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Sostanze cancerogene nelle magliette per bambini

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Alcune T-shirt per bambini contengono un tasso elevato di ftalati, componenti chimici potenzialmente cancerogeni, e anche dei residui alcalini che possono causare irritazione, avverte l'Istituto nazionale del consumo (INC, Francia) in uno studio apparso il 28 gennaio scorso sul mensile "60 millions de consommateurs".

L'indagine, basata sull'analisi di 40 magliette, rileva che nove contenevano un livello di ftalati superiore alla nuova regolamentazione europea Reach, in vigore dalla fine del 2008, ossia piu' dello 0,1% sull'insieme del capo. Le magliette erano state comprate in varie insegne commerciali: Gap, Okaidi, Auchan, La Halle, Babou, Kiabi e Gemo.

Gli ftalati, usati per ammorbidire le plastiche, sono spesso presenti in disegni, scritte e decorazioni incollati sulla maglietta. Sono rischiosi solo se ingoiati, ma i bambini possono portare i disegni alla bocca, spiega l'INC. Lo studio ha evidenziato anche un alto tasso di residui chimici alcalini,
potenzialmente irritanti, impiegati per ottenere un bianco immacolato. L'INC raccomanda di lavare sistematicamente i capi d'abbigliamento per l'infanzia prima dell'uso, per evitare l'irritazione da residui chimici. Ma in quanto agli ftalati, il lavaggio purtroppo non e' un rimedio.

Sarebbe utile sapere se anche in Italia esistono problemi simili e se il ministero della Salute abbia svolto indagini nel settore abbigliamento per bambini. Una interrogazione parlamentare in tal senso  e' stata preannunciata dalla senatrice Donatella Poretti.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

http://www.aduc.it/

Flash News

I collegamenti tra l'antica Etruria e la Toscana sono innegabili, come dimostrano le copiose testimonianze storiche lasciate dal misterioso popolo etrusco nell'Italia centrale. Meno evidenti, o addirittura assenti, sarebbero invece i collegamenti fra i moderni abitanti della Toscana e gli antichi Etruschi, secondo quanto rivela uno studio condotto dalle università di Ferrara, Firenze, Pisa, Venezia e Parma, pubblicato su Molecular Biology and Evolution.
I ricercatori italiani hanno messo a confronto tracce di DNA provenienti da sepolture medievali (X-XV secolo) con quello degli Etruschi e di un campione della popolazione toscana attuale.
Dallo studio emerge una netta somiglianza genetica tra i toscani del medioevo e quelli del XXI secolo, ma non c'è nessuna continuità tra antichi Etruschi e Toscani. I risultati  - secondo Guido Barbujani dell'università di Ferrara e David Caramelli dell'Università di Firenze -  inducono a ipotizzare che la popolazione toscana sia profondamente cambiata in seguito all'assimilazione con Roma, dovuta alla migrazione forzata di reduci romani nel territorio toscano dopo la guerra civile fra Mario e Silla (81-79 a.C.).
Il risultato, affermano Barbujani e Caramelli, è che “profondi cambiamenti demografici hanno diluito l'eredità genetica etrusca tanto da renderne difficile il riconoscimento”.

Redazione

 

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