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Scoperta in Australia la più antica “mamma” fossile del pianeta

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E’ stata scoperta in Australia la più antica “mamma” fossile del pianeta. Ha 380 milioni di anni ed è una femmina di Placoderma, rinvenuta nell’area di Gogo con un piccolo embrione e il cordone ombelicale ancora attaccato. Il Placoderma è un tipo di vertebrato ormai estinto, molto simile agli attuali pesci, che visse tra il Siluriano superiore e il Devoniano superiore. La scoperta è sorprendente perché l’esemplare, ribattezzato Materpiscis attenboroughi in onore del documentarista David Attenborough, appartiene ad una specie finora sconosciuta e costituisce la più antica testimonianza di una nascita nel regno animale. Le più antiche tracce giunte fino a noi di animali vivipari, ossia animali i cui embrioni vengono protetti all’interno del corpo materno, risalgono ai rettili marini del Giurassico, al massimo 180 milioni di anni fa.

I fossili finora rinvenuti nella regione di Gogo, nella parte nord-occidentale dell’Australia, hanno tessuti, muscoli e strutture nervose ancora integri, come se fossero morti da poco. L’esemplare appena scoperto contiene al suo interno un piccolo embrione perfettamente conservato. Finora, ammette John Long, coordinatore della ricerca , la presenza di giovani pesci nella pancia di pesci più grandi della stessa specie è stata interpretata come un atto di cannibalismo. Nel caso del Materpiscis attenboroughi, però, gli scienziati hanno escluso questa ipotesi per due motivi: innanzitutto, il pesce più piccolo è intero e le sue ossa non hanno subito alcun tipo di frattura, come invece sarebbe stato naturale se fosse stato ingerito e “digerito”;inoltre, è ancora visibile un sottile cordone ombelicale che lo lega alla madre.

Finora erano in molti a ritenere che in alcune specie di placoderma la fecondazione avvenisse all’interno degli organi sessuali femminili, ma, come sottolinea Per Ahlberg dell’università di Uppsala, fecondazione interna non significa necessariamente viviparità, visto che molti squali depongono comunque le uova dopo essere stati fecondati all’interno. La presenza dell’embrione, d’altro canto, non lascia adito a dubbi: alcuni placoderma erano vivipari, ossia partorivano prole libera dall’uovo.

1. John A. Long, Kate Trinajstic, Gavin C. Young Tim Senden “Live birth in the Devonian period”, Nature 453, 650-652 (29 May 2008)

Veronica Rocco

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