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MobVis: quando la città diventa un ipertesto

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MobVis: nasce la nuova guida interattiva alla città

D’ora in poi i turisti avranno una guida molto più pratica e “istantanea” per visitare le città d’arte e orientarsi fra strade, monumenti, locali, ristoranti, negozi, senza neppure l’aiuto del Gps. Basta scattare una foto con il cellulare per vedere apparire sul display del telefonino tutte le coordinate geografiche di quel luogo e le informazioni storiche, culturali o d’interesse della piazza o della via che abbiamo appena immortalato.

Si tratta di una tecnologia innovativa, precisa quanto un Gps, con in più il vantaggio di trasformare la realtà esterna in un “ipertesto”, collegato ad un sistema di link che offrono notizie in tempo reale su tutto ciò che compare nelle nostre foto. La nuova tecnologia, chiamata MobVis, ossia Mobile Vision, nasce da un progetto internazionale finanziato dall’Unione europea e presto sarà a portata di qualsiasi i-Phone. La piattaforma Mob-Vis ridefinisce completamente le regole della navigazione ipertestuale e dell’interazione uomo-ambiente, perfezionando il sistema di riconoscimento delle immagini e applicandolo alla tecnologia più “mobile” che ci sia: il telefonino.

Come fa il sistema a risalire dalla fotografia, che cattura un minuscolo scorcio urbano, all’intera città? Il punto di partenza è un immenso archivio geo-fotografico, corredato di indicazioni satellitari per ogni singolo dettaglio del paesaggio metropolitano, compresi cartelloni pubblicitari, loghi, indicazioni stradali. L’archivio fotografico è realizzato da TeleAtlas, azienda leader nel mondo per la fornitura di mappe digitali. I suoi 50 furgoni, sparsi in tutto il mondo, hanno fornito alla piattaforma MobVis  le immagini con cui costruire il database fotografico di Graz (Austria), Lubiana (Slovenia) e Darmstadt (Germania).

A questo database viene poi aggiunto manualmente un set di link che arricchiscono di informazioni e curiosità ogni elemento visualizzato. A questo punto il sistema è pronto per essere usato. L’utente scatta una foto e la invia al server che la confronta con il suo vasto archivio di immagini; cliccando sulle singole parti della foto come fossero icone del desktop, si aprono dei collegamenti ipertestuali che ci permettono di navigare rapidamente attraverso la storia, gli aneddoti, le curiosità e le opportunità di shopping di quel luogo.

La sfida principale dei ricercatori era quella di realizzare un sistema capace di riconoscere immagini scattate in condizioni di luce e di ripresa spesso difficili o estreme, ad esempio con la nebbia o controluce. Senza contare che le città d’arte europee hanno spesso edifici molto simili tra loro.  L’innovativo algoritmo della piattaforma MobVis, sviluppato dall’università di Lubiana, ha dimostrato una sorprendente capacità di cogliere anche impercettibili differenze tra oggetti simili analizzando attentamente il contesto. Se, ad esempio, un edificio con una certa geometria sorge accanto ad un ponte, ma non è vicino ad un grande magazzino, questa informazione diventa un criterio essenziale per identificare l’oggetto.

I primi test sono stati condotti nella città di Graz su un campione di volontari e hanno già ottenuto ottimi risultati. Il programma, infatti, ha risposto correttamente alle richieste degli utenti nell’80% dei casi: un risultato che, secondo i ricercatori di Lubiana, può essere ancora migliorato. Il dato più interessante dell’esperimento, però, è che il sistema non ha mai dato indicazioni “sbagliate”, confondendo un edificio con un altro. In alcuni casi non era in grado di riconoscere l’oggetto della domanda, ma non ha mai dato false informazioni.

Gli ambiti di applicazione di questa tecnologia sono potenzialmente illimitati e saranno gli stessi utenti a scoprirne di nuovi. La piattaforma potrebbe rivelarsi preziosa, ad esempio, nel settore immobiliare: chi è alla ricerca di una nuova casa fotografa la zona dove vorrebbe abitare e riceve direttamente sul telefonino le informazioni e gli annunci relativi a quel quartiere, compresa la possibilità di prenotare una visita.

Link consigliati:

Reality gets hyperlinked
http://cordis.europa.eu/ictresults/index.cfm/section/news/tpl/article/BrowsingType/Features/ID/90340

Per approfondimenti tecnici si veda anche il sito ufficiale del progetto MobVis, da cui è possibile scaricare i filmati dei test:
http://www.mobvis.org/index.htm

 

 

 

Flash News

 

Los patrones alimentarios de la dieta mediterránea pueden estar relacionados con un diagnóstico menor del trastorno de déficit de atención con hiperactividad (TDAH), según destaca un estudio publicado en la revista Pediatrics que han dirigido María Izquierdo Pulido, profesora de la Facultad de Farmacia y Ciencias de la Alimentación de la Universidad de Barcelona, y José Ángel Alda, jefe de sección en el Servicio de Psiquiatría del Hospital Universitario Sant Joan de Déu de Barcelona.

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