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Calce viva. I Romani grandi costruttori nei Mercati di Traiano

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Roma 13 Luglio - 25 Settembre 2011 - Mercati di Traiano sono uno dei più grandiosi complessi monumentali costruiti a Roma in età imperiale, inaugurati nel 112 d.C. a celebrazione della conquista della Dacia da parte dell'imperatore Traiano, contestualmente all’ultimo e più grande di essi, i Fori Imperiali. L’esposizione si propone di valorizzare e rendere comprensibile ai visitatori, romani e stranieri, l’importante intervento di restauro ospitato da vari mesi nel sito archeologico e museale. I Mercati di Traiano ospitano da diversi mesi lavori di restauro che interessano il Grande Emiciclo e la via Biberatica, percorso esterno del complesso monumentale noto per la sua particolare concezione urbanistica ed architettonica e per l’apertura verso la città contemporanea. Il cantiere di restauro, visibile al grande pubblico con la stagione estiva, costituirà un valore aggiunto per la visita al museo, sostituendo alla percezione negativa dei lavori in corso la conoscenza positiva dell’unicità storico-architettonica del monumento e dell’importanza dell’intervento conservativo e migliorativo. Non una “sottrazione” dunque per i visitatori, romani e stranieri, piuttosto una “addizione”, che arricchisce il percorso e l’allestimento di eventi straordinari. Il cantiere in corso diventa “voce narrante”, attraverso l’utilizzo dei pannelli di recinzione sulla via Biberatica come supporto di testi e di immagini del monumento e la proiezione in due tabernae di video che ripercorrono le diverse fasi di vita dei Mercati e presentano gli interventi di restauro con linguaggio chiaro e coinvolgente, offrendo l’occasione eccezionale di confrontare sul posto i materiali, le tecniche e l’organizzazione dei cantieri dei Romani con quelli dei contemporanei. Nella Grande Aula è possibile “sfogliare” il monumento come un libro attraverso fotografie in bianco e nero di grande formato (cm 140x200), sospese tra i corridoi laterali attraverso il sistema di aggancio a cavi di acciaio e visibili da via Quattro Novembre. L’esposizione comprende inoltre materiali inediti: alcuni elementi architettonici marmorei - due capitelli corinzieggianti figurati; un tondo con la commemorazione del Giubileo del 1600 - e manufatti ceramici: un orcio (vaso di terracotta), tre laterizi bollati e frammenti di contenitori dall’età imperiale a quella altomedioevale. Questi ultimi provengono dallo scavo scientifico condotto nel 2005 nell’area del Giardino delle Milizie, prossima al muro est della Grande Aula. Con la loro esposizione all’interno di una stratigrafia ricostruita, offrono lo spunto per osservare i vari aspetti conoscitivi conseguenti la metodologia dell’indagine e confrontarla con i grandi sterri condotti dal Governatorato nel secolo scorso. Infine, in occasione di questo evento di valorizzazione dei Mercati di Traiano e dei restauri in corso, sono organizzati incontri finalizzati alla maggiore conoscenza del monumento e delle sue problematiche, in particolare della tecnica costruttiva in opera laterizia che li caratterizza. L’attività didattica sperimentale, articolata in visite guidate e laboratori ed animata da dimostrazioni e rievocazioni storiche, si svolgerà nei sabati 16, 23 e 30 luglio, 27 agosto e 3 settembre, alle ore 17.30 e 21.30, con un significativo “assaggio” in occasione dell’evento inaugurale. Vi sarà inoltre un calendario di visite a cura dei giovani del Servizio Nazionale Civile attualmente impegnati nel Museo dei Fori Imperiali, alle ore 17.30, nei giorni di mercoledì, venerdì e domenica a luglio e settembre e nei venerdì 5, 19 e 26 di agosto.  

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L’Anno Internazionale dell’Astronomia si prepara a festeggiare il telescopio di Galileo, ma gli inglesi protestano: il primato spetta a Thomas Harriot 

Il primato indiscusso di Galileo, figura-chiave della rivoluzione scientifica del XVII secolo, rischia di vacillare proprio nell'anno dei suoi festeggiamenti. La fama del grande scienziato italiano, infatti, avrebbe oscurato il contributo di un (quasi) illustre sconosciuto d'Oltremanica: l'inglese Thomas Harriot, che – secondo lo storico Allan Chapman -  osservò la Luna attraverso l’obiettivo di un telescopio molti mesi prima di Galileo, ossia nel luglio del 1609 [1]. Il merito di Harriot – sostiene Chapman – non è solo quello di aver preceduto Galileo, ma anche di aver compilato delle mappe dettagliate della superficie lunare che per decenni non hanno avuto rivali.

 

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