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Che rapporto hanno i medici con Internet?

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Da una ricerca recentemente condotta negli Stati Uniti e riportata sul Bollettino d'Informazione sui farmaci, emerge che i medici hanno un rapporto ancora conflittuale con le tecnologie del web.

La Rete viene utilizzata soprattutto come "una grande biblioteca" per la consultazione di articoli e abstract di ricerche, come dimostra l'ampio utilizzo del portale Pubmed. Dall'indagine risulta che i edici preferiscono leggere articoli estrapolati dalle riviste piuttosto che consultare in modo sistematico le riviste specializzate.

Molti fanno ricorso al web per seguire corsi di aggiornamento a distanza. Mentre non sembrano esserci differenze significative tra uomini e donne nell'uso di Internet, le differenze diventano più evidenti in base all'età.

Quali sono le ragioni per cui i medici continuano ad usare poco internet? gli impegni di lavoro non lasciano molto spazio al medico; l'eccesso di notizie in rete va di pari passo con la difficoltà di trovare informazioni realmente affidabili, il rischio di esporre le informazioni trasmesse via internet - soprattutto con la posta elettronica - a violazioni della privacy.

ci sono, però, motivi altrettanto importanti per convincere i medici a usare le tecnologie messe a disposizione dalla Rete: la necessità di confrontarsi con pazienti sempre più informati, le opportunità che offre il web di ottimizzare i tempi di lavoro.

Link:

www.agenziadelfarmaco.it

Approfondimenti
Masters K. "For what purpose and reasons do doctors use the Internet: a systematic review" Int. J medical Info 2008; 77: 4-16

Flash News


Zone Umide sorvegliate speciali a causa dell'effetto clima che le sta prosciugando, una pressione che si aggiunge al consumo del suolo, all'inquinamento e alla caccia. Sono gli ecosistemi più a rischio del pianeta: in Europa è scomparso il 90% solo nell'ultimo secolo. Dei circa 3 milioni di ettari originari, all'inizio del ventesimo secolo ne restavano meno della metà, 1.300.000 ettari. In Italia il colpo finale è stato dato tra l'800 e il 900 (lago del Fucino, bonifiche delle paludi pontine, tanto decantate da Goethe nel suo Viaggio in Italia, le zone umide ferraresi).
Per arrestare il ritmo di questa perdita e far conoscere l'enorme valore delle zone umide il WWF ha lanciato la nuova campagna One Million Ponds che punta a ricostruire quel sistema linfatico prezioso fatto di laghi, stagni, pozze, fontanili, torbiere e acquitrini, una gamma variegata di habitat tra terra e acqua, 15 dei quali rari e tutelati dalla Direttiva europea “Habitat”, fondamentale per proteggere la nostra biodiversità. L’occasione è la Giornata Mondiale delle Zone Umide che si celebra il 2 febbraio.
La campagna è rivolta a soci, volontari, esperti e cittadini per favorire un’adeguata conoscenza di questi ambienti preziosi, sensibilizzare sulla loro importanza, e la loro tutela. Si inizierà con un censimento di tutti quei piccoli specchi d’acqua dove sono presenti piante e animali palustri.

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