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Inflazione stabile. Ci sono ancora spazi per liberalizzazioni e mercato

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I dati Istat che ci indicano l'inflazione come stabile e' a nostro avviso un segnale che ancora siamo in tempo per cambiare direzione, e riprendere il percorso verso un'economia dove mercato, concorrenza e liberalizzazioni siano al centro di provvedimenti e iniziative.

Inflazione stabile vuol dire che, pur coi differenti bilanciamenti riguardo
ai prodotti, ci sono ancora spazi. Casi eclatanti di aumenti, come benzina e
turismo, riescono ad essere compensati, per cui non e' guerra totale: ci
sono ancora diffuse componenti economiche, imprenditoriali e di consumo, che
non hanno ancora scelto la “guerra per bande” che abitualmente si scatena
quando il  Titanic del ministro Giulio Tremonti sta per affondare. Ci sono
nella nostra economia parti mature e consapevoli, in chi offre e in chi
consuma, che, per esempio, non sono come il nostro Governo dove, con sempre
meno soldi e risorse da spartire ai vari clienti, la fuga e la “guerra per
bande” hanno cominciato a manifestarsi.
Gli attori di un'economia che, quindi, vogliono ancora sperare e impegnarsi.
Le strade da scegliere non sono tante, ma e' una sola: mercato, concorrenza
e liberalizzazioni. Cioe' la fine della logica, per esempio, dei “bonus
bebé” e l'avvio, in materia, di agevolazioni fiscali per chi acquista e
consuma. Non imposte di bollo sui titoli che diventano una sorta di
patrimoniale, ma detassazione. Non privatizzazioni con presenza quasi totale
di capitale pubblico per la gestione di servizi pubblici essenziali, ma
liberalizzazioni con divieto di presenza di capitale pubblico. Non “bonus
vacanze”, ma detassazione del settore per facilitare concorrenza, e quindi
prezzi piu' bassi. Non aumenti sui ticket sanitari, ma abolizione di
Province e finanziamenti pubblici a partiti e sindacati.
Una logica cioe' che metta al centro il cittadino utente e consumatore e,
intorno ad esso, servizi e prodotti che invoglino per qualita' ed
economicita' ad essere fruiti.
Un libro dei sogni? Forse. Ma c'e' un'Italia che lo chiede, e ci sembra sia
quella che, nonostante tutto, non ha ancora scelto la “guerra per bande”, ma
si muove ancora con professionlit'a e partecipazione.


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Unanimità su sviluppo sostenibile, fine sussidi ai combustibili fossili, uso sostenibile delle risorse

“I ministri dell’Ambiente del G7, riuniti a Bologna, hanno segnato una tappa importante nel delineare le azioni indispensabili per attuare l’Accordo di Parigi quale unico strumento internazionale che raccoglie gli impegni di riduzione delle emissioni dei singoli Paesi”. Lo dichiara la Presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che aggiunge: “Nonostante, a Bologna, gli USA fossero rappresentati da uno degli artefici della decisione di Trump di lasciare il Trattato, la volontà forte degli altri Paesi ha relegato il dissenso USA a una nota a piè di pagina. I ministri degli altri sei Paesi e l’Unione Europea hanno indicato la transizione energetica verso la completa decarbonizzazione dell’economia entro la metà del secolo come la strada obbligata e per ottenere questo scopo hanno anche individuato nello spostamento degli investimenti verso le tecnologie pulite una delle leve fondamentali, impegnando le banche multilaterali di investimento ad abbandonare i progetti ad alta emissione di carbonio”.

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