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Proteggiamo le specie del mondo ancora sconosciute

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Una nuova ricerca mostra che la maggior parte delle specie del mondo "mancanti" o sconosciute vivono in regioni che sono già state identificate dagli scienziati come priorità di protezione Lo studio, condotto da ricercatori dell'Università di Oxford, Università del Kent, Duke University e Microsoft Research nel Regno Unito e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), suggerisce che le recenti attività di protezione hanno raggiunto i loro obiettivi e dovrebbero ridurre l'incertezza riguardo le priorità mondiali di protezione. La minaccia di estinzione per molte delle specie sconosciute è però peggiore di quanto si temesse.

"Mostriamo che la maggior parte delle "specie mancanti" del mondo si nascondono in alcuni dei paesaggi più minacciati del mondo," dice Stuart Pimm, uno dei ricercatori dello studio. "Questo fa crescere considerevolmente il numero di specie minacciate e in pericolo in tutto il mondo."

I biologi che si occupano di tutela, con risorse limitate e accelerando le minacce alla natura, cercano da tempo di identificare zone in tutto il mondo dove azioni efficaci di protezione potrebbero salvare la maggior parte delle specie. I punti caldi della biodiversità dove si trovano i tassi più estremi di perdita di habitat e numeri insolitamente alti di specie endemiche sono priorità. Rimane però un problema: finora non sappiamo niente su molte delle specie del mondo.

"Sappiamo di avere un catalogo della vita incompleto," dice l'autore principale, Lucas Joppa. "Se non sappiamo quante specie ci sono, o dove vivono, come possiamo dare la priorità a luoghi per la conservazione? E se i posti che tralasciamo adesso si rivelano quelli con il maggior numero di specie sconosciute?"

Durante lo studio, i ricercatori hanno creato un modello che incorpora effetti tassonomici nel tempo per stimare quante specie di piante da fiore, che formano la base del concetto di punto caldo della biodiversità, rimangono da scoprire in regioni di tutto il mondo. Hanno poi confrontato queste stime con le regioni attualmente identificate come priorità mondiali di conservazione e hanno scoperto che questi due gruppi combaciavano.

Sei regioni che erano già state identificate dagli scienziati che si occupano di conservazione come punti caldi - dal Messico a Panama, Colombia, dall'Ecuador al Perù, Paraguay e Cile verso sud, Africa meridionale e Australia - secondo i modelli contengono il 70% di tutte le specie mancanti previste. Solo due regioni con alte stime di specie mancanti - la regione da Angola a Zimbawe e il Paleartico del nord, che comprende parti di Europa e Asia - non contenevano punti caldi della biodiversità.

"È stato un enorme sollievo scoprire che questi posti nei quali stiamo già investendo le nostre risorse sono anche quelli che ospitano la maggior parte delle specie sconosciute del mondo," dice David Roberts, uno dei ricercatori dell'Università del Kent. "Poteva anche non essere così!”

Sebbene mostrino che le azioni di conservazione sono già dirette nei luoghi più appropriati, i risultati dello studio apportano un maggiore senso di urgenza alla crisi mondiale dell'estinzione. Gli autori sottolineano che risultati come questi rendono ancora più importante la protezione di ampie zone di terra.

Il messaggio è chiaro: anche se non possiamo salvare una specie che non sappiamo se esiste, possiamo proteggere i luoghi dove pensiamo che possa vivere.
 

Flash News

 

Campidoglio: Musei in Musica, il 1 dicembre la 10° edizione
Spazi espositivi e culturali aperti dalle 20.00 alle 02.00

Mostre, concerti e spettacoli dal vivo con ingresso a 1 euro o completamente gratuito per i possessori della MIC nei Musei civici

Sabato 1 dicembre 2018 torna nella Capitale “Musei inMusica”. Cittadini e visitatori, acquistando il biglietto d’ingresso di 1 euro, potranno visitare i Musei Civici straordinariamente aperti di sera, dalle 20.00 alle 02.00, e usufruire di un ricco programma di mostre, concerti e spettacoli dal vivo, selezionati con l’avviso pubblico “Musei in Musica 2018” diffuso da Zètema Progetto Cultura. L’ingresso ai musei civici sarà completamente gratuito per i possessori della MIC card (mentre negli spazi dove previsto sarà ad un euro). La decima edizione della manifestazione, che vedrà quest’anno esibirsi circa 140
artisti con 100 performance, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da Zètema Progetto Cultura.

La serata vedrà la partecipazione anche di altri importanti spazi espositivi e culturali, università e istituzioni culturali straniere -
come per esempio il Museo archeologico e museo Aristaios dell’Auditorium Parco della Musica, il Palazzo delle Esposizioni, il Macro Asilo, il Polo museale de La Sapienza Università di Roma, il monumento a Vittorio Emanuele II e il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo in collaborazione con il MIBAC, il Museo Ebraico di Roma, l’Accademia di Francia a Villa Medici - che, per l’occasione, apriranno straordinariamente al pubblico le proprie sedi in orari serali con mostre ed eventi. Si potrà condividere la propria esperienza su Facebook e Twitter e partecipare al contest fotografico su Instagram utilizzando l’hashtag #MUSica18 e menzionando i @museiincomuneroma e @culturaaroma. I tre autori delle foto più belle, votate dalla nostra community della pagina Facebook di Musei in Musica, saranno premiati con tre biglietti per L’Ara Com’era, la visita immersiva e multisensoriale al Museo dell’Ara Pacis. Per partecipare è sufficiente condividere, fino alla mezzanotte del 2 dicembre, una foto scattata a uno degli spettacoli della manifestazione indicando luogo ed evento, hashtag #MUSica18 e la menzione @museiincomuneroma. A partire dal 3 dicembre le foto che rispetteranno i requisiti richiesti saranno pubblicate in una gallery sulla pagina Facebook di Musei in Musica, pronte per essere votate. Non sono considerate valide le stories su Instagram.

GLI EVENTI E LE MOSTRE IN PROGRAMMA NEI MUSEI CIVICI

I MUSEI CAPITOLINI ospiteranno nell’Esedra del Marco Aurelio lo spettacolo Il ponte del dialogo con il polistrumentista Stefano Saletti, la cantante turco italiana Yasemin Sannino, e i musicisti Gabriele Coen, Marco Loddo e Giovanni Lo
Cascio, per un viaggio tra i generi e le sonorità del mediterraneo che porterà dal Sud Italia fino alla Turchia. All’interno della Pinacoteca, nella Sala Pietro da Cortona, andrà in scena invece lo Stabat Mater di Pergolesi, a cura del Conservatorio di Musica Santa Cecilia, eseguito dal soprano Goar Faradzhian e dal contralto Sara Tiburzi con l’accompagnamento musicale di Melody Raquel Quinteros, Toki Takahashi, Camila Sànchez Quiroga, Louis Batista e Mauro Tedesco mentre nel Salone di Palazzo Nuovo prenderà forma il concerto Occhi chiusi in mare aperto dell’ensamble vocale composto da Gabriele d’Angelo, Ludovico Versino, Francesca Cireddu, Chiara Meschini e Daniele d’Alberti che proporranno un viaggio tra la musica indie italiana e internazionale, le hit del pop mondiale e i capolavori del soul.

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