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Scoperte le onde a senso unico

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Due ricercatori dell’Istituto dei sistemi complessi del Cnr di Firenze e dell’Università dell’Insubria (Como) hanno dimostrato teoricamente che è possibile creare dei percorsi “a senso unico” per la luce e il suono, esplorando le nuove frontiere della fisica non lineare. La scoperta, pubblicata su ‘Physical Review Letters’, prelude ad applicazioni nel campo dei computer quantistici e dell’acustica Normalmente la luce non ha una direzione di propagazione preferenziale e si può trasmettere con uguale intensità, per esempio, da destra a sinistra o viceversa. Ma esistono materiali detti ‘non lineari’ che, al contrario di quelli tradizionali, ne permettono il passaggio da alcune direzioni e non da altre, producendo un percorso ‘a senso unico’ per le onde luminose.Questa possibilità è stata prevista teoricamente da Stefano Lepri, ricercatore dell’Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche di Firenze (Isc-Cnr), e Giulio Casati, professore presso il Centro per i sistemi complessi dell’Università dell'Insubria: da un loro studio, sono scaturite speculazioni teoriche secondo le quali sarebbe possibile ottenere questo risultato con altri tipi di onde, dunque anche con il suono. La ricerca prelude al potenziale utilizzo di questi materiali per applicazioni ottiche e acustiche in diversi campi, dai computer quantistici all’insonorizzazione ambientale.“Un nostro articolo pubblicato su ‘Physical Review Letters’ descrive, tramite un modello matematico, cosa accade facendo passare della luce attraverso un materiale non-lineare”, spiega Lepri. “Estendendo il nostro modello alle onde acustiche si può immaginare che un suono di una data intensità possa attraversare il materiale non lineare in una direzione, ma non in quella opposta. Così si può ipotizzare, ad esempio, che nel prossimo futuro sarà possibile insonorizzare una stanza in modo ‘unidirezionale’, riuscendo a non far sentire al di fuori i suoni prodotti all’interno, ma mantenendo la possibilità di percepire quelli esterni”.Secondo Giulio Casati lo studio dimostra che “è possibile costruire particolari diodi, simili a quelli dei componenti elettronici che conducono elettricità in una sola direzione, per guidare la traiettoria di un fascio luminoso, ad esempio in un computer ottico o a quanti”. Il carattere rivoluzionario dello studio sta nel fatto che la possibilità di trasmissione a senso unico delle onde è negata dal teorema della reciprocità, secondo il quale le onde che attraversano un materiale in una direzione non potranno in nessun caso essere ‘bloccate’ nella direzione opposta. “Per superare questo limite dobbiamo andare oltre le concezioni classiche della fisica lineare”, conclude il ricercatore. “Nei sistemi non lineari sono possibili risultati a volte anche inaspettati”.

Casati aveva già dimostrato 10 anni fa la possibilità di trasmissione unidirezionale con un’altra forma di energia, il calore, riuscendo a trasferirlo in modo non lineare secondo la stessa direzione ‘a senso unico’.

La schedaChi: Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche di Firenze (Isc-Cnr),Centro per i sistemi complessi dell’Università dell'Insubria, ComoChe cosa: nuove frontiere della fisica non lineare: dimostrato teoricamente che è possibile creare dei percorsi “a senso unico” per la luce e il suono 

Flash News


Legambientefvg.it   comunicato stampa 1 aprile 2013 - Krško 2, una centrale nucleare in zona sismica



Abbiamo pubblicato questo comunicato di Legambiente del Friuli Venezia Giulia del 2013 per sottolineare, come già da tempo i mezzi di informazione avevano sottolineato la pericolosità della centrale nucleare di Krško posta nei pressi della faglia di Pivka .
"Bocciato dall’Istituto per la sicurezza nucleare francese il raddoppio dell’impianto. Legambiente chiede ai candidati presidenti di pronunciarsi durante la campagna elettorale. L’istituto francese per la sicurezza nucleare, chiamato dalla Slovenia ad esprimersi sul progetto di nuova centrale nucleare in Slovenia, afferma – confermando per altro studi già noti – che l’area di  Krško risulta essere sensibile ai movimenti tellurici. Il progetto, infatti, prevede di abbinare all’esistente una seconda centrale di ben 1.600 megawatt di potenza installata, pari a tre volte l’impianto esistente.

Legambiente, insieme all’intero mondo ambientalista, sostiene da sempre la pericolosità della centrale di Krško proprio per il motivo sollevato dai francesi i quali, è noto, sono fra i costruttori di centrali e si suppone conoscano i problemi connessi alla loro sicurezza. Questo conferma l’assurdità di procedere alla triplicazione, in termini energetici, dell’attuale centrale che dista solo 100 km in linea d’aria dal Friuli Venezia Giulia e solo 5 da Zagabria, capitale della Croazia, che partecipa alla realizzazione della nuova centrale.

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