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Specchio, specchio delle mie brame…chi è il pesce più strano del reame?

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Si chiama Spookfish, il pesce-fantasma che vive negli abissi e guarda il mondo attraverso...uno specchio

Una delle più bizzarre creature che si aggirano nelle profondità marine è il Dolichopteryx longipes, chiamato in inglese "spookfish", ossia pesce-fantasma a causa della sua livrea trasparente: è il primo vertebrato mai scoperto finora che utilizza un sistema di specchi, anziché di lenti, per guardare il mondo sommerso. Vive oltre i mille metri di profondità. Qui la luce è scarsa e le probabilità di essere inghiottiti da un predatore più grande o più astuto sono tali da incoraggiare gli "abitanti" a sviluppare sorprendenti tecniche di adattamento.

 

In apparenza sembra un pesce con quattro occhi, ma in realtà ne ha solo due divisi in due parti collegate fra loro. Come funziona questo strano meccanismo? Una metà dell'occhio è orientata verso l'alto, dando al pesce la possibilità di sapere che cosa succede sopra di lui; se si basasse solo su questa parte dell'occhio per vedere, lo spookfish rischierebbe la pelle poiché non riuscirebbe a focalizzare le sorgenti di luce provenienti dal basso, per esempio la bioluminescenza irradiata da alcuni tipi di pesci che vivono negli abissi. Per ovviare a questo inconveniente, il pesce ricorre all'altra metà dell'occhio, che punta verso il basso. E’ qui che si nasconde il vero segreto della sua vista.

In tutti gli animali vertebrati l'occhio funziona esattamente come una lente, che rifrange la luce proveniente dall'esterno e la mette a fuoco sulla retina. L'occhio dello spookfish, invece, è assolutamente unico perché al posto della lente utilizza un sistema di specchi, ossia una miriade di piccoli cristalli che hanno il compito di raccogliere e riflettere la luce. I cristalli sono paralleli fra loro, ma cambiano angolazione sulla superficie dello specchio, dandogli una forma concava. Questa forma ricurva è perfetta per mettere a fuoco la luce riflessa sulla retina dell'occhio. In questo modo lo spookfish è in grado di vedere immagini nitide di tutto ciò che si aggira sotto di lui. Secondo i ricercatori, il Dolichopteryx sarebbe persino in grado di cambiare la posizione dello specchio allontanandolo dalla retina per guardare un oggetto da vicino, proprio come facciamo noi con le lenti d'ingrandimento.

Quello che rende così speciale questo pesce è il fatto che la superficie riflettente non si trova dietro la retina, come invece accade in molte specie animali, bensì davanti, ossia prima che la luce esterna attraversi la retina. La sua capacità di riflettere la luce anziché rifrangerla, come accade in tutti gli altri vertebrati compreso l'uomo, ha il vantaggio di produrre immagini molto più nitide  e brillanti, caratterizzate da netti contrasti, che offrono a questo pesce uno strumento in più per difendersi dai predatori in un ambiente buio, dove ogni specie deve fare del suo meglio per sfruttare quel poco di luce che ha a disposizione.

Il Dolichopteryx longipes è conosciuto da 120 anni ma finora nessuno aveva scoperto le speciali caratteristiche dei suoi occhi perché non era mai stato avvistato un esemplare vivo. Il professor Hans-Joachim Wagner dell'università di Tubinga è stato il primo a raccogliere uno spookfish vivo al largo dell'isola di Tonga, nell'oceano Pacifico.


Approfondimenti

H Wagner, R Douglas, T Frank, N Roberts, J Partridge (2008). A Novel Vertebrate Eye Using Both Refractive and Reflective Optics Current Biology

Ed Yong, “Spookfish uses mirrors instead of a lens”,
http://scienceblogs.com/notrocketscience/2008/12/spookfish_eye_uses_mirrors_instead_of_a_lens.php


Veronica Rocco, “Il gamberetto con la super vista”, Scienzeonline (27/03/2008)
http://www.scienzeonline.com/index.php?option=com_content&task=view&id=93&Itemid=61

 

Flash News

 
 
 


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Dopo il successo della terza edizione, torna dal 12 aprile l’appuntamento con il Mese del Cuore, l’iniziativa di prevenzione promossa da Danacol in collaborazione con il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Quest’anno il percorso di sensibilizzazione sui principali fattori di rischio cardiovascolare si estende sul territorio nazionale, raggiungendo per la prima volta ben 7 città. Nella prima fase, da aprile a maggio, sono coinvolte le città di Milano, Roma, Napoli e Messina; successivamente, il Mese del Cuore raggiungerà anche Ancona, Ferrara e Firenze.

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