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Il Tevere Preistorico

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La valle del tevere da 250 milioni di anni fa alla preistoria recente

Castello Ducale Orsini Ottoboni
19 aprile 2008 -  4 maggio

Fermarsi, guardare, domandarsi il perché, capire. Forse non abbiamo più tempo ( o forse voglia?) di farlo. Percorriamo strade ed autostrade maledicendo il traffico, il tempo, il lavoro senza vedere il presente, senza percepire il passato. Eppure il paesaggio con le sue forme, frutto della plurimillenaria azione delle forze della Terra ,le rocce, i fossili che queste racchiudono sono in grado di raccontarci storie incredibili, possono proiettarci in scenari fantastici .....e la Valle del Tevere si trasforma in un mare profondo, nubi ardenti scivolano nelle valli, foreste pluviali lasciano il posto a praterie arborate dove vivono elefanti, ippopotami, cervi giganti.

Questa mostra, vuole essere una breve carrellata di alcuni di questi scenari, una panoramica di alcuni degli ambienti che si sono susseguiti tra circa 250 milioni e 10.000 anni nell’area geografica che è oggi occupata dalla media valle del Tevere. In particolare, vuole illustrare il mutare dei paleoambienti terrestri a partire da circa 4 milioni di anni fa, quando il gioco della tettonica aveva portato il mare a ritirarsi e a lambire le pendici di una neonata catena appenninica, che in questa area si identificava con i Monti Sabini, il Monte Gennaro e il Monte Morra.....4 milioni di anni fa, quando il clima era ancora caldo e umido, e foreste lussureggianti si estendevano in prossimità di zone paludose abitate da tapiri e proboscidati primitivi.... ma questo mondo stava già cambiando.........

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Maria Rita Palombo - Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Roma “La Sapienza; CNR, Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria, Roma

Costo del Biglietto € 6,00 adulti - gratuito per i bambini sotto i 6 anni

Per le scuole il costo del Biglietto è di € 3,00 inclusa la guida

Le visite guidate si effettuano nei giorni festivi ed il sabato nei seguenti orari: ore 10.00 - 11.30 - 15.30 - 17.00

Flash News

 

La prima pagina dell’abbecedario in lingua somala

 


A mio padre, Luigi Gallo, che nel ‘938 costruiva in Etiopia le strade dell’Impero.

 

Premessa: L’Espansione italiana nell’Africa Orientale ebbe inizio alla fine del 1800 con il primo dispiegamento di truppe presso i territori di Massaua (1885) per poi arrivare alla proclamazione della colonia “Eritrea” nel 1890, alla proclamazione della colonia “Somalia” nel 1908 ed infine alla proclamazione dell’Impero italiano, nel 1936, dove Somalia, Eritrea ed Etiopia costituivano l’Africa Orientale Italiana (AOI).Formalmente si fa concludere il colonialismo italiano in AOI con l’occupazione britannica, nel 1941, dei territori dell’Africa Orientale Italiana, seppur poi, dal 1948 al 1960, l’Italia fu incaricata dall’ONU dell’amministrazione fiduciaria della Somalia (AFIS) (BEN GHIAT & FULLER, 2005).

Dopo 50 anni di colonialismo “...L’eredità italiana in Somalia era costituita soprattutto da: una scuola primaria, una scuola secondaria, fino al liceo scientifico, una scuola per ragionieri e geometri, aperte indiscriminatamente a tutti, somali ed italiani, fino al giorno dell’indipendenza”(VILLANI,1972): con docenti e programmi del tutto comparabili a quelli del nostro Paese. Naturalmente si usava la lingua italiana per scolaresche, che si esprimevano abitualmente in somalo. Il primo abbecedario con l’alfabeto somalo venne “tirato al ciclostile” nell’agosto‘972 nella stamperia dell’Università Nazionale Somala) (foto n.1: la 1° pagina). Il 21/10 in occasione del “terzo anniversario della rivoluzione della Somalia” un elicottero buttava giù dal cielo i fogli dell’alfabeto su una folla che si accalcava e si rincorreva per prenderli. Così moriva una lingua orale, conservata da sempre nella mente degli anziani: come l’unica biblioteca che i somali possedessero; il solo strumento conoscitivo della loro storia, che veniva raccontata dai cantastorie come “vanto della tribù” nelle cerimonie e insegnata ai bambini con la propria genealogia, fin dai primi anni, dai patriarchi.

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