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ASI: missione AGILE

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Due importanti “prime” per la missione AGILE

Dopo un anno e mezzo in orbita, due importanti scoperte per  il satellite italiano AGILE. Da un lato, rivela per la prima volta l'emissione X e gamma provenienti in contemporanea da un gamma-ray burst, dall'altro scopre un nuovo brillante pulsar gamma. Mentre il primo risultato si riferisce ad un fenomeno della durata di pochi secondi, il secondo si basa sull’utilizzo di fotoni raccolti nel corso di mesi di osservazione. I due articoli sono in corso di pubblicazione rispettivamente su Astronomy and Astrophysics e Astrophysical Journal.

Il “lampo gamma” 080514B è il primo gamma-ray burst (GRB) da dieci anni a questa parte per cui siano stati rilevati singoli fotoni a livelli di energia superiori a 50 MeV, in pratica la parte più alta dello spettro di energia in cui si siano mai rivelati questi fenomeni. L’ultimo evento di questo tipo era stato registrato nei primi anni ’90 dallo strumento EGRET a bordo del satellite Compton Gamma Ray Observatory della NASA. 080514B ha caratteristiche non comuni e importanti per lo studio della fisica dei lampi gamma. In particolare, l’utilizzo dei tre strumenti a bordo di AGILE  rivela un ritardo tra l’emissione nella banda X  e quella gamma, caratteristica molto importante per la fisica dei GRB. Inoltre, 080514B è il primo GRB in assoluto osservato ad energie maggiori dei 50 MeV e del quale sia stato possibile rivelare anche l'emissione residua in raggi X ed in ottico (o “afterglow”), giungendo alla misura della distanza e quindi  della  “potenza intrinseca” dell’esplosione. Fu BeppoSAX, la missione ASI per astronomia X, ad aprire una nuova era nello studio dei GRB scoprendo nel 1997 il primo afterglow.

“SuperAGILE (uno dei rivelatori del satellite) scopre e localizza circa un GRB al mese – dice Ettore Del Monte, del Team SuperAGILE - ma quando abbiamo visto questo evento abbiamo capito subito che aveva qualcosa di speciale.” Infatti, “di tutti i lampi gamma visti da SuperAGILE questo è l’unico ad avere anche emissione alle energie più alte” aggiunge Andrea Giuliani che ha coordinato l’analisi dei dati gamma.  Guido Barbiellini (INFN, Trieste) guarda al futuro e  prevede che  “nel caso di un GRB più intenso di questo, il tracciatore di AGILE  sarà  in grado di osservarne le strutture temporali più fini e più interessanti dal punto di visto dell’interpretazione fisica”.

La scoperta di emissione dal pulsar PSR J 2021 chiarisce la natura di una sorgente gamma brillante scoperta più di 30 anni fa dal satellite europeo COS-B. E’ stato necessario analizzare mesi di dati  di AGILE sincronizzando i loro tempi di arrivo con i segnali di un radiotelescopio per estrarre il caratteristico segnale pulsato che rivela l’emissione di una stella di neutroni rapidamente rotante. PSR  J2021 è in tutto il settimo pulsar con emissione gamma a essere scoperto. Sulla base dei dati radio si pensava che il pulsar fosse molto lontano.  I dati gamma suggeriscono invece che è probabilmente molto più vicino di quanto si pensasse: una gradita sorpresa per un gruppo di ricercatori dell’Università di Columbia che hanno ottenuti i dati AGILE attraverso il programma di Guest Observer. 

Per Enrico Flamini, responsabile Osservazione dell’Universo per l’Agenzia Spaziale Italiana, “AGILE con i suoi successi conferma l’impegno dell’ASI nell’astrofisica delle alte energie,  iniziato con BeppoSAX,  proseguito con SWIFT e INTEGRAL, e che ora ci vede contribuire in modo determinante alla missione FERMI”.

AGILE (Astrorivelatore Gamma a Immagini Leggero), lanciato il 23 aprile 2007, è una collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Istituto Nazionale di Astrofisica e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dedicata allo studio dell’Universo nelle alte energie. I lampi gamma e i pulsar sono tra gli obiettivi scientifici principali della missione.

Il cuore della missione è lo strumento GRID, evoluzione dei rivelatori gamma dedicati a esperimenti di fisica delle particelle elementari, progettato e realizzato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. La particolarità di AGILE è la combinazione di due rivelatori a immagini, operanti simultaneamente nelle bande di energia gamma (GRID) e di raggi X-duri (SuperAGILE, progettato e realizzato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica), fusi in un unico strumento dalle grandi capacità scientifiche. L’analisi dei dati, ottenuti dal centro ASDC dell’ASI, è a cura dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.


RIFERIMENTI

Giuliani et al., AGILE detection of delayed gamma-ray emission from GRB 080514B

Halpern et al.  Discovery of high energy gamma-ray pulsations from PSR J2021+3651with Agile

 

 

Flash News


Tout a commencé avec le bar rayé. Pendant deux ans, les scientifiques ont étudié environ 50 poissons, perforant et mettant en pièces des centaines d’écailles avant de les analyser au microscope afin de mieux comprendre leurs propriétés et leur mécanique. «?Les poissonniers devaient se demander ce que nous fabriquions avec tous ces bars», affirme François Barthelat en esquissant un léger sourire. Le Pr Barthelat, qui enseigne au Département de génie mécanique de l’Université McGill, n’est pas le seul à se tourner vers la nature pour trouver des solutions aux problèmes techniques auxquels les scientifiques sont confrontés. Depuis plusieurs années, il cherche à reproduire avec son équipe le type de protection et la flexibilité offerts par les écailles de certains animaux. Leur objectif : concevoir des gants de protection résistants aux perforations tout en étant assez souples pour être utilisés par les travailleurs industriels. Après cinq ans de labeur, ils pensent avoir touché au but.

En fait, c’est une analyse plus approfondie des écailles de l’alligator gar qui a permis aux chercheurs de trouver la solution.

Dans les petits pots, les meilleurs onguents
Les chercheurs ont été en mesure d’élucider d’importants mécanismes grâce auxquels les écailles de poisson peuvent se déformer, interagir entre elles et se briser. Ils ont mis au point une technique permettant de couvrir de grandes surfaces au avec des tuiles de céramique disposées se chevauchant. À l’aide de modèles informatiques, les scientifiques ont pu déterminer la taille et la forme idéales des pièces de céramique ainsi que la disposition et le type de chevauchement optimaux de ces dernières pour la conception de gants de protection beaucoup plus résistants aux perforations que les gants actuels.

«?Les écailles de poisson nous ont étonnés?», révèle Roberto Martini, boursier postdoctoral et auteur principal d’un article sur les résultats de ces travaux publié récemment par l’équipe de chercheurs. «?Cela peut sembler paradoxal, mais nous avons découvert que les plus petites écailles sont plus difficiles à perforer, phénomène que des études techniques nous ont permis d’élucider. Nous avons également découvert que les écailles de poisson constituent les structures à base de collagène les plus résistantes que nous connaissons.?»

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