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HPV: Il ruolo del pediatra

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Il ruolo del pediatra*

*Relazione da: L'HPV e il vaccino a 2 anni dall'esordio. II Incontro Ospedale Cristo Re. Roma, 19 giugno 2009

Scelta di una strategia vaccinale:
I vaccini anti-Papillomavirus

La recente immissione in commercio di un vaccino contro il papilloma (HPV), specificatamente contro i genotipi virali ad alto rischio oncogeno, HPV 16 e 18, cui vengono attribuiti circa il 70% di tutti i casi di carcinoma cervicale, e contro i genotipi 6 e 11, responsabili del 90% circa dei condilomi genitali, apre nuove prospettive alla prevenzione del cancro della cervice uterina e una ulteriore opportunità di salute per la donna e, più in generale, di salute riproduttiva per la coppia.

Questo nuovo vaccino ha un’elevata efficacia, soprattutto nelle ragazze più giovani, e non sono stati segnalati eventi importanti. La durata dell’immunità, allo stato attuale delle conoscenze, è di oltre 4-5 anni.
Ruolo del pediatra
Il pediatra ha un ruolo chiave per l’accettazione e diffusione della vaccinazione verso HPV, visto che questa è soprattutto destinata a una popolazione di adolescenti.
I genitori attribuiscono infatti molta importanza alla sua opinione per l’esecuzione o meno di una vaccinazione. L’opera del pediatra deve includere un counselling ampio e complesso che entri nella discussione delle tematiche sessuali e vada oltre la semplice informazione sull’HPV. Egli deve essere disponibile ad affrontare il tema dell’attività sessuale dei suoi pazienti, oggi discusso raramente e sempre con comprensibile difficoltà.
Per vocazione professionale ciascuno di Noi ha scelto di essere custode della salute dei bambini e degli adolescenti e di vivere a contatto quotidiano con le loro famiglie.
Queste sono le più comuni domande dei genitori a cui il Pediatra deve essere in grado di rispondere in maniera chiara ed esauriente:
Che tipo di vaccino viene proposto?
Come si contrae l’infezione?
Come avviene la vaccinazione?
Perché la vaccinazione è raccomandata a 12 anni, se il tumore colpisce maggiormente le donne adulte?
Qual’è l’efficacia della vaccinazione?
Posso fare il vaccino se ho più di 12 anni?
Quali effetti collaterali ha la vaccinazione?
Quanto dura l’efficacia del vaccino?

I pediatri per la prevenzione del cancro del collo dell'utero

L’Italia è stato il primo Paese europeo a realizzare una strategia pubblica di vaccinazione contro il papillomavirus. La vaccinazione viene offerta gratuitamente a tutte le ragazze che hanno compiuto gli 11 anni, con lo scopo di proteggere la popolazione femminile dall’infezione da papillomavirus che causa la maggior parte dei tumori maligni del collo dell’utero.
Il Pediatra rappresenta infatti la figura di riferimento per la salute del bambino fino all’adolescenza. Le adolescenti si rivolgono ad lui più che ad ogni altro medico, e la maggior parte delle ragazze tra gli 11 e i 12 anni sono assistite dal Pediatra di famiglia.
L’opinione e il consiglio del Pediatra, inoltre, sono i fattori più forti nel favorire la vaccinazione nel bambino: almeno l’80% dei genitori chiede infatti consiglio al Pediatra prima di effettuare una vaccinazione ai propri figli. Il Pediatra è il medico di fiducia della famiglia continuamente a contatto con le bambine dai primi anni di vita e quindi in grado di informare correttamente nei tempi più opportuni e programmare la vaccinazione.
Il ruolo del Pediatra in questa strategia vaccinale è quello di fornire informazioni alla famiglia, alle bambine e alle adolescenti sulle modalità di trasmissione dell’infezione da papillomavirus, sul rapporto tra infezione e cancro del collo dell’utero, sulla efficacia e sulla sicurezza della vaccinazione contro il papillomavirus, nonché sulle modalità di somministrazione e sull’integrazione della vaccinazione con altre strategie preventive come lo screening delle lesione precancerose (pap test).
Il Pediatra si impegna comunque a fornire informazioni nel rispetto dei valori, delle opinioni e dei principi etici della famiglia, e nel rispetto della singola persona e della sua autonomia di scelta per salvaguardare la propria salute.
Non è ancora noto quale sarà la cadenza dei richiami vaccinali necessari per mantenere la protezione nel tempo.

Documento sottoscritto dalla Commissione Nazionale (SIP-FIMP-SICUPP-SIAIP-SIPPS) da:
Palma (SIP); A. Tozzi (SIAIP); N. Principi (SITIP); G. V. Zuccotti (SIPPS); P.L. Tucci (SICUPP); G. Conforti (FIMP); A.G. Ugazio Coordinatore.

In tale documento si ribadisce il ruolo del Pediatra.
La strategia vaccinale di più sicuro impatto per la prevenzione delle infezioni da HPV è quella che interviene nella fase pre-adolescenziale (9-12 anni), in considerazione dell'assenza, pressoché totale, di occasioni di trasmissione sessuale del contagio.
Per quanto concerne la vaccinazione in epoca pre-adolescenziale, il 12° anno di vita si configura come l'età ideale, in ragione di diverse considerazioni: assenza pressoché totale di pregressi contagi; migliore risposta immunologica documentata nei soggetti di tale età, come risulta dalla letteratura internazionale;
frequenza delle prime due classi della scuola secondaria, nel cui contesto ragazze e genitori possono agevolmente acquisire adeguati elementi conoscitivi sull'infezione e la vaccinazione;
possibilità di recuperare nella terza classe della scuola secondaria le dosi mancanti del ciclo vaccinale e di riproporre l'immunizzazione in caso di mancata adesione;
sussistenza a tale età dell'influenza genitoriale, successivamente perduta;
possibilità di inserire anche questa vaccinazione nella stessa fase di vita in cui sono previste tutte le altre vaccinazioni previste dal calendario nazionale.
La coorte delle dodicenni deve essere considerata, pertanto, quella su cui intervenire in via prioritaria dal punto di vista strategico.

Antonio Palma

Segretario Regionale FIMP Lazio

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