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Le donne e la scienza

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Le donne e la scienza. Premiate a Parigi 15 giovani scienziate che si sono distinte nella ricerca

Giunto alla decima edizione, il premio “International Fellowships” patrocinato dall' UNESCO e dall'Oréal [1], ha premiato anche quest'anno 15 giovani scienziate per il loro contributo alla ricerca scientifica. La cerimonia si è svolta nella sede dell'UNESCO a Parigi il 4 marzo scorso.

Le ricercatrici, che provengono da tutto il mondo,  hanno ricevuto una borsa di studio di 40.000 dollari e l'opportunità di proseguire le proprie ricerche per due anni presso importanti istituti scientifici internazionali.

Il progetto “For Women in Science”, nato nel 2000, mira ad incoraggiare la cooperazione scientifica nei paesi in via di sviluppo, come l'Azerbaijan, il Sudan , il Nepal, dove le risorse economiche sono scarse e le opportunità di accesso alla scienza per le donne molto limitate. Ogni anno si aggiungono nuovi Paesi alla lista di quelli che hanno ricevuto un riconoscimento. Quest'anno, ad esempio, è stata premiata per la prima volta la Mauritania, grazie agli studi condotti sulla malaria dalla giovane scienziata  Khadijetou Lekweiry. Con un dottorato di ricerca all'università di Cadi Ayyad, in Marocco, Lekweiry sta studiando nuovi metodi per contrastare la diffusione della malattia nei centri urbani. La borsa di studio le permetterà di continuare le ricerche presso l'Institut de Recherche pour le Développement di Dakar, in Senegal. “Fino a qualche anno fa – dichiara Lekweiry – la capitale della Mauritania, Nouakchott, era considerata abbastanza immune dalla malaria grazie all'influsso del mare e alle scarse precipitazioni. Man mano che la città si è allargata, sono aumentati anche i rischi di diffusione dell'infezione.

Tra le scienziate premiate c'è anche Cecilia Gonzales Marin, peruviana, che si è distinta per i suoi studi sul rapporto fra scarsa igiene orale nelle donne in gravidanza e rischio di parti prematuri o di infezioni nel nascituro. Joan Munissi viene dalla Tanzania, studia all'università di Dar es Salaam ed ha ricevuto una borsa di studio per le sue ricerche sulle proprietà farmacologiche di alcune specie di funghi marini.

La giuria quest'anno era presieduta da Ahmed Zewail, il primo scienziato egiziano a vincere il Premio Nobel per la chimica. Durante la premiazione, Zewail ha sottolineato l'importanza di incoraggiare la ricerca scientifica femminile nei paesi in via di sviluppo. Oggi, infatti, molte delle scienziate che hanno vinto le precedenti edizioni del premio, hanno raggiunto importanti traguardi sia in campo scientifico che istituzionale. Christine Ouinsavi, premiata nel 2007 per uno studio sulle nuove strategie di conservazione della biodiversità nella foresta, dal 2008 è diventata ministro del Commercio e dell'Industria del Benin.

Note:
[1]
Nel 1998 l'UNESCO e l'Oréal hano fondato il programma “For Women in Science”. Da quando è nato, il programma UNESCO/L'Oréal ha premiato 57 Laureates da 27 paesi e 135 International fellows da 71 Paesi

Link consigliati:

UNESCO

http://portal.unesco.org/en/ev.php-URL_ID=29008&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.html 

L'Oréal For Women in Science
http://www.loreal.com/_en/_ww/index.aspxdirect1=00008&direct2=00008/00006&direct3=00008/00006/00001

“Changing the Face of Science. Youg Women Researchers Honoured”
http://www.loreal.com/_en/_ww/fwis/file/en_Press_Release_Boursieres_2009.pdf

Emma Bariosco

Flash News


Martedì 28 marzo alle ore 16.30 nella sede dell’Accademia dei Georgofili si svolgerà la presentazione del volume di Fabio Cappelli: Il bosco. Storia, selvicoltura, evoluzione nel territorio fiorentino (Olschki, 2016).

Il libro può essere letto come un percorso di preparazione all’ingresso in un bosco. Invito alla comprensione: attraverso le caratteristiche ambientali – clima e suolo – che influenzano la vegetazione, come questa si sviluppa e come si evolve fino a formare i boschi. E ancora: illustrazione dei metodi selvicolturali più comuni per i tagli dei cedui e delle fustaie e brevi cenni di storia – dai provvedimenti di legge alle trasformazioni forestali avvenute nei secoli passati dal governo mediceo fino allo Stato italiano. Ma è soltanto dopo che la soglia è stata varcata, per così dire, che il bosco domanda la precisione dello sguardo. S’indagano con passione e acutezza le caratteristiche forestali del territorio fiorentino, dalla Val d’Era fino all’Alto Mugello. Sono passati al vaglio dell’osservatore tutti i principali tipi di bosco, naturale e artificiale, presenti: di ognuno se ne traccia storia, evoluzione e aspetti selvicolturali. Completano il quadro alcuni comprensori particolari – Colli Alti Fiorentini, Vallombrosa – e una breve ricognizione sulle Foreste demaniali della Regione Toscana e le aree protette. Così il lettore può posare il libro e fare delle parole una pratica d’esperienza.

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