditarie: autosomica recessiva (75-80% dei casi), autosomica dominante, X-linked, mitocondriale. L’eziologia può però anche essere multifattoriale, riflettendo l’interazione di un vasto numero di componenti genetiche e ambientali, come nel caso della presbiausia. Fino ad oggi sono stati raccolti i dati epidemiologici nei Paesi occidentali, mentre informazioni mancano per molti Paesi in via di sviluppo. Nel corso della missione MarcoPolo sono stati reclutati circa 500 individui di età compresa tra gli 8 e gli 84 anni, sottoponendoli a un questionario anamnestico e a un esame audiometrico. Dai risultati di questo studio è stata identificata una prevalenza di sordità che varia tra 9% e il 18%. Tale percentuale è più alta di quella riportata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per i Paesi Europei, ma comparabile con quella dei Paesi del Sud Est Asiatico. La differenza potrebbe suggerire che fattori socio-economici e ambientali giocano un importante ruolo nella prevenzione, identificazione e trattamento del problema.  

I risultati di tutte le analisi svolte vanno ora interpretati alla luce di ciò che si sa dal punto di vista storico, aiutandoci così a capire, per esempio, se le differenze culturali, cristallizzate nelle tradizioni di ogni popolo, sono andate di pari passo con quelle genetiche o se invece non sempre a un’identità culturale corrisponde un’identità genetica e biologica. Sul progetto scientifico è stato realizzato il documentario "MarcoPolo2010: geni e sapori lungo la Via della Seta" (Carlo Auriemma - Elisabetta Eördegh, Italia, 2010), che si è aggiudicato lo scorso maggio a Milano il primo posto nella categoria "Documentari di Istituti di ricerca scientifica, musei, scuole" alla XV edizione di "Vedere la Scienza Festival", il Festival Internazionale del Video, del Film e del Documentario Scientifico.

 Super Quark dedicherà un servizio alla spedizione MarcoPolo2010 nella puntata in onda domani, giovedì 28 luglio alle 21.10 su Rai 1.

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