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Premio Nazionale Un Libro Per L'ambiente

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Premiati Il “Il Regalo Nero” e “Figlie del vento. Il falco pellegrino tra leggenda e realtà”. Circa 500 studenti questa mattina in videoconferenza con gli autori -Un mare di applausi ha accolto questa mattina i libri vincitori del Premio Nazionale Un Libro Per L'Ambiente, il concorso di editoria ambientale promosso da Legambiente e editoriale La Nuova Ecologia. Per la prima volta, alla sua XIII edizione, la festa finale si è svolta in vidoconferenza dauna rappresentanza di territori che hanno partecipato e sostenuto il concorso di quest’anno.Telecamere accese ad Ancona, Camerano, Camerino, Fabriano ePesaro, dove hanno atteso con ansia la proclamazione dei vincitori, gli autori dei libri finalisti e gli studenti marchigiani.Lo spoglio delle schede votate nelle 95 classi ha visto raccogliere il maggior numero di consensi e aggiudicarsi il titolo di vincitori per questa edizione  “Il Regalo Nero” di Dolf Verroen edizioni Biesler per la sezione narrativa e “Figli del vento. Il falco pellegrino tra leggenda e realtà”di Benedetti, Consoli e Gemma, Palombi editore.Una emozionante storia di schiavitù di fine ‘800 e il racconto scientifico del falco visto anche secondo le storie di altri paesi: sono questi i temi che hanno entusiasmato gli attenti giurati di questa edizione. A contendersi la vittoria hanno gareggiato per la sezione divulgazione “Il manuale della natura. 100 giochi e attività alla scoperta del pianeta verde” di Lisak Fréderic, Petruzé Jean-Claude, Lisak e Pertuzé edizioni Lapis e “Mamma mia che caldo che fa” di Benedetti, Consoli e Gemma, edizioni Salani, mentre per la sezione narrativa “Una casa che mi piace” di Roberto Piumini, edizione Carthusia è stato in ballottaggio fino all'ultima per la vittoria.Sono stati segnalati inoltre dalla giuria di esperti del premio, per la divulgazione scientifica, “Diego e i diritti dei lavoratori” di Flaminia Fioramonti e “Le aree protette delle Marche” di Silvia Ricci.Per la sezione narrativa sono stati evidenziati “La battaglia di un orso polare contro il riscaldamento della terra” di Okimoto Jean D e Trammel Jeremiah e “Francesco D’assisi. Il cantico delle creature” di Angelo Branduardi.È già stato premiato a Roma per la miglior coerenza grafica-testo “L’albero di Anne” di Cohen-Janca Irène.“Il ‘premio nazionale un libro per l’ambiente’, oltre ad essere un punto di riferimento per le case editrici che vogliono parlare di ecologia ai più giovani, ci ha permesso di registrare nel tempo un aumento di sensibilità degli under 14 verso i temi ambientali – ha dichiarato Vanessa Pallucchi, responsabile scuola e formazione di Legambiente. Un obiettivo culturale, anche frutto della qualità prodotta dalla nostra editoria, che Legambiente da anni cerca di valorizzare sottoponendola al giudizio dei piccoli lettori”.Circa 500 studenti questa mattina hanno partecipato alla festa finale del Premio, momento clou del concorso in cui vengono annunciati, dopo tanta attesa, i vincitori del concorso. Protagonisti indiscussi di questa entusiasmante avventura sono stati i giovani giurati che, dopo un’attenta lettura, hanno espresso il loro giudizio e segnalato il loro libro preferito. Questa edizione del Premio Nazionale Un Libro Per L’Ambiente è realizzata con la collaborazione della Regione Marche – assessore ai beni ambientali; Provincia di Ancona – assessorato all’ambiente; Provincia di Macerata; Comune di Ancona – assessorato alla pubblica istruzione; Comunità Montana Esino-Frasassi; Parco Gola della Rossa e Parco del Conero e l’Ufficio Scolastico Regionale. Questa edizione vede l’adesione e il sostegno anche della Provincia di Pesaro e Urbino – assessorato all’ambiente e del Polo Museale dell’Università di Camerino che entrano quest’anno tra i sostenitori del concorso. 

Flash News

Al Pacino, nella sua terza opera da regista, Wilde Salomè - alla 68esima kermesse veneziana Fuori Concorso - di passione e follia ci inebria, sostenuto anche dal mirabile testo di Oscar Wilde. Sin dai titoli di testa, si sente che la passione pura è il film stesso: la parola “Wild” compare sullo schermo con la “e” che si aggiunge un attimo dopo, richiamando subito alla mente dello spettatore il concetto di selvaggio. Questo non è un lavoro lineare, perché non è la trasposizione cinematografica della pièce dello scrittore inglese ma è un originale viaggio nel teatro, che il talentuoso attore italo-americano compie con grande capacità. È la storia di un’ispirazione senza un progetto chiaro, poiché parte da una visione, come ha affermato lui stesso in conferenza stampa. Il film rivela qualcosa di Al Pacino-attore e del suo modo di affrontare i ruoli sia a teatro che al cinema. Egli è un interprete che si avvicina all’autore di un testo in modo profondo, sacrale e desidera regalare al pubblico le scoperte fatte. È proprio questa partecipazione e questa simbiosi così studiata e ricercata che fanno della pellicola un lavoro di assoluta generosità e originalità. Sgorgano e trasudano da tutto il film l’amore per il teatro e il fuoco selvaggio dei sentimenti. La mano del regista gioca su tre piani: il dietro le quinte di una lettura teatrale di Salomè, la ripresa cinematografica di quella lettura ed il viaggio a Londra-Dublino, per toccare da vicino il mondo e le testimonianze più dirette del pensiero di Wilde. Gli ingredienti sono ben assortiti e Pacino dribbla tra battute fulminanti e momenti di poesia, il cui ritmo esilarante ti incolla allo schermo. L’interpretazione del tetrarca, che teme il profeta Jokanann ma ne é affascinato, è degna del grande interprete di Scarface.
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