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L'arte di Dio e della Natura

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Alla Sapienza la prima esposizione al mondo dell’Arte di Dio e della Natura, grazie alla donazione del filantropo triestino, Commendator Primo Rovis

Roma potrà esibire la prima esposizione al mondo dell’Arte di Dio e della Natura grazie alla generosità e alla lungimiranza del Comm. Primo Rovis, filantropo triestino di origini istro-carniche e principale benefattore del capoluogo giuliano, che ha così voluto manifestare concretamente il profondo amore per l’Italia, nonché l’ammirazione e la stima verso il principale ateneo nazionale. Con tale apporto di minerali e fossili dalle dimensioni assolutamente al di fuori del comune (trasportati con un TIR completo), quello romano diverrà un polo scientifico di grande richiamo per il turismo internazionale.

La donazione è avvenuta con cerimonia solenne nell’Aula Magna dell’Università, alla presenza del Rettore Luigi Frati e del Presidente della Fondazione Roma Sapienza Renato Guarini, il 17 giugno, in occasione della prima manifestazione pubblica organizzata dalla Fondazione per la consegna di borse e premi di studio.
Nella circostanza il Comm. Rovis, dopo un discorso di ringraziamento sottolineato da applausi, in segno di riconoscenza ha ricevuto dalle mani del Rettore la medaglia d’argento dell’ateneo e copia della bolla pontificia di fondazione “Studium urbis”.

La donazione conta oltre 300 esemplari assolutamente al di fuori del comune per spettacolarità, colori e dimensioni. Tra i pezzi pregiati alcune sezioni di legno fossile della foresta pietrificata dell’Arizona, ricavate da alberi pietrificati di 220 milioni d’anni (Triassico). Di particolare fascino risulta la grande sezione di Araucaria fossile di circa 2 metri di lunghezza, come pure un enorme geode di quarzo citrino di oltre 1 tonnellata di peso. Arricchiscono la collezione grandi sezioni di geodi d’agata e druse d’ametista, quarzi rosa, cristalli di gesso e calcite, granati e malachite, tormalina e lapislazzuli. Non mancano alcuni fossili davvero imponenti come trilobiti, ammoniti e alghe stromatoliti. Quest’ultime, d’età compresa tra 2 a 4 miliardi d’anni (Precambrico), costituiscono in assoluto le prime forme di vita sulla Terra. Completa la ricca rassegna una serie pregevole di sfere minerali di ogni specie e diametro. Gli esemplari provengono da tutto il mondo, in particolare dal Sudamerica.

Uno dei principali intenti della donazione è che «possa promuovere nei confronti delle nuove generazioni l’interesse scientifico e spirituale che queste testimonianze offrono nell’intera storia dell’Universo sin dalle sue origini».
Anche perché, come dice lo stesso Rovis, «prima viene l’opera del Creatore e poi quella dell’uomo».

L’esposizione della donazione di Rovis sarà gestita nell’ambito delle collezioni dell’antico Museo di Mineralogia della  Sapienza, dal direttore Adriana Maras e dai docenti Vincenzo Ferrini e Alberto Prestininzi.

Una simile esposizione avrebbe dovuto essere allestita presso l’Università Lomonosov di Mosca (che ospita 41 facoltà ed è stata fondata nel 1755 da Elisabetta di Russia) entro tre nuovi edifici costruiti dalle ditte di Oleg Deripaska. Il magnate russo si era già accordato con Rovis, dopo aver inviato per due settimane a Trieste alcuni suoi specialisti fidati per scegliere e acquistare gli esemplari. A causa del crollo improvviso del 70% della Borsa di Mosca, Deripaska comunicò tramite e-mail di non poter far fronte agli impegni presi per un periodo indeterminato.

Dopo essersi consultato con il suo amico rettore dell’ateneo moscovita Viktor Sadovnichiy e averne ricevuto il benestare, visti gli ottimi rapporti istituzionali tra l’ateneo russo e quello italiano, Rovis ha contattato la Sapienza di Roma mediante l’interessamento dell’amico fraterno, l’Ammiraglio Sergio Biraghi (già capo della Marina Italiana e consulente militare del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi).

Grazie all’appoggio e alla «grande stima per un uomo vero» espressagli dal magnifico Rettore prof. Luigi Frati, sono poi state impostate proficue relazioni con i docenti Ferrini, Maras e Prestininzi che hanno apportato in pochi mesi risultati concreti.

Dopo 40 anni di incredibili successi e riconoscimenti internazionali nel settore del caffé (che lo hanno portato negli anni ’80 a essere tra i primi 20 contribuenti d’Italia) Primo Rovis è attualmente proprietario della più completa collezione di minerali e fossili al mondo. “Ipanema Rovis” risulta composta da oltre 40.000 pezzi, dei quali il 60% è abnorme, non contemplato in alcuna enciclopedia classica o multimediale e abbisogna di nuovi studi ed analisi approfondite.
Come riportato anche nell’atto ufficiale della donazione, «il fine è quello di permettere, per la prima volta al mondo, che nella meravigliosa città di Roma tutti possano ammirare la bellezza unica delle creazioni della Natura definite “Arte di Dio”».

Il Museo di Mineralogia della Sapienza fu fondato il 13 novembre 1804 da Papa Pio VII con il breve "Uberes dum menti nostrae" ed è oggi uno dei più importanti d’Europa. Venne inaugurato nel 1806 presso la sua prima prestigiosa sede: il palazzo della Sapienza.
La collezione, composta da 30.000 esemplari di minerali (per un totale di 2.500 specie), meteoriti e gemme, grazie alla donazione del Comm. Rovis è oggi senza dubbio una delle più importanti d'Europa per rarità, bellezza e dimensioni dei campioni conservati.

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Stanze d’artista. Capolavori del ’900 italiano

Sironi, Martini, Ferrazzi, de Chirico, Savinio, Carrà, Soffici, Rosai, Campigli, Marini, Pirandello e Scipione

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14 aprile - 1° ottobre 2017

 Non solo luoghi ideali bensì stanze reali in cui l’arte della prima metà del Novecento è raccontata da dodici dei suoi maggiori esponenti: Mario Sironi, Arturo Martini, Ferruccio Ferrazzi, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Ottone Rosai, Massimo Campigli, Marino Marini, Fausto Pirandello e Scipione. Stanze d’artista. Capolavori del ’900 italiano, la mostra ospitata dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma dal 14 aprile al 1° ottobre 2017, dedica a ciascuno uno spazio esclusivo in cui alle opere sono affiancate le parole degli autori, tratte dai loro diari, lettere e scritti teorici o critici, così da offrire un commento critico quale migliore non potrebbe essere provenendo dalla stessa fonte creativa dei capolavori presentati.

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