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L'HPV e il vaccino: integrazione Ospedale/Territorio

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Integrazione Ospedale/Territorio*

*Relazione da: L'HPV e il vaccino a 2 anni dall'esordio. II Incontro Ospedale Cristo Re. Roma, 19 giugno 2009

La prevenzione è sicuramente una delle sfide più rilevanti della sanità pubblica ancor più se le attività sanitarie vengono sviluppate nell’ottica di genere come nel caso dei centri vaccinali HPV. Nel contesto dei percorsi dedicati al femminile, in sinergia e ad integrazione delle prestazioni erogabili a carico del SSN/SSR, l’Ospedale “Cristo Re” ha attivato un proprio Centro di Vaccinazione per l’HPV nell’ambito del territorio della ASL RME a partire da giugno 2007.

L’attenzione alla prevenzione primaria del tumore del collo dell’utero è apparsa, infatti, una rilevante problematica sanitaria considerando che il papillomavirus umano viene ritenuto l’agente responsabile della più comune infezione sessualmente trasmessa a livello del basso tratto genitale e ne è ormai accertata la causalità nella eziopatogenesi del carcinoma cervicale. A tal proposito ricordiamo che ogni anno si registrano nel mondo circa 200.000 decessi legati alla diagnosi di cancro cervicale invasivo (Ferlay et al, 2004), dove nei Paesi in via di sviluppo il carcinoma della cervice uterina è una delle prime cause di morte nella popolazione femminile, in Europa i dati 2006 riportano circa 60.000 nuovi casi/anno di cancro cervicale invasivo ed in particolare, in l’Italia le stime indicano per il tumore della cervice uterina 3418 nuovi casi diagnosticati ogni anno (dati AIRTUM e CCM).
Materiali e Metodi
Il Centro di Vaccinazione per l’HPV, con l’acronimo GioVax, che vuole significare Vaccinazione (Vax) per le Giovani donne (Gio) (EUROGIN, 2007) è stato organizzato, in accordo con la Direzione Sanitaria, dall’Unità Operativa di Colposcopia e Patologia cervico-
vaginale in collaborazione con la Patologia Clinica ora rispettivamente unità di Alta Specializzazione per la Prevenzione Ginecologica e SC di Laboratorio Analisi.
Il progetto è stato pensato all’interno di un modello di rete integrata tra ospedale e territorio, coinvolgendo molteplici figure professionali nonché quelle familiari e scolastiche proprio tenendo presente l’età target dell’intervento: dal pediatra di libera scelta al medico di medicina generale, dai ginecologi alle ostetriche, dal personale infermieristico a quello amministrativo, ponendo al centro la donna nel suo periodo evolutivo da bambina ad adolescente.
Il programma di prevenzione ha previsto una prima fase di comunicazione ed informazione con attività promozionali per il Centro, sia per diffusione e divulgazione attraverso i media che nelle ASL, nelle scuole, presso i MMG e PLS. Parallelamente si è associata un’attività di formazione del personale sanitario medico e non, nonché di quello amministrativo, caratterizzata anche da una preparazione all’accoglienza e alle capacità comunicative.
Il vaccino utilizzato è il quadrivalente per il papillomavirus (HPV) contiene i quattro tipi più incidenti in patologia genitale; è un vaccino ricombinante adsorbito, denominato Gardasil (Asif et al, 2006) ed identificato dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) in data 28/02/2007, visto il parere favorevole del Consiglio Superiore di Sanità del 11/01/2007, commercializzato in Italia dal 28 marzo 2007 e per il quale si è cercato di contenere i costi nei limiti del possibile, chiedendo per l’utenza un importo comprensivo dell’assistenza offerta durante il percorso vaccinale.
Oltre la sede di vaccinazione il programma prevede uno sportello di accoglienza al pubblico con personale adeguatamente preparato, una linea telefonica dedicata dove poter contattare ostetriche e medici ginecologi, nonché una chiara e completa documentazione informativa tra cui indicazioni sul razionale della prassi vaccinale e un modulo da compilare, definito questionario “spia” in quanto presenta alcuni quesiti chiave anamnestico-clinici, di indirizzo interpretativo nella selezione del soggetto. Proseguendo il percorso, la donna viene accolta nell’ambulatorio del Centro, dove si instaura il colloquio, in presenza del genitore in necessità o per scelta, con l’allestimento della scheda informatizzata, la spiegazione informata e la sottoscrizione del consenso, la somministrazione di un secondo questionario selettivo mirato
alla valutazione di efficacia. Dopo questa selezione, e un’eventuale visita e/o Pap test, si procede alla vaccinazione, e si programma, concordandola insieme, la data della dose successiva, con la consegna alla donna di una carta vaccinale (Vaccination Card), in cui sono applicati i bollini e le date del vaccinale. Si archivia quindi la scheda, ricordando la disponibilità del Centro per segnalazione di qualsiasi evento avverso anche solo incidentale.

