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L’Iit-Cnr torna in Africa, dove è stato pioniere di Internet

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L’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa partecipa in Kenya all’Internet Governance Forum 2011, il più importante incontro mondiale per le politiche di sviluppo della rete. Per raccontare come 20 anni fa ha implementato le prime connessioni in 16 Paesi del continente. L’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Iit-Cnr) sarà tra i protagonisti della quinta edizione dell’Internet Governance Forum (Igf), che si tiene in Kenya a Nairobi da oggi al 30 settembre. Il summit, dal titolo ‘Internet come catalizzatore per il cambiamento: accesso, sviluppo, libertà e innovazione’, nasce sotto l’egida delle Nazioni Unite e vede la partecipazione di un centinaio di Paesi, istituti di ricerca internazionali e operatori del mondo della rete. “Il mandato del Forum è quello di fare il punto sugli elementi chiave della governance di internet al fine di promuoverne la sostenibilità, la sicurezza, la stabilità e lo sviluppo”, spiega Stefano Trumpy, ricercatore associato dell’Iit-Cnr. “Il nostro Istituto, in particolare, condurrà, tra le iniziative programmate, anche una missione socio-educativa: quella cioè di raccontare agli studenti partecipanti al forum la storia della ‘nascita’ di internet in Africa, che ha visto proprio l’Iit del Cnr quale pioniere”.Il Cnr pisano, con l’allora Istituto Cnuce, è stato infatti uno dei protagonisti dell’implementazione di internet nel continente già dal 1986: “Quando, grazie a un finanziamento di circa un milione di dollari del Governo italiano, pose le basi per favorire i primi collegamenti in 16 Paesi del continente”, ricorda Adriana Lazzaroni dell’Iit, uno dei protagonisti di quell’iniziativa, in procinto di tornare in Africa 20 anni dopo. “Il progetto Rinaf-Regional Informatics Network for Africa patrocinato dall’Unesco prese il via nel 1992 attraverso la fornitura di servizi telematici di base (posta elettronica, bollettini elettronici, accesso a banche dati) per la connessione di università e centri di ricerca”.  “La nostra missione consisteva nel portare attrezzature e personale tecnico tra difficoltà logistiche, problematiche burocratiche e difficoltà tecniche tali che l’invio di un fax poteva richiedere anche un’ora”, prosegue Laura Abba dell’Iit-Cnr. “Ma soprattutto nel formare il personale in loco, con dieci corsi tenuti in altrettanti Paesi, cercando di far passare l’idea che puntare su internet era la scommessa vincente. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo anche fatto partecipare decine di ricercatori e studenti universitari ai principali consessi internazionali sull’Internet society, alla Stanford University, a Kobe in Giappone e a Pisa”. Roma, 27 settembre 2011   La scheda: Chi: Istituto di informatica e telematica (Iit) del Cnr di PisaChe cosa: Internet Governace Forum (Igf) Dove: Nairobi, KenyaQuando: dal 27 al 30 settembre 2011

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Una crisi globale come quella della plastica ha bisogno di una risposta globale ma al momento non esiste alcun trattato internazionale che affronti questo problema al livello mondiale e transfrontaliero. Per questo è partita oggi una Petizione promossa dal WWF in tutti i paesi dove è presente l’Associazione: l’invito è rivolto ai cittadini del mondo perché chiedano ai capi di stato di stipulare un Global Deal giuridicamente vincolante fra Paesi delle Nazioni Unite per fermare la dispersione di plastica in natura entro il 2030.

E’ il primo passo di una campagna globale del WWF e in Italia sono in programma nel 2019 numerosi appuntamenti di sensibilizzazione, tutti sotto il segno di una Natura #PLASTICFREE.

Senza provvedimenti, entro il 2050, nei mari del mondo ci sarà più plastica che pesce e il Mediterraneo rappresenta un’area trappola con livelli record di inquinamento da microplastiche che minacciano la vita marina e la salute umana.
Ecco alcuni numeri dell’emergenza: 95%, è la percentuale di plastica contenuta nei rifiuti del Mar Mediterraneo che soffoca habitat e specie; 1,25 milioni di frammenti per km2 è la concentrazione record di microplastiche nel Mediterraneo, quasi 4 volte superiori a quelle registrate nell’isola di plastica del Pacifico settentrionale; oltre il 90% dei danni provocati dai nostri rifiuti alla fauna selvatica è dovuto alla plastica; 134, sono le specie vittime di ingestione da plastica nel Mediterraneo (tra cui tutte le specie di tartaruga marina, che scambiano i sacchetti di plastica per prede); l’Europa è il secondo produttore di plastica al mondo; 2,1 sono i milioni di tonnellate di imballaggi di plastica consumati ogni anno dagli italiani.

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