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Mario Schifano: il fuoco e l'arte

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I Fuochi dell’Arte e le sue reliquie

Dal 12 novembre al 10 gennaio il Foyer dell’Auditorium Parco della Musica ospiterà I Fuochi dell’Arte e le sue reliquie.
La mostra, curata da Achille Bonito Oliva, è prodotta  dalla Fondazione Musica per Roma e organizzata in collaborazione con il Gruppo Jacorossi.

L’esposizione unisce i percorsi estetici di Mario Schifano, Enzo Cucchi, Gino De Dominicis e Giulio Aristide Sartorio, non in un’ottica disciplinare artistica, ma attraverso un imprevisto realmente accaduto: l’incendio del 1991 in una falegnameria nel quartiere di S. Lorenzo in Roma, il cui calore raggiunse le circa 60 opere di Jacorossi depositate in un locale adiacente: nel foyer dell’Auditorium saranno esposte le 23 opere di maggiori dimensioni.

Su queste opere gli interventi di restauro si sono limitati ad operazioni di semplice pulimento ed in alcuni casi di sostituzione della tela portante. Schifano e Cucchi non sono volutamente intervenuti sulle opere perché consapevoli del maggiore impatto emotivo prodotto dal fuoco
Il calore sulle tele ha interagito totalmente con esse creando ciò che ogni artista avrebbe sempre desiderato: l’opera d’arte totale, un’arte che va oltre se stessa, va oltre l’opera dell’artista; un evento tragico che ne ha trasformato anche l’anima .
Questi artisti provenienti da differenti realtà contemporanee diventano inconsapevolmente uniti da un’unica storia.

La mostra vuole far riflettere sulla “deteriorabilità” dell’arte contemporanea, sul restauro di un’arte che bruciando si evolve per “consumazione” superando ogni staticismo estetico e rafforzando sempre più l’aspetto concettuale. L’opera in divenire si rinnova e genera creatività.
Queste riflessioni sollecitano allora sia la questione dei limiti del restauro di opere realizzate in genere con materiali deperibili e la questione della loro immortalità; la quale trova il suo fondamento non nell’aspetto materico ma in quello prettamente concettuale. Sarebbe un errore evitare con il tradizionale restauro che l’opera solleciti rinnovate e continue emozioni dovute al variare dell’opera stessa che si trasforma con il deterioramento senza interventi di restauro. Queste considerazioni erano molto chiare a Schifano perché quando andò con la sua amica pittrice, Sabrina Acciari e Ovidio Jacorossi, a vedere le opere “rovinate” per tentare un intervento di restauro, disse, quasi urlando per l’emozione: “Non le toccare! Sono più belle di prima!”. Anche Munch lasciava le sue opere alle intemperie per dimostrare che sopravvivevano.

Una mostra per raccontare, raccontare una storia che autenticamente unisce l’arte contemporanea alla vita. Un’arte che respira il suo tempo, che è in grado di uscire dalle gallerie e mostrarsi in luoghi che sono crocevia di passaggio di persone, dove si respira una dimensione di quotidiano che va oltre al luogo di culto istituzionale.

La narrazione della mostra vuole essere supportata dall’ausilio di nuovi media. L’utilizzo della tecnologia, oltre a far vivere esperienze immersive dal forte impatto emozionale, agevola il visitatore alla comprensione delle opere e ne favorisce la conoscenza anche sotto l’aspetto di una rinnovata sacralità.
Un approccio espositivo per stabilire con i visitatori un rapporto interattivo e coinvolgente.
Il fuoco dell’arte è la prima mostra in Europa dove il fuoco, intervenuto sulle opere, sollecita emozioni e dibattiti.
Un racconto che non vuole essere didascalico ma emozionale.

A chiusura dell’esposizione avrà luogo un convegno internazionale sui temi sollevati dal progetto, a cui saranno invitati i direttori e gli  esperti dei più  importanti musei internazionali.


Dal 12 novembre 2008 al 10 gennaio 2009
Foyer -Auditorium
Inaugurazione 12 novembre ore 18,30
Orario tutti i giorni dalle 11 alle 20- la domenica dalle 10 alle 20.
Ingresso gratuito

Info 06-80241281 – www.auditorium.com

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