Risultati
L’analisi dell’attività del Centro ha permesso di osservare una forte sensibilizzazione al problema proprio da parte delle giovani donne, registrata anche dall’intensa attività del call center, correlata ad un’adesione al programma. Elementi di fondamentale importanza nell’accettabilità della vaccinazione sono state le capacità di proposta, di ascolto, di informazione e di particolare rilievo il ruolo partecipativo che si è offerto ai genitori.
Un punto di forza è sicuramente la realizzazione di un’anagrafe vaccinale che rende possibile una verifica degli indicatori principali di valutazione ovvero la misurazione dei dati di copertura vaccinale, la registrazione della frequenza degli eventi avversi e la previsione con il monitoraggio di un evento prevenibile.
La validità del programma si è rafforzata nella valorizzazione delle singole competenze con il coinvolgimento multidisciplinare di professionisti sanitari e non, chiamati a partecipare ai programmi di formazione continua, di sensibilizzazione e di educazione sanitaria.
L’aspetto dei costi rappresenta forse uno dei principali problemi creatosi in tutti i providers internazionali di salute, anche per questo ci stiamo unitamente sforzando, a livello di operatori e società scientifiche, di trovare la migliore e più etica risoluzione al problema.

Conclusioni
La nostra esperienza ha dimostrato concretamente che l’attività sinergica di più attori nell’ambito delle attività sanitarie è sicuramente l’indirizzo vincente dei sistemi sanitari attuali volti alla tutela dello stato di salute anche futuro in termini di risposta alle campagne di prevenzione attiva. Per la nostra struttura è un forte stimolo a migliorare ancora l’offerta sanitaria con un coinvolgimento di professionisti di diverse categorie e culture e con un approccio interdisciplinare tra operatori sanitari sviluppando i percorsi nell’ottica di genere, di accessibilità e flessibilità.
L’acquisizione di questa visione è, infatti, tra gli elementi trainanti del cambiamento previsto nel nostro ospedale dall’attuale “piano strategico 2009-2011” interno, con l’obiettivo di una revisione organizzativa della struttura secondo le linee politiche sanitarie regionali e territoriali, in particolare anche con attività alternative, integrate e di supporto al SSN/SSR.
Il Centro di Vaccinazione per l’HPV “GioVax” risponde pienamente a tali esigenze sanitarie sia nella prevenzione territoriale, sia in una prospettiva più ampia di cooperazione globale per trovare la possibilità di allargare al massimo la disponibilità del vaccino anche verso le classi sociali meno abbienti e maggiormente candidate alla vaccinazione.

Bibliografia
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BiamontiA, Franchi L, Vittori D, Bacigalupi A, La Rosa F. pur pose of a score evaluation for demonstrating the efficacy of HPV quadrivalent Vaccine. EUROGIN, in Press. 2007, 3-6 Oct.
Biamonti A, Torresi MV. Il Vaccino per l’ HPV: Aspetti organizzativi ed esperienza di un Centro di vaccinazione nell’ambito della prevenzione primaria del cervicocarcinoma. Il Patologo clinico, J. Molec. Clin. Pathol. 2007 (2): 48-55
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Conversano M. Cervicocarcinoma, prevenzione e profilassi. Vaccino profilattico vs HPV: come, quando e a che. Maser ISS 20017.
EMEA (Eur. Med. Agency). Relazione di valutazione pubblica europea (EPAR). 2006, EMEA/H/C/703.
Ministero della Salute. Strategia per l’offerta del vaccino contro l’infezione da l’HPV in Italia. Dipartimento della Prevenzione e della Comunicazione: Strategia per l’offerta attiva del vaccino contro l’infezione da HPV in Italia . Febbraio 2007.

Gabriella Nasi

Direzione Sanitaria Ospedale “Cristo Re”, Roma

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