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Caravaggio “tecnologico”? La risposta da un ciclo di incontri romani…

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Caravaggio utilizzava ausilii ottici nella creazione dei suoi capolavori?

Conosceva l’uso di lenti e specchi? Nella sua consapevolezza dell’uso della luce c’era qualche aiuto tecnico, se non tecnologico? In occasione del recente centenario, sul grande artista seicentesco è stato detto di tutto e di più, e la sua opera è stata studiata nelle più minime particolarità e sfaccettature. Eppure uno studio approfondito su questi aspetti forse mancava.

 

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 A colmare la lacuna provvede ora il ciclo di conferenze dal titolo Caravaggio: lo studio del genio, proposte e problemi, ideato a Roma da Rossella Vodret e curato da Marco Cardinali, Maria Beatrice De Ruggieri e Giulia Silvia Ghia. Nella Sala Altoviti di Palazzo Venezia sfileranno fino a metà febbraio studiosi italiani e stranieri, da Sybille Ebert-Schifferer (Biblioteca Hertziana, Roma) a Sven Duprè (Centre for History of Science, Gent), Mina Gregori (Fondazione Roberto Longhi, Firenze), Robert Wald (Kunsthistorisches Museum, Vienna). 

Primo appuntamento: martedì 25 gennaio 2011 - ore 17.30
Palazzo Venezia - Roma


Flash News

"La comunità scientifica perde oggi un autorevole esponente che nella sua lunga intensa vita ha testimoniato con straordinaria lungimiranza e fermezza il valore e l'importanza della ricerca scientifica. A lei dobbiamo tanto. Ha sostenuto, formato, entusiasmato, generazioni di giovani talenti, abbattuto pregiudizi, liberato energie, spianato percorsi, fatto della ricerca un baluardo di democrazia.Per questo e non solo, è difficile sintetizzare in una breve dichiarazione il vuoto che lascia nella comunità scientifica e in noi tutti, indipendentemente dalle competenze e dai ruoli", dichiara il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, prof. Luigi Nicolais. "Rita Levi Montalcini ha rappresentato, al di là di ogni retorica, un pezzo di storia: per lo straordinario valore delle sue ricerche, che hanno consentito di acquisire nuove e fondamentali conoscenze, attestato dal premio Nobel, e per la sua testimonianza umana. Di lei ricordiamo oltre allo straordinario contributo scientifico, il costante e nobile impegno in campo sociale e l'impulso etico che ne hanno animato l'intera esistenza. Costretta a espatriare dalle leggi razziali, Levi Montalcini è tornata a svolgere la sua attività in Italia, dimostrando in tal modo il legame profondissimo che la univa al nostro paese. E' per noi motivo di commosso orgoglio ricordare, in questa triste occasione, la sua prolungata collaborazione con il CNR: dal Centro di Ricerche di neurobiologia, al Laboratorio di Biologia cellulare, fino all'Istituto Europeo di Ricerca sul Cervello-EBRI".


Marco Ferrazzoli
Capo Ufficio Stampa Consiglio Nazionale delle Ricerche

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