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RIME e READ-ME II: due progetti di rete europea

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FORUM PA 2011 dal 9 al 12 maggio 2011 Nuova Fiera di Roma Martedì 10 maggio 2011, ore 9.45 Padiglione 8, Stand 9A Il Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” di Romapresenta (in anteprima) l’adesione ai Network per i Musei etnografici europeiRelatore: Vito Lattanzi, Coordinatore dei progetti, Direttore della Sezione etnografica “Culture del Mediterraneo” RIME e READ-ME II: due progetti di rete europea per il Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi  Pigorini” di Roma  La cultura dei più prestigiosi musei internazionali è in rete. Il Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma, insieme ai più importanti musei etnologici europei, con il sostegno dell’Unione Europea, è impegnato nella diffusione delle conoscenze con due importanti progetti di rete museale: RIME e READ-ME II. Le due reti verranno presentate al pubblico, in anteprima, in occasione del FORUM PA 2011 di Roma, che si svolge dal 9 al 12 maggio presso la Nuova Fiera di Roma, dal coordinatore dei progetti Vito Lattanzi, Direttore della sezione etnografica “Culture del Mediterraneo”. “La congiuntura critica in cui le istituzioni culturali pubbliche oggi  si trovano – afferma Vito Lattanzi, coordinatore dei progetti e Direttore della Sezione etnografica “Culture del Mediterraneo” del Museo Pigorini – ha trasformato il concetto di rete, anche grazie all’incoraggiamento delle politiche di dialogo e di integrazione sociale promosse dall’Unione Europea, in una risorsa strategica. La mission delle istituzioni culturali, e dei musei in particolare, è oggi sempre più orientata alla valorizzazione del patrimonio e alle politiche della fruizione pubblica. Nel caso dei musei che conservano importanti collezioni di interesse etnologico, la verifica e il ripensamento del loro ruolo è divenuta un’esigenza improrogabile. Lo scambio di esperienze e la collaborazione che i network RIME e Read-me II consentono si rivela in questo senso un’opportunità straordinaria per affrontare sia la crisi economica e culturale sia le sfide poste dalla società multiculturale contemporanea”.   Il Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, dal 2007, è  impegnato, con il sostegno dell'Unione Europea, in un rapporto di partenariato per promuovere lo scambio di esperienze e la collaborazione nell’organizzazione di laboratori scientifici ed eventi espositivi, finalizzati a ripensare le rispettive missioni socio-culturali e per riflessione sulle tematiche del postcolonialismo, sul ruolo del museo etnografico contemporaneo, con un riferimento particolare alle problematiche dell’accesso e della partecipazione alle politiche istituzionali delle comunità di migranti [http://www.pigorini.beniculturali.it/Eventi_e_News/Progetti_europei/progetti_europei.html].  Il Progetto RIME (Réseau International des Musées d’Ethnographie / Ethnography Museums & World Cultures), rientra nel Programma Cultura della Unione Europea 2007-2013 ed è incentrato sul tema “Modernità e incontri tra le culture” (vedi http://www.rimenet.eu). Prevede seminari, laboratori scientifici e una mostra itinerante in sei musei europei. l progetto prevede anche due Colloqui Internazionali che saranno organizzati dal Museo “Luigi Pigorini” di Roma (18, 19 e 20 aprile 2012) e dal Pitt Rivers Museum di Oxford nel 2013). Il colloquio di Roma “Oltre la Modernità. I musei di etnografia hanno bisogno di etnografia?” ha l’obiettivo di promuovere il confronto sui temi del contemporaneo e la loro influenza nei futuri rapporti tra collezioni, curatori e pubblico nei musei etnografici. La Mostra itinerante “Fetish Modernity”, inaugurata a Tervuren (Bruxelles), Musée Royal de l’Afrique Centrale lo scorso 8 aprile 2011, è dedicata ad esplorare il tema del rapporto tra modernità, musei e rappresentazione etnografica (http://www.africamuseum.be/visiting/temporaryexpo/fetishmodernity). La mostra è il risultato delle elaborazioni teoriche condivise nel corso del progetto ed espone oggetti provenienti dalle collezioni dei  musei aderenti al network: Musée Royal de l’Afrique Centrale di Tervuren di Bruxelles (Belgio), museo capofila, Musée du quai Branly di Parigi (Francia), Pitt Rivers Museum di Oxford (Inglilterra), Museum fur Volkerkunde di Vienna (Austria), Varldskulturmuseet di Goteborg (Svezia), Rijksmuseum voor Volkenkunde di Leiden (Olanda), Museo de America di Madrid (Spagna), Naprstek’s Muzeum di Praga (Repubblica Ceca), Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma (Italia), Linden-Museum di Stuttgart (Germania), musei coorganizzatori. READ-ME II (Réseau Européen des Associations de Diasporas & Musées Ethnographiques), anch’esso rientrante nel programma comunitario Cultura 2007-2013,  è promosso dal Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma come istituto capofila, in collaborazione con il Musée Royal de l’Afrique Centrale di Tervuren (Bruxelles), il Musée du quai Branly di Parigi e il Museum für Völkerkunde di Vienna. Il programma si intitola “[S]oggetti migranti” e consiste nell’adozione di oggetti del museo da parte delle associazioni della diaspora al fine di restituire alle collezioni un valore culturale attuale e fare del museo un luogo di confronto e di dialogo. Il progetto prevede la realizzazione nelle diverse sedi museali di laboratori tecnico-scientifici sul tema del valore testimoniale degli oggetti migranti e di una mostra per il largo pubblico a Roma (settembre 2012). Il progetto prosegue l’esperienza di network avviata nel 2008 dal Museo di Tervuren insieme con i musei etnologici di Parigi, Stoccolma e Roma (READ-ME I). Il tema di discussione era la maschera (affrontato nell’atelier di Roma “Museo e diaspora. Maschere e identità plurali”, tenutosi il 5-7 giugno 2008 e organizzato dal Museo Pigorini) cui il Musée Royale de l’Afrique Centrale nel 2009 ha dedicato la mostra Persona. Masques rituels et œuvres contemporaines.    Inoltre, il Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” partecipa dal 2007, al progetto internazionale Virtual Collection of Masterpieces (VCM) che si  propone di rendere accessibile tramite web una collezione digitale di immagini e di informazioni sui "capolavori" conservati nei  musei in Asia e in Europa. Attualmente i musei partecipanti sono 100 nel mondo.[link: http://masterpieces.asemus.museum/default.aspx]  

