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Conferenza al museo delle scienze

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HIC SUNT DRACONES. L'esplorazione biologica in Africa Orientale, oggi.

Venerdì 30 settembre, alle 20.45 nell’Aula magna del Museo delle Scienze di Trento, Michele Menegon, ricercatore del Museo, racconterà, nel corso di una conferenza, i risultati di alcune ricerche condotte dalla sezione Biodiversità tropicale del Museo. Da anni la sezione è impegnata con numerose attività di ricerca in Tanzania e in altre remote aree dell'Africa orientale, tra le quali inesplorate foreste del sud-ovest dell'Etiopia e del Congo. Il viaggio alla scoperta della biodiversità sconosciuta che caratterizza queste aree sarà guidato dalle fotografie scattate nel corso delle ricerche sul campo. Ancora oggi questi luoghi sono quasi completamente sconosciuti al mondo scientifico, aree vuote in una immaginaria mappa della vita dell'Africa.  Nel corso dell’ultimo decennio però, la ricerca associata all'esplorazione biologica ha avuto un impulso notevole, così come non avveniva dall'inizio del secolo scorso.  Alcune remote aree del pianeta, aree chiave per la comprensione dei meccanismi evolutivi che hanno caratterizzato la vita in Africa negli ultimi 30 milioni di anni, si stanno rivelando piccoli mondi sconosciuti, dove le specie animali incrociano solo ora lo sguardo del biologo. Aree con un enorme valore biologico e scientifico, patrimoni ambientali che possono avere grande rilevanza economica e sociale per i paesi ai quali cui appartengono e la cui sopravvivenza può essere garantita solo dalla loro conoscenza.  Venerdì 30 settembre, 20.45Museo delle Scienze. Via Calepina, 14 - Trento

 

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E’ scandaloso che nel 2018 il Giappone – che minaccia di uscire dalla IWC - manifesti la volontà di continuare la caccia alla balena, massacro anacronistico e senza alcuna giustificazione - se non una subcultura dura a morire -, che rischia di portare verso l'estinzione due specie come la balenottera comune (a rischio) e quella minore (in declino). Si tratta delle specie piu’ cacciate al mondo.
Oggi è una caccia che non ha più senso, non è giustificata da esigenze alimentari e la “ricerca scientifica" che per 30 anni il Giappone ha portato avanti come giustificazione è palesemente una ridicola scappatoia.
L’anno scorso ben 330 balenottere minori sono state massacrate in Antartide, eppure i sondaggi ci dicono che appena l’11 % dei giapponesi consuma ancora carne di balena e si dice favorevole a questa attività. Uno schiacciante 90 % non vuole più saperne.

“E’ assurdo che si voglia tenere in piedi un’attività fuori dal tempo, lontana dalla scienza e lontanissima dalla sensibilità comune”, conclude il WWF. Gli oceani nascondono rischi ovunque per balene e cetacei in genere: non solo la caccia a ‘scopi scientifici’ del Giappone, ma anche il bycatch, la cattura accidentale che uccide almeno 300.000 balene e delfini ogni anno, la collisione con le navi e l’inquinamento con l’ingestione di micro e macro plastiche attraverso una catena alimentare ormai contaminata.

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