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Nuovo metodo fa luce sulla morte dei pesci nei laghi acidi

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Vi siete mai chiesti come sono scomparsi i pesci dalle regioni acidificate? Alcuni ricercatori in Svezia hanno messo a punto un metodo per capire quando e come questi animali marini sono scomparsi dai laghi acidi. I risultati dello studio miglioreranno le nostre conoscenze sulle modalità per bonificare i laghi nelle regioni sottoposte ad acidificazione.

I ricercatori dell'Università di Göteborg dicono che i microscopici residui di larve morte del moscerino fantasma (Chaoborus spp.) potrebbero fare chiarezza sulle condizioni di vita dei pesci, sulla loro morte e sull'acidificazione dei laghi in Svezia. L'équipe ha usato per i loro studi sedimenti rinvenuti sui fondali dei laghi.

"È semplicemente come fare un viaggio nel tempo", spiega Fredrik Palm, dottorando del dipartimento di zoologia dell'Università di Göteborg. "Difficilmente i pesci lasciano residui quando muoiono, ma se invece studiamo la presenza di organismi che sono influenzati dalla presenza dei pesci possiamo trovare indizi chiari. Studiando le mandibole delle larve di Chaoborus trovate nei sedimenti lacustri, possiamo ricostruire la storia del lago risalendo fino agli inizi del XIX secolo.

Le fonti dicono che l'acidificazione del suolo e delle acque grava come un macigno nei pensieri degli ambientalisti. Studi recenti hanno mostrato che un'ampia porzione di laghi svedesi è colpita dall'acidificazione. Per questo motivo, la biodiversità ne risente enormemente e sempre più pesci stanno morendo.

Secondo gli specialisti del campo, c'è una chiara correlazione tra la morte dei pesci e la presenza di larve di Chaoborus nei laghi. L'équipe di Göteborg ritiene che i ricercatori possono usare le mandibole delle larve di Chaoborus conservate nei sedimenti rinvenuti nei fondali lacustri per chiarire le dinamiche della morte dei pesci e altri cambiamenti nei laghi che sono pesantemente colpiti dall'acidificazione.

Questo strumento dà ai ricercatori uno stimolo significativo, soprattutto perché era la prima volta in assoluto che se ne raccoglievano campioni nei laghi e non erano disponibili dati storici sui cambiamenti che avevano riguardato le colonie di pesci. L'équipe spiega, inoltre, che dà ai ricercatori l'opportunità di determinare l'età dei campioni di sedimento e il momento in cui si sono verificati i cambiamenti.

"Analizzando le mandibole di Chaoborus che abbiamo recuperato nei sedimenti dei fondali possiamo dire in che misura sono cambiate le colonie di pesci", afferma Palm. "Non solo possiamo capire se i pesci sono scomparsi, ma possiamo anche vedere in che modo sono state colpite diverse specie ittiche. Per esempio, il rutilo è più sensibile all'acidificazione del persico e abbiamo potuto mostrare se storicamente in un lago sono vissuti, o meno, pesci ciprinidi. Allo stesso tempo, anche residui di zooplancton sensibile all'acido possono essere usati per evidenziare tendenze di progressiva acidificazione nei laghi".

Questo metodo permette di comprendere i cambiamenti subiti dalle colonie di pesci in un lago nel corso degli ultimi secoli. Usando lo stesso metodo è anche possibile reperire informazioni sui modi per ripristinare la biologia di un lago acido.

Secondo i ricercatori, le prospettive storiche offerte da questo metodo potrebbero consentire analisi delle variazioni naturali negli ecosistemi lacustri.

Palm e i suoi colleghi hanno condotto le valutazioni nelle contee di Västra Götaland e Bohuslän, Svezia. Un'attenzione particolare è stata riservata soprattutto all'area del lago Gårdssjön a Ucklum, che da molti decenni è al centro delle ricerce sull'acidificazione in Svezia.

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