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Multiple genetic discoveries from major international EU-funded lung study

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Scientists have discovered 16 new sections of the genetic code associated with lung function as part of an international study funded by no less than 7 EU-funded projects.


Published in the journal Nature Genetics, the study brought together 175 scientists across 126 research centres around the world.

The discovery of these new genetic variants associated with the health of the human lung could shed more light on the molecular basis of lung diseases like Chronic Obstructive Pulmonary Disease (COPD) and in turn lead to better prevention strategies and new types of treatment.

COPD is a progressive disease that makes it hard for people to breathe and it affects around 1 in 10 adults over 40 and is the fourth most common cause of death worldwide. Although smoking is the biggest cause of COPD, not all smokers are equally likely to develop COPD and differences in susceptibility occur due to the genetic variants people carry.

One of the study authors, Professor Martin Tobin from the University of Leicester, comments on the study's implications for COPD detection: 'For the first time we understand what so many of these genetic variants are, including the underlying mechanisms that they point to. We now need to prioritise research to better understand these disease mechanisms and inform improved patient care. These discoveries could provide the key to new therapies for lung diseases such as COPD. It is too early to say whether this information would be of use as a screening test to predict the development of COPD. Stopping smoking is the best way to prevent COPD.'

The study involved an analysis of 2.5 million genetic variants in 48,201 people from around the world. The team then honed in on their work by focusing on a smaller number of the most promising genetic variants in a further 46,411 individuals. This new discovery builds on previous work published last year where the international team announced the discovery of 10 new genetic variants associated with lung function.

Under the EU's Seventh Framework Programme's (FP7) 'Health' Theme, the study received EUR 11 924 660 of funding from the TREAT OA ('Translational research in Europe applied technologies for osteoarthritis') project and EUR 12 million from the ENGAGE ('European network for genetic and genomic epidemiology') project, as well as EUR 2 998 650 from the GEFOS ('Genetic factors for osteoporosis') project.

As part of the Sixth Framework Programme's (FP6) 'Life sciences, genomics and biotechnology for health' Thematic area, the study was boosted by EUR 11 327 585 from the GABRIEL ('A multidisciplinary study to identify the genetic and environmental causes of asthma in the European Community') project and EUR 2.4 million from the EUROSPAN ('EUROpean Special Populations reseArch Network: quantifying and harnessing genetic variation for gene discovery') project.

Funding for the study also came from the Fifth Framework Programme's (FP5) Specific Programme 'Quality of life and management of living resources', with EUR 1 372 967 from the EURO-BLCS ('Biological, clinical and genetic markers of future risk of cardiovascular disease') project and EUR 13 695 532 from the GENOMEUTWIN ('Genome-wide analyses of European twin and population cohorts to identify genes in common diseases') project.

Another study author, Professor Ian Hall, says: 'This work is important because until recently we have not understood the factors which underlie inherited variability in lung function. The very large genetic studies required to identify key genes would not have been possible without the support of many groups around the world and the input of thousands of subjects. We now need to take the knowledge gained from this study to do two things: firstly to learn more about the function of genes which contribute to the risk of developing lung diseases such as COPD, and secondly to try and develop strategies to use genetic information to improve the clinical care provided to individual patients.

Flash News


A cura di Paola Ugolini
Conferenza stampa
mercoledì 21 giugno 2017 ore 11.30
Inaugurazione
mercoledì 21 giugno 2017 ore 19.30
22 giugno — 24 settembre 2017
Sala Aldrovandi
Claudio Abate, Marina Abramović e Ulay, Renate Bertlmann, Tomaso Binga, Claire Fontaine, Chiara
Fumai, Silvia Giambrone, Goldschmied & Chiari, Sanja Iveković, Ketty La Rocca, Valentina
Miorandi, Gina Pane, Suzanne Santoro, Alice Schivardi, Francesca Woodman.

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea inaugura mercoledì 21 giugno alle ore 19.30 la mostra Corpo a corpo a cura di Paola Ugolini. La mostra analizza quel preciso momento in cui il lavoro degli artisti è caratterizzato dall’appropriazione di nuovi linguaggi che spaziano dalla danza all’evento, dall’happening al teatro, dalla pittura alla musica, dalla teoria alla scultura, dal cinema al video. All’interno di queste complesse vicende culturali, la mostra vuole ritagliare soltanto l’ambito in cui l’artista, lasciate le tradizionali forme dell’arte, utilizza il corpo come mezzo espressivo. Un momento cruciale che copre i due decenni ’60 e ’70, anni di presa di coscienza e di autodeterminazione in cui si collocano le ricerche sperimentali che hanno declinato in vario modo le istanze femministe di alcune artiste come Marina Abramović, Tomaso Binga, Sanja Iveković, Ketty la Rocca, Gina Pane, Suzanne Santoro e Francesca Woodman e pioniere nella danza come Trisha
Brown, Simone Forti e Yvonne Rainer negli scatti di Claudio Abate. Negli ultimi anni il linguaggio del corpo è stato ripreso da artiste italiane dell’ultima generazione come la coppia formata da Eleonora Chiari e Sara Goldschmied, Chiara Fumai, Silvia
Giambrone, Valentina Miorandi e Alice Schivardi - e del collettivo artistico con base a Parigi Claire Fontaine. Tutte hanno riattualizzato l’eredità ricevuta da chi le ha precedute, realizzando una serie di opere che compenetrano le ragioni dell’estetica con quelle della politica. Il loro lavoro ravviva quei caratteri che la critica americana Lucy Lippard riconosceva come contributo del femminismo all’interno della vicenda artistica degli anni ’70: un’arte che fosse “esteticamente e socialmente
efficace allo stesso tempo” caratterizzata “da un elemento di divulgazione e da un bisogno di connessione di là dal procedimento e del prodotto”. 2 Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Ancora oggi la fotografia, il gesto e l’azione performativa sono gli strumenti ideali usati all’inizio degli anni ’60 dalle artiste per continuare lo scardinamento del linguaggio e dei mezzi espressivi classici e sottolinearne l’inadeguatezza. Il linguaggio verbale, infatti, spesso si è rivelato
insufficiente per definire stati d’animo complessi. Per questo motivo la sua destrutturazione visiva, attraverso il collage e il video, è ancora fondamentale per esprimere sentimenti e punti di vista difficili da indagare con altri mezzi espressivi. Il catalogo, con testi istituzionali del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini e della Direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Cristiana Collu e saggi di Paola Ugolini, Massimo Mininni e Carla Subrizi, è edito da Silvana Editoriale.
Informazioni
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
viale delle Belle Arti, 131 – Roma
T +39 06 3229 8221
orari di apertura
dal martedì alla domenica: 8.30 – 19.30
ultimo ingresso 18.45
biglietto intero: € 10,00
biglietto ridotto: € 5,00
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