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I nuovi dati dello studio ESPAD®Italia 2016 condotto dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa confermano come le azioni di prevenzione sul gioco d’azzardo si leghino al calo del numero di giovani giocatori. L’attenzione deve restare però alta: gioca il 40% dei 15-19enni, tra cui molti minori, in particolare c’è allarme per l’azzardo on line, scelto dal 20% dei giovani giocatori

Il Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr), coordinato da Sabrina Molinaro, ha rilevato tramite il progetto ESPAD®Italia i dati relativi alla diffusione del gioco d’azzardo fra gli studenti tra i 15 e i 19 anni nel 2016, sottolineando in particolare una riduzione dell’impatto rispetto agli anni precedenti.

“Si è infatti passati dal 47% di adolescenti giocatori negli anni dal 2009 al 2011 a meno del 40% nell’anno corrente: il fenomeno coinvolge dunque circa un milione di 15-19enni. Si registra anche un calo dei giocatori con un profilo di gioco definibile a rischio e problematico: i primi sono passati dal 14-15% degli anni 2009-2010 all’11% nel 2016, mentre negli stessi anni i problematici sono scesi dal 9% all’8%”, spiega Molinaro. “Il 58% dei giovani giocatori nell’ultimo anno ha giocato non più di una volta al mese, il 24% meno di una volta a settimana, il 7% con ancora maggiore assiduità. A essere coinvolti sono maggiormente i maschi, 50% contro il 30% delle coetanee, e le prevalenze in entrambi i generi crescono progressivamente con l’età, passando dal 34% dei 15enni al 40% dei 17enni, fino al 47% dei 19enni”.

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