Questo sito utilizza cookie per implementare la tua navigazione e inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più clicca leggi

Sei qui: HomeAutori Scienzeonline.comEpidemiologiaSequenziato il Dna del batterio killer

Sequenziato il Dna del batterio killer

Valutazione attuale:  / 1
ScarsoOttimo 
Il genoma dell’acinetobacter baumannii è stato sequenziato dai ricercatori dell’Istituto di Tecnologie Biomediche del Cnr di Milano in collaborazione i colleghi del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità e con quelli del Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma Tre. Resistente agli antibiotici, il batterio è causa di 4.500-7.000 vittime ogni anno

Gli antibiotici sono i farmaci con la massima efficacia terapeutica a disposizione della medicina. Tuttavia il loro uso costante e talvolta indiscriminato ha prodotto alcune specie di microrganismi patogeni resistenti che non vengono debellati dal trattamento con antibiotici convenzionali. Tra questi, l’acinetobacter baumannii ha rapidamente conquistato il triste primato di ‘killer’ nelle Unità di terapia intensiva.
Michele Iacono, Raoul Bonnal e  Roberta Bordoni del Gruppo di sequenziamento ultramassivo guidato da Gianluca De Bellis dell’Istituto di Tecnologie Biomediche (Itb) del Consiglio nazionale delle ricerche di Milano (in collaborazione con il gruppo di Alessandra Carattoli e Antonio Cassone del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità e con il Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma Tre) hanno determinato l’intera sequenza del genoma del ceppo di Acinetobacter baumanii ACICU, il batterio  che ha provocato numerose epidemie ed elevata mortalità in ospedali italiani ed europei e che è resistente alla terapia con diverse classi di farmaci antimicrobici. Si stima che, solo in Italia,  le infezione contratte nelle strutture sanitarie siano la causa principale o accessoria di morte per 4.500-7.000 persone ogni anno.
“Il sequenziamento del genoma”, sottolinea il coordinatore della ricerca, “è fondamentale per la messa  a punto di metodi più efficaci di controllo e identificazione di questo pericoloso agente infettivo, consentendone una diagnosi rapida e soprattutto un approccio terapeutico mirato e quindi efficace”. I segreti del genoma di questo organismo,  grande quasi 4 milioni di basi, sono ora accessibili anche attraverso un sito Web (www.itb.cnr.it/genoma-project) che il gruppo del Cnr ha reso pubblicamente disponibile e che permette di esplorare quelle caratteristiche genetiche che conferiscono a questo batterio una così ampia resistenza agli antibiotici, nonché specifici aspetti della sua patogenicità e adattamento ambientale.
“La determinazione di tale sequenza”, precisa De Bellis, “è stata resa possibile grazie all’utilizzo di un sequenziatore di DNA di nuova generazione e di recente  potenziato ulteriormente, rendendolo in grado di generare la sequenza di 100 milioni di basi di DNA in poche ore, con una riduzione di oltre cento  volte dei costi e dei tempi necessari rispetto alla tecnologia tradizionale  che il gruppo del Cnr sta utilizzando in numerosi contesti diversi”. Grazie a questa tecnologia, l’Itb-Cnr sta cercando anche di identificare nuovi antibiotici, sequenziando il genoma di microrganismi produttori, affrontando il fenomeno delle antibioticoresistenze sul fronte della scienza sia di base sia applicata.
I risultati dello studio, reso possibile da un importante finanziamento ottenuto dal Cnr nell’ambito dei progetti FIRB “grandi laboratori” sono in corso di pubblicazione  su Antimicrobial Agents and Chemotherapy, una prestigiosa rivista dell’American Society of Microbiology.
La problematica è anche descritta in un filmato realizzato dal reparto di cinematografia scientifica del CNR e disponibile sul sito http://www.rcs.mi.cnr.it/genetica.html "nuove tecniche di analisi genica", (la news può essere diffusa in streaming e tv con citazione della fonte: Cnr Reparto di cinematografia scientifica - Ibba Milano).

CNR

Flash News

Les souches de prions présentent des virulences différentes selon la population de cellules qu'elles infectent. Cependant, l'origine de ces différences demeure très mal connue. Des chercheurs de l’Inra viennent de faire un pas décisif pour expliquer ces variations de virulence. Ils ont observé que certaines souches étaient favorisées par rapport à d'autres en fonction du taux de protéine PrP, qui constitue le substrat du prion, dans les cellules cérébrales de souris. Ces travaux, publiés le 23 janvier 2017 dans la revue Nature Communications, ouvrent des pistes pour comprendre pourquoi chaque souche de prion a des cellule-cibles privilégiées dans le système nerveux des mammifères.

Les prions sont sans doute les agents pathogènes les plus mystérieux du monde vivant. Dépourvus de matériel génétique, ils ne sont composés que d'une protéine qui, repliée de façon anormale, est capable de recruter d'autres protéines en leur transmettant cette conformation déviante. Les maladies à prions touchent particulièrement les ruminants: vaches, moutons, chèvres, cerfs. Mais ils sont aussi à l'origine de pathologies humaines telles que la maladie de Creutzfeldt-Jakob, le Kuru ou encore, l'insomnie fatale familiale.

Tout comme chez les bactéries et les virus, il existe plusieurs souches de prions. La séquence d'acides aminés qui les compose est la même, mais leur structure tridimensionnelle diffère. Les souches ont chacune leurs propres caractéristiques : leur temps d'incubation, leur virulence, les symptômes qu'elles déclenchent ou encore, leur capacité à passer la barrière des espèces varient d'une souche à l'autre. De plus, certaines souches sont plus aptes que d'autres à infecter certaines régions cérébrales ou certaines populations de cellules. Ainsi, certains prions peuvent infecter des tissus non nerveux, comme les tissus lymphatiques, tandis que d'autres en sont incapables.

Leggi tutto...

Cerca nel Sito

Archivio Agenziadistampa 2001-2012

Per Visitare il vecchio archivio Articoli di Agenziadistampa.eu andate alla pagina www.agenziadistampa.eu/index-archivio.html

Scienzeonline.com
Autorizzazione del Tribunale di Roma n 227/2006 del 29/05/2006 Agenzia di Stampa a periodicità quotidiana - Pubblicato a Roma - V. A. De Viti de Marco, 50 - Direttore Responsabile: Guido Donati.

Agenziadistampa.eu - tvnew.eu
Direttore Responsabile Guido Donati
Autorizzazione del Tribunale di Roma n 524/2001 del 4/12/2001 Agenzia di Stampa quotidiana - Pubblicata a Roma - V. A. De Viti de Marco, 50

Free business joomla templates