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Rapporto Iucn: "Crisi della natura più grave di quella economica"

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Federparchi: «Impegni disattesi da parte dei governi, servono sforzi maggiori»

L'obiettivo della Convenzione sulla diversità biologica (Cbd) e della campagna Countdown 2010 - arrestare la perdita di biodiversità entro l'anno prossimo - non sarà raggiunto. Lo rivela l'ultimo report quadriennale della Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura), intitolato “Wildlife in a Changing World”, attraverso il quale l'organizzazione internazionale lancia un allarme preciso: a minacciare gravemente l'umanità non è tanto la crisi finanziaria mondiale, quanto la massiccia e continua perdita di biodiversità.

Il documento analizza 44.838 specie contenute nella precedente lista rossa della Iucn e dimostra che sono ben 16.928 quelle a rischio – più o meno immediato – di estinzione. Quasi 900 specie (869, per l'esattezza) sono già classificabili come “estinte” o “estinte allo stato selvaggio”. Un numero che sale addirittura a 1.159 se si considerano anche le 290 specie “criticamente minacciate”. Una situazione molto grave, che interessa gli ecosistemi acquatici tanto quanto quelli terrestri. In Europa, ad esempio, il 38 % di tutti i pesci sono minacciati, come il 28 % delle specie dell’Africa orientale. Negli oceani, il quadro è ugualmente deprimente. Il report dimostra infatti che un’ampia gamma di specie marine risulta minacciata a causa dell'eccessivo sfruttamento, del cambiamento climatico, dei problemi causati dalle specie aliene invasive e dall'inquinamento. Tanto che almeno il 17% dei 1.045 squali, il 12,4% dei diversi gruppi di specie di razze e sei delle sette specie di tartarughe marine sono a rischio di estinzione. Un pericolo che incombe inoltre sul 27 % delle 845 specie di barriere coralline e sul 27,5% degli uccelli marini. Ma rischiano la scomparsa anche un terzo degli anfibi e circa un quarto dei mammiferi del Pianeta, oltre a molti gruppi di piante, come le conifere e le cycas, minacciate dallo sfruttamento agricolo dei suoli e dal commercio del legname. «Il mancato arresto della perdita di biodiversità non rappresenta soltanto l'insuccesso della campagna di comunicazione del Countdown 2010 – puntualizza Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi – ma, cosa ancor più grave, il mancato rispetto degli impegni assunti dai molti governi, incluso il nostro, che hanno sottoscritto la Convenzione sulla diversità biologica (Cbd)».

La perdita delle specie minacciate, tra l'altro, non avrebbe soltanto gravissime ripercussioni ecologiche, ma anche immediate ricadute di carattere economico e sociale. Basti pensare a pescherie senza pesce, al commercio del legname senza alberi, al turismo senza barriere coralline o al raccolto senza gli impollinatori. Un danno insostenibile per le nostre economie, che pure faticano ancora a riconoscere l'importanza del “lavoro” che la natura svolge, gratuitamente, per il benessere dell'umanità.«Importanza – sottolinea ancora Sammuri – riconosciuta anche dalla Carta di Siracusa approvata poche settimane fa dal G8 Ambiente, che auspico trovi ampia e rapida applicazione». «Nonostante il mancato raggiungimento degli obiettivi del 2010 – conclude il presidente di Federparchi – rimane indiscussa la validità dei contenuti della campagna, e va registrata una certa azione di sensibilizzazione dell'opinione pubblica su questo tema delicato e cruciale». L'impegno, secondo Sammuri, deve a questo punto essere ulteriormente intensificato: «Ora è quanto mai necessaria una riflessione su quali azioni intraprendere nel 2010 e negli anni successivi per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale e pretendere dai governi uno sforzo decisamente maggiore nella salvaguardia della natura, così come stanno facendo per contrastare la crisi economica e finanziaria. Altrimenti rischiamo di “conteggiare” per nulla».

Federparchi

Flash News

Il Comitato spontaneo "No Party alla Palude" con la presente petizione richiede alla Città Metropolitana di Roma Capitale Servizio Aree protette, alla Direzione Generale Ambiente della Regione Lazio e al Ministero dell'Ambiente, Divisione II- Biodiversità, aree protette, flora e fauna,  al Comune di Cerveteri e al Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano di esprimere parere negativo sul progetto di realizzare una stazione di servizio carburanti,  ed annesso auto lavaggio,  e un campeggio in località via Fontana Morella (Cerveteri, Provincia di Roma), adiacente alle aree allagate della ZPS 'Palude di Torre Flavia' IT6030020 e alle prese di approvvigionamento idrico di servizio all'area protetta gestita dalla Città Metropolitana di Roma Capitale.

Simili attività provocherebbero un impatto pesantissimo ed irreversibile alla risorsa idrica (inquinamento delle falde, impermeabilizzazione dei suoli) e alle componenti ambientali (inquinamento acustico, luminoso) del Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, una zona umida di grande importanza per la tutela dell'avifauna migratoria e per la conservazione di un ultimo lembo dell'antica maremma laziale. Infatti, si ricorda, che l'area è anche Zona di Protezione Speciale (Z.P.S. “Torre Flavia”; Codice IT6030020), individuata in base alla Direttiva 79/409/CEE “Uccelli” e inserita nell’elenco ufficiale dal Ministero dell’Ambiente, e  che, nella zona antistante  di mare aperto è presente un Sito di Importanza Comunitaria (“Secche di Torre Flavia”, S.I.C. IT6000009; Dir. 92/43/CEE “Habitat”) individuato per la presenza di praterie di Posidonia oceanica (Regione Lazio, 2004). Inoltre la Riserva è nella Rete Natura 2000 (Regione Lazio, 2004) che fa riferimento, tra i tipi di habitat presenti nella Z.P.S. “Torre Flavia” ai “Pascoli inondati mediterranei” (1410: Juncetalia maritimi).  Aiutaci a proteggere questo patrimonio culturale e naturalistico di tutti i cittadini, non solo di Cerveterii, un'Oasi rinomata per il birdwatching, frequentata da bambini, istituti scolastici, studenti universitari e ricercatori provenienti da varie parti d'Italia e dall'estero, e che vanta la presenza di artisti del panorama contemporaneo che lavorano con gli addetti della Palude per la sua valorizzazione e conoscenza. 

Firmare questa petizione significa agire per la conversione ecologica dei nostri processi di sviluppo a favore di un ritrovato equilibrio tra uomo e natura, essere partecipi di un atto collettivo di amore per habitat ricco di biodiversità nel quale far crescere i nostri figli a contatto di un ambiente salubre e non inquinato.

 

Il link per firmare la petizione: https://www.change.org/p/no-benzina-e-campeggi-alla-palude-di-torre-flavia?recruiter=false&utm_source=share_petition&utm_medium=sms&utm_campaign=psf_combo_share_message&utm_term=share_petition&recruited_by_id=5ade1dc0-0304-11ea-9bb1-8356a3eececc&share_bandit_exp=message-18891103-it-IT&share_bandit_var=v2

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