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Settimana Mondiale dell’Acqua

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WWF: SALVARE I CORSI D’ACQUA DALL’URBANIZZAZIONE. In Italia siamo ultimi nella pianificazione del ciclo dell’acqua.. Troppe concessioni: si preleva più acqua di quella che i bacini idrici sono in grado di fornire Organismi istituzionali che pianifichino il ciclo dell’acqua per ridurre l’impronta idrica delle città,dirigenti d’impresa che controllino i flussi dell’oro blu nelle loro catene di fornitura e nella loroeconomia e ne rendano più sostenibile la gestione, una governance per una regolamentazione globaledell’acqua, come secondo la “Convenzione delle Nazioni Unite sui corsi d’acqua per garantire unagestione sostenibile delle acque trasfrontaliere”. Sono alcune delle azioni chieste dal WWFnell’ambito della Settimana Mondiale dell’Acqua, iniziata oggi a Stoccolma, in Svezia.L’allarme principale riguarda l’impatto della crescente urbanizzazione sulla fornitura dei servizie sulla qualità dei corsi d’acqua, come ad esempio fiumi e laghi.“Si prevede che entro il 2050, il 70% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane – affermain una nota l’associazione ambientalista - Molte sfide sociali, economiche e ambientali sono legatealla rapida urbanizzazione, come la necessità di creare più servizi per fornire acqua potabile, perprovvedere alla raccolta e al trattamento delle acque reflue e fornire servizi igienico-sanitari. Le areeurbane occupano solo il 2,8% della superficie della Terra, ma l'impronta idrica di una metropoli siestende ben oltre i confini fisici della città. La maggior parte delle megalopoli inoltre si trova su unfiume o su un altro bacino idrico ed esercitano su questi, a causa della loro rapida crescita, una fortepressione. A tale proposito il WWF ritiene che la sopravvivenza dei corsi d’acqua sia essenziale perla sopravvivenza delle stesse città”.“In Italia purtroppo siamo molto indietro sulla gestione sostenibile dei corsi d’acqua. Siamo gliultimi in Europa nell’applicazione della direttiva quadro Acque 2000/60/CE per la protezionedelle acque superficiali e sotterranee, che attraverso una serie di misure, come l’istituzione delleautorità di distretto, ci avrebbe consentito di provare a raggiungere il buono stato ecologico dei corsid’acqua entro il 2015 – afferma Andrea Agapito, Responsabile Acque del WWF Italia - .Attualmente lo Stato dà concessioni consentendo un prelievo di quantità d’acqua superiorerispetto a quella che i corsi d’acqua sono in grado di fornire.Grazie all’applicazione di questa norma invece si potrebbero avere Piani di gestione dei fiumi chepermetterebbero di rivedere le concessioni per l’utilizzo dell’acqua in modo da evitare che essivengano ipersfruttati e di consentirne un uso equilibrato da parte dei diversi settori, dall’agricolturaall’energia elettrica. Tra i rischi principali di una cattiva gestione dei bacini idrici ci sono: periodi disiccità a cui si alternano i disatri delle alluvioni e i danni per la biodiversità provocatidall’immissioni di animali non provenienti da altri Paesi che distruggono le specie originarie deinostri ecosistemi.In generale – conclude Agapito – la situazione delle nostre acque è molto critica come ha dimostratodalla recente “Campagna Fiumi del WWF Italia” che ha evidenziato come su 29 corsi d’acquaesaminati in alcuni tratti solo 2 si sono rivelati in buone condizioni (Tagliamento, in FriuliVenezia Giulia, e Angitola, in Calabria). I peggiori si sono rivelati il Volturno (Campania)Sagittario-Aterno (Abruzzo), Arno (Toscana), Aniene (Lazio), Tevere (Lazio), Agri (Basilicata), Podi Primario (Emilia Romagna), Chiascio (Umbria). Tra i principali fattori di criticità, ilrestringimento degli alvei, dovuto soprattutto alla cementificazione delle sponde, attività estrattivelungo le sponde, come le cave, riduzione della capacità di esondazione”.

Flash News

In data 11-04-2007
Fao Comunicato Stampa

Anno 4
Edizione Aprile 2007

Le nuove norme commerciali gioveranno ai paesi in via di sviluppo?
La FAO chiede flessibilità per tener conto dei bisogni dei paesi poveri

La riforma multilaterale della politica commerciale agricola mira a stimolare gli scambi e la crescita economica, ma tutte le nuove norme commerciali dovranno essere compatibili con l'obiettivo di Sviluppo del Millennio numero 1 di dimezzare entro l’anno 2015 la proporzione delle persone che soffrono la fame e vivono in condizioni di povertà estrema, ha avvertito la FAO nel suo rapporto annuale The State of Agricultural Commodity Markets 2006 – SOCO 2006 (Lo Stato del Mercato dei Prodotti Agricoli), presentato oggi a Ginevra.
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