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Segnali dalle fusioni stellari

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Segnali elettromagnetici come conseguenza della fusione fra due stelle di neutroni: i risultati di un nuovo studio pubblicato su Nature.

Con una massa pari all’incirca a quella del Sole, ma con un diametro di appena 10 km, le stelle di neutroni sono fra gