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Enti e Università, non distruggete i vecchi documenti di Oceanografia storica

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Dal 29 settembre e fino al 1° ottobre p.v. avrà luogo, presso la sede di GNL Italia (Snam Rete Gas) a Porto Venere (La Spezia),  il Primo Convegno Nazionale di Storia dell’Oceanografia. Il meeting ha lo scopo di divulgare, promuovere e valorizzare la conoscenza della storia dell’Oceanografia, al fine di preservare libri, documenti, strumenti e attrezzature che abbiano avuto rilevanza nella ricerca marina dei secoli passati.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e l’Associazione Historical Oceanography Society (HOS)  sono gli organizzatori di questo simposio, programmato in tre distinte sessioni riguardanti: la missione degli Enti scientifici nella cultura storica oceanografica, Personaggi e grandi progetti italiani per l’esplorazione marina, e la Storia dell’Oceanografia Italiana.
Secondo Cosmo Carmisciano, ricercatore INGV e Membro del Consiglio Direttivo dell’HOS,  “tra i principali scopi del convegno v’è anche  la sensibilizzazione degli Enti e degli Istituti di Ricerca alla conservazione di attrezzi e carteggi di potenziale valore storico, che spesso vanno perduti a causa del turn - over tecnologico”.
Tra i grandi nomi presenti all’evento - ospitato nei rinnovati spazi di Ca’ Bertocchi, l’edificio storico di proprietà di GNL Italia posto all’ingresso dell’area tecnica dell’impianto di rigassificazione di Panigaglia - il documentarista Folco Quilici, Roberto Frassetto (Pioniere dell’Oceanografia Fisica in Italia), Federico De Strobel (Presidente HOS) e il Premio Nansen Nadia Pinardi.

Flash News


Zone Umide sorvegliate speciali a causa dell'effetto clima che le sta prosciugando, una pressione che si aggiunge al consumo del suolo, all'inquinamento e alla caccia. Sono gli ecosistemi più a rischio del pianeta: in Europa è scomparso il 90% solo nell'ultimo secolo. Dei circa 3 milioni di ettari originari, all'inizio del ventesimo secolo ne restavano meno della metà, 1.300.000 ettari. In Italia il colpo finale è stato dato tra l'800 e il 900 (lago del Fucino, bonifiche delle paludi pontine, tanto decantate da Goethe nel suo Viaggio in Italia, le zone umide ferraresi).
Per arrestare il ritmo di questa perdita e far conoscere l'enorme valore delle zone umide il WWF ha lanciato la nuova campagna One Million Ponds che punta a ricostruire quel sistema linfatico prezioso fatto di laghi, stagni, pozze, fontanili, torbiere e acquitrini, una gamma variegata di habitat tra terra e acqua, 15 dei quali rari e tutelati dalla Direttiva europea “Habitat”, fondamentale per proteggere la nostra biodiversità. L’occasione è la Giornata Mondiale delle Zone Umide che si celebra il 2 febbraio.
La campagna è rivolta a soci, volontari, esperti e cittadini per favorire un’adeguata conoscenza di questi ambienti preziosi, sensibilizzare sulla loro importanza, e la loro tutela. Si inizierà con un censimento di tutti quei piccoli specchi d’acqua dove sono presenti piante e animali palustri.

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