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Le saline di Trapani e Paceco inserite nell’elenco delle zone “Ramsar”

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Il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha firmato oggi il decreto con il quale la zona umida 'Saline di Trapani e Paceco', in provincia di Trapani, viene dichiarata ''di importanza internazionale'' ai sensi e per gli effetti della ''Convenzionerelativa alle zone umide di importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici'', firmata a Ramsar il 2 febbraio 1971. E’ un grande successo per il WWF Italia ente gestore della riserva naturale delle Saline di Trapani e Paceco che trova riconoscimento nel decreto oggi emanato dal Ministro Dell’Ambiente su richiesta dell’Assessore Regionale al Territorio ed Ambiente della Regione Sicilia Gianmaria Sparma che ha decisamente riattivato l’iter amministrativo iniziato nel 2003 grazie all’allora direttore della riserva dott. Angelo Troia con la sottoscrizione da parte dei sindaci di Trapani e Paceco di un protocollo di intesa per l’inserimento delle Saline all’interno dei siti Ramsar. 

 

Il percorso iniziato dal dr. Troia è stato poi proseguito dai successivi direttori della riserva la dr. Anna Giordano ed il dr. Girolamo Culmone e costituisce il migliori riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto dal WWF nella gestione della riserva. Le Saline di Trapani e Paceco costituiscono uno scrigno di grande biodiversità con oltre 270 specie di uccelli acquatici migratori che svernano presso la riserva tra i quali gli splendidi fenicotteri rosa. 

Flash News


Da un letto di un torrente venne trasformato in cava, poi in piazza, fino a diventare il capolavoro dell’architettura Inca che tutto il mondo conosce. È quanto scoperto, mediante tecniche di indagine geofisiche, dal Cnr con gli Istututi Ispc e Imaa, nell’ambito della missione internazionale Itaca. Lo studio è pubblicato su Scientific Reports.


Machu Picchu, monumento simbolo della civiltà Inca, indicata come una delle sette meraviglie del mondo moderno, è sempre fonte di attrazione non solo per la sua disarmante bellezza e fragilità, ma anche per le continue scoperte che la ricerca archeologica è in grado di restituire.
Sono stati pubblicati, sulla rivista ‘Scientific Reports’ (Nature), i risultati di recenti studi realizzati dalla Missione Itaca, coordinata dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) attraverso l’Istituto di scienze del patrimonio culturale (Cnr-Ispc) e l’Istituto di metodologie per l'analisi ambientale (Cnr- Imaa) di Potenza, che - grazie all’integrazione tra saggi di scavo e la combinazione di tecnologie di osservazione della Terra - hanno rivelato l’immagine di Machu Picchu prima che l’uomo vi iniziasse a costruire le monumentali architetture.

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