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Speciale urbanizzazione: la mappa delle città nel "villaggio globale"

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La geografia del nuovo millennio: il 95% della popolazione mondiale occupa il 10% del Pianeta

Un recente studio realizzato dalla Commissione europea e pubblicato nel World Development Report 2009 della Banca Mondiale misura il livello di urbanizzazione del pianeta utilizzando un nuovo paramentro: il tempo necessario per raggiungere 8.500 grandi città sparse in tutto il mondo. Un metodo innovativo che prende spunto dall'idea di connettività della Rete per aiutarci a comprendere in modo intuitivo come cambia il nostro pianeta dal punto di vista economico, fisico e sociale.

Dalla ricerca emergono alcuni fattori-chiave: innanzitutto, già nel 2000 oltre metà della popolazione mondiale viveva in città, otto anni prima del previsto; in secondo luogo, più della metà degli abitanti del pianeta abita a meno di un'ora di strada da un centro urbano importante, ma con una differenza sostanziale tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo: nei primi la percentuale è dell'85%, nei secondi scende al 35%. Il 95% della popolazione mondiale è concentrato su appena il 10% della superficie terrestre. Infine, soltanto il 10% delle terre emerse possono definirsi "sperdute" o, in altre parole, ad una distanza di 48 ore dal più vicino centro urbano.

La nuova mappa, compilata nell'arco di  dodici mesi dai ricercatori del dell'istituto per l'ambiente e la sostenibilità della Commissione europea,  solleva un interrogativo di grande rilevanza per il futuro del pianeta: per quanto tempo ancora - si chiedono gli scienziati - le aree cosiddette "remote" continueranno ad essere tali? Dal momento che questi ecosistemi sono essenziali per il benessere del pianeta, il loro progressivo declino costituisce una seria minaccia per l'ambiente.

La mappa è stata realizzata utilizzando strumenti molto sofisticati, che combinano informazioni provenienti da fonti diversificate con le più avanzate tecnologie digitali. La mappatura di strade, fiumi, reti di trasporto, i dati sulla popolazione, le immagini satellitari che rilevano le condizioni del terreno e della viabilità, hanno permesso agli scienziati di misurare con precisione i tempi di percorrenza da un determinato punto geografico alla città più vicina sia a piedi che in automobile o in treno.

Il dato più rilevante emerso dall'indagine è che la popolazione mondiale ha raggiunto il più alto grado di concentrazione urbana mai raggiunto finora. L'Indice di Agglomerazione usato dai ricercatori evidenzia che la densità urbana diminuisce fino quasi a scomparire man mano che dall'Europa ci spostiamo verso le immense steppe dell'Asia centrale, per poi aumentare prepotentemente in India, Cina e Giappone. In Australia ad attrarre la maggiore concentrazione di umanità sono le coste, mentre in Nord America prevale un modello reticolare di distribuzione non solo delle strade e delle vie di collegamento ma anche dei centri urbani.

La città è l'epicentro dell'economia, sia a livello nazionale che globale: è qui che si moltiplicano le opportunità di lavoro, le attività ricreative e culturali, le strutture scolastiche e sanitarie. La città, però, produce inquinamento, mette a dura prova le risorse energetiche del pianeta, genera enormi quantità di rifiuti, spesso è sinonimo di emarginazione e degrado sociale.

La grande novità di questo progetto risiede nell'idea di "viaggio" e di tempo necessario per connettere i vari punti della rete mondiale. Pensare il mondo come una gigantesca ragnatela fatta di "nodi", per usare un termine preso in prestito dal web, collegati fra loro attraverso una fitta maglia di vie di comunicazione, ci dà la possibilità di leggere i dati della mappa in  modo intuitivo, facendo riferimento alla nostra esperienza quotidiana di lavoratori o studenti "pendolari". Quanto ci metto in metro per arrivare da casa mia al posto di lavoro? e se uso il tram o lo scooter? quanto dista il comune in cui abito dalla città in cui frequento l'università?

Il "tempo del viaggio", quindi, diventa la misura concreta dei nostri spostamenti, ma anche qualcosa di più. Con esso noi sperimentiamo per la prima volta il senso dell'accessibilità. Il viaggio accorcia le distanze, fa davvero apparire il mondo per quello che è, o meglio, per quello che è diventato: un grande "villaggio globale", dove il "remoto", il "lontano" e lo "sperduto", che tanta importanza hanno avuto nella storia dell'uomo e delle sue esplorazioni, diventano oggi categorie vuote e insignificanti, se solo pensiamo che appena il 10% del pianeta dista "ben" 48 ore da una grande città.


Link consigliati:

World Bank
World Development Report 2009
http://econ.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/EXTDEC/EXTRESEARCH/EXTWDRS/EXTWDR2009/0,,menuPK:4231145~pagePK:64167702~piPK:64167676~theSitePK:4231059,00.html

European Commission
Joint Research Centre
"Urbanisation: New World Bank and European Commission map shows that 95% of the world's population lives on 10% of the land"
http://ec.europa.eu/dgs/jrc/downloads/jrc_081217_newsrelease_travel_times_en.pdf

Veronica Rocco

Flash News


Dal 21 dicembre al 6 settembre 2020 una mostra dedicata alla relazione fra città, cittadinanza e civiltà nel mondo romano, descritta attraverso i plastici delle architetture antiche.


È dedicata alla rappresentazione della città nel suo valore più pieno di espressione della civiltà romana la mostra CIVIS CIVITAS CIVILITAS. Roma antica modello di città, ospitata ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali dal 21
dicembre 2019 al 6 settembre 2020. La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed ha la cura di Claudio Parisi Parisi Presicce e di Claudia Cecamore, con la collaborazione del Museo dei Fori Imperiali e del Museo della Civiltà Romana. Organizzazione Zètema Progetto Cultura.


In pubblicazione una guida breve della mostra e l’inedito atlante fotografico dei plastici dopo il loro restauro. L’ingresso è gratuito per i possessori della MIC Card. Il progetto espositivo documenta il carattere prettamente urbano della cultura classica. La condivisione degli spazi, degli edifici e delle leggi costituisce la civitas, il fulcro della civiltà romana. La mostra è quindi un viaggio negli spazi e negli edifici delle città dell’Impero, rappresentati nei plastici in gesso del Museo della Civiltà Romana, in gran parte realizzati da Italo Gismondi per la Mostra Augustea della Romanità del 1937. I modelli raffigurano in parte lo stato di fatto dei monumenti negli anni Trenta del Novecento, in parte le loro ricostruzioni: all’intrinseco valore scientifico aggiungono pertanto anche il valore di documentazione di monumenti trasformati o scomparsi, soprattutto nei territori teatro di eventi bellici.

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