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Tempi&Stratempi: a Trieste una mostra di cose "che cadono dal cielo"

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A cavallo delle nuvole alla scoperta di fenomeni, climi, paesaggi. Fino al 14 giugno 2009 in mostra al Science Centre Immaginario Scientifico di Trieste

Le soffici e ovattate nuvole sono al centro della mostra intitolata Tempi&Stratempi: un viaggio a cavallo delle nuvole alla scoperta di fenomeni, climi, paesaggi e dei loro abitanti. Tra piogge, fulmini e fiocchi di neve un catalogo di cose che cadono dal cielo; e poi tramonti, tornadi e aurore boreali per comprendere i principali e più spettacolari fenomeni meteorologici del nostro pianeta.

Le cinque multivisioni di cui si compone la mostra illustrano queste metamorfosi, sia nei loro aspetti più fantasmagorici che nella loro complessa dinamicità.

Multivisioni
• Sotto lo stesso cielo
Un viaggio da polo a polo attraverso il nostro variegato pianeta, alla scoperta delle diverse zone climatiche, dei paesaggi, delle faune e delle culture umane. Un’occasione per conoscere alcuni segreti del tempo, per riflettere sul delicato equilibrio climatico del mondo che ci ospita e su come il nostro esserne abitanti lo influenzi.

Nuvolario scientifico
Un atlante multimediale delle variegate forme che le nuvole prendono alle diverse altitudini e nelle varie situazioni meteorologiche: dagli “strati” ai “cumuli”, dagli “altocumuli” (meglio noti come “nubi a pecorelle”) ai “cirri”, ai “cirrocumuli” e ad altre nuvole ancora più esotiche, si osservano gli spettacolari disegni, le insolite forme, i peculiari graffiti che questi aggregati di minuscole gocce d’acqua sono in grado di creare. La multivisione si conclude con la sezione Xtratempi, dedicata ai fenomeni meteorologici più violenti, come temporali, trombe d’aria, “diavoli di polvere” e cicloni tropicali.

Colori
la luce del Sole, che colpisce l’atmosfera con diverse angolature, colora il cielo e le nuvole delle varie tonalità che accompagnano le nostre giornate, “dalle dita rosa” dell’alba ai tramonti, che dal rosso-viola arrivano talvolta fino al rarissimo raggio verde. L’interazione dei campi elettromagnetici prodotti dal Sole e dalla Terra produce poi fenomeni ancora più spettacolari, come le aurore polari, i fulmini globulari e i rapidissimi “sprite”.

Quando cade il cielo
La multivisione presenta tutte le forme in cui l’acqua ricade dal cielo, dalla fine rugiada che al mattino si condensa sulle foglie dell’erba ai più grossi chicchi di grandine che precipitano dalle alte quote durante i temporali estivi, dalle ovattate atmosfere nebbiose alla suggestiva e romantica bruma, dalla polvere di diamante che ricopre i paesaggi innevati alla semplice e vitale pioggia.

Gocce di tempo
Quest’ultima multivisione racconta con semplici testi e immagini esplicative le nozioni base della meteorologia: il ciclo dell’acqua, gli strati dell’atmosfera, le celle convettive, i venti periodici e quelli regionali, l’assottigliamento dello strato di ozono e l’effetto serra.

Science Centre Immaginario Scientifico
http://www.immaginarioscientifico.it/

Flash News

 

 
26/03 - 18/10/2019
Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali

La mostra presenta reperti in bronzo, oro, giada e terracotta, databili dall’età del bronzo (II millennio a.C.) fino all’epoca Han (II secolo d.C.) provenienti da importanti istituzioni cinesi.

L’Esposizione è realizzata sotto la guida dell’Ufficio Provinciale della cultura del Sichuan e patrocinata dall’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia. L’intento della mostra è far conoscere i tratti evocativi della cultura del popolo Shu, raccontata attraverso i suoi oggetti più significativi, come le misteriose maschere in bronzo provenienti dagli scavi archeologici del sito di Sanxingdui.

Un percorso straordinario nella vita sociale e nel mondo spirituale dell’antico popolo Shu, che proprio su questa terra nel sud-ovest della Cina ha creato una civiltà unica. Saranno esposte eccezionali opere in bronzo, oro, giada e terracotta – databili dall’età del bronzo (II millennio a.C.) fino all’epoca Han (II secolo d.C.) – rinvenute nei siti di Sanxingdui e Jinsha (solo per citarne alcuni) e provenienti da importanti istituzioni cinesi come il Museo di Sanxingdui, il Museo del Sito Archeologico di Jinsha, il Museo del Sichuan, il Museo di Chengdu, l’Istituto di ricerca di reperti e archeologia di Chengdu, il Museo di Mianyang, il Museo Etnico Qiang della Contea di Mao.

Come le origini di Roma sono state legate al Tevere, così la nascita del popolo di Shu è stata segnata dallo scorrere dello Yangtze, il Fiume Azzurro. Il Fiume Azzurro costituisce il filo conduttore della mostra ed è significativamente tracciato sull’installazione dorata ispirata a un dragone cinese che invaderà lo spazio centrale della Grande Aula, accogliendo i visitatori. Questo e altri effetti scenografici potenziati dal contesto monumentale dei Mercati di Traiano esalteranno gli straordinari reperti, che per la prima volta sono presentati in un’esposizione così estesa in Europa, ora a Roma dopo la tappa di Napoli.

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