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Anche gli insetti usano il cellulare?

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Anche gli insetti usano il cellulare? Una ricerca olandese svela che alcuni insetti comunicano fra loro…attraverso le piante

Ci credereste che alcuni tipi di insetti comunicano fra loro a distanza, proprio come facciamo noi quando usiamo il cellulare? A svelarci questo singolare comportamento è uno studio condotto in Olanda dall’ecologista Roxina Soler. Il gruppo di ricerca del Netherlands Institute of Ecology ha scoperto che gli insetti che vivono sottoterra trasmettono dei messaggi a quelli che si trovano all’esterno utilizzando la pianta come “citofono”. Il contenuto di queste informazioni, secondo i ricercatori, non è molto diverso da quello che ci scambiamo noi umani quando chiamiamo un amico al cellulare per sapere dov’è e cosa fa in questo momento o per avvisarlo che stiamo arrivando.
 

A differenza dell’uomo, che usa il cellulare come una sonda spaziale, gli insetti non hanno perso la memoria “evolutiva” di quel gesto e lo utilizzano per trasmettere un’informazione essenziale alla loro sopravvivenza. Molte specie erbivore, infatti, crescono più lentamente se si nutrono di piante le cui radici sono già presidiate da altri insetti nascosti nel sottosuolo, e viceversa.

Per evitare inutili competizioni, questi animali hanno escogitato un sistema molto ingegnoso: l’ “inquilino” che occupa la pianta per primo comunica la sua presenza agli aspiranti inquilini che gironzolano in cerca di cibo. Per poterlo fare, invia dei segnali chimici che dalle radici si propagano fino alle foglie e raggiungono gli insetti che zampettano sulla superficie. Risultato? I nuovi arrivati rinunciano all’ambita preda e vanno in cerca di altre piante. Gli insetti utilizzano questa tecnologia “senza fili”, biologica al 100%, per far sapere agli altri dove sono e che cosa hanno intenzione di fare, e tutto questo senza entrare in contatto con i potenziali avversari. I risultati della ricerca, se confermati, getterebbero nuova luce sui meccanismi di comunicazione degli insetti. Il fenomeno, però, avvertono gli scienziati olandesi, è stato studiato solo in pochi casi e non se ne conosce ancora l’effettiva diffusione.

Che gli animali comunichino tra loro attraverso dei veri e propri linguaggi è cosa nota. Fu Konrad Lorenz, il padre dell’etologia, a studiare con pazienza e passione il comportamento degli animali e a decifrarne i codici segreti. Gli animali usano i suoni, i gesti, la mimica per comunicare fra loro o per esprimere vere e proprie emozioni: collera, paura, curiosità. Il babuino dell’Africa orientale, per esempio, avverte i suoi simili della presenza di un predatore usando due diversi gridi d’allarme, a seconda che l’avversario sia un pitone o un leopardo. Se ad avvicinarsi è un serpente, il babuino avverte gli altri di rifugiarsi sugli alberi, dove non possono essere attaccati; ma se il predatore è un leopardo, la parola d’ordine sarà “allontanatevi dagli alberi il prima possibile”, perché è proprio tra i rami che si nasconde il felino in attesa della preda.

Veronica Rocco

Flash News



Rendere le città amiche della natura è un… gioco da ragazzi: dai tetti verdi agli edifici viventi ‘amici’ di rondini e rondoni (uccelli ‘mangia-zanzare’ per eccellenza), dai giardini mediterranei per gli insetti impollinatori ai murales ambientali per dare un tocco di verde al grigio del cemento e poi recupero di aree degradate limitrofe alla scuola, adozione di un stagno con essenze autoctone, formazione di studenti ‘ciceroni’ a bordo di veicoli elettrici per percorsi naturalistici lungo i fiumi.


Sono solo alcune delle decine di idee progettuali proposte da centinaia di ragazzi dai 14 al 19 anni di 28 città italiane che, coordinati dai docenti, si sono cimentati nel primo Video Contest per la Biodiversità Urbana promosso dal WWF per dare voce ai giovani studenti italiani e renderli protagonisti di un’azione di cittadinanza attiva a favore della vivibilità nelle metropoli.
Domani, in 19 istituti scolastici dal nord al sud del Paese, i ragazzi celebreranno in un GREEN TOUR la giornata del 4 ottobre dedicata a San Francesco promuovendo i propri cortometraggi prodotti per il Video Contest del WWF , con i progetti e i suggerimenti di azioni virtuose. In questo modo le scuole, insieme ad amministratori, comunità, cittadini, imprese e società civile organizzata, possono diventare attori protagonisti e riconosciuti per proteggere e incrementare la biodiversità nella propria città.

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