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SOS malattie sessualmente trasmesse: Il preservativo? Un optional

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Niente sesso, siamo inglesi. Macché, in Gran Bretagna aumentano i rapporti occasionali. I più a rischio? Trentenni e quarantenni, che spesso “dimenticano” di usare il preservativo

 L'uso del preservativo è un optional nei rapporti occasionali, ma c’è una novità: diminuisce l'allarme per i giovanissimi e aumenta per gli adulti tra i 30 e i 40 anni, soprattutto quando tra i due partner c'è una notevole differenza d'età. E' quanto emerge da una ricerca pubblicata ieri sull'International Journal of Epidemiology, che prende in considerazione tutte le relazioni occasionali di 11.161 uomini e donne eterosessuali negli ultimi 12 mesi.

L'inchiesta, condotta in Gran Bretagna fra il 1999 e il 2001, intende analizzare i rapporti tra comportamenti sessuali e crescente diffusione delle malattie a trasmissione sessuale (MST). Le interviste del campione esaminato riguardano l'uso del preservativo, la differenza d'età tra i partners, il primo incontro, dopo quanto tempo è avvenuto il primo rapporto sessuale con il nuovo partner.

L'indagine indica che gli uomini hanno una maggiore propensione ad avere rapporti occasionali rispetto alle donne (39.1% contro il 20% delle donne intervistate). Le donne hanno soprattutto rapporti matrimoniali o di convivenza e iniziano a fare sesso con il nuovo compagno più tardi rispetto agli uomini. Gli uomini ammettono di aver usato il preservativo nel 37% dei casi, le donne nel 28%. Quasi la metà degli intervistati dichiara di aver avuto rapporti sessuali protetti al primo incontro con un partner nuovo, ma la percentuale scende man mano che aumenta la differenza d'età tra i due partner.

Questi dati - afferma la dottoressa Catherine Mercer del Centre for Sexual Health&HIV Research – devono far riflettere perché le malattie sessualmente trasmesse sono sempre più diffuse in Europa. In Gran Bretagna si stima un incremento del 6% fra il 2006 e il 2007. I più colpiti, però, non sono gli adolescenti, bensì i trentenni e i quarantenni, tra i quali le malattie sessuali sono più che raddoppiate dal 1996 al 2003. L’innalzamento dell’età, secondo i ricercatori, dipende dal fatto che la famiglia tradizionale negli ultimi anni è entrata in crisi: per i “nuovi” single, reduci da separazioni o divorzi, si moltiplicano le occasioni d’incontro, le storie diventano più brevi e instabili e aumentano i rapporti occasionali “a rischio”.

I risultati dell’indagine rivelano che solamente il 44.1% degli intervistati che hanno avuto relazioni con partner molto più grandi o molto più giovani ha usato il preservativo durante il primo rapporto sessuale. La differenza d'età - secondo la Mercer - provoca spesso uno squilibrio nei rapporti di potere della coppia, mettendo la persona più giovane, uomo o donna che sia, nella condizione di affidarsi alla volontà del nuovo compagno, percepito come più maturo o con più esperienza.

Studiare a fondo il legame tra relazioni sessuali e malattie sessualmente trasmesse è importante perché aiuta medici e scienziati a trasmettere un' informazione più chiara, più efficace e più "mirata" a specifici target.


Approfondimenti

Mercer, Catherine et al. “Who has sex with whom? Characteristics of heterosexual partnerships reported in a national probability survey and implications for STI risk
International Journal of Epidemiology, doi:10.1093/ije/dyn216

Veronica Rocco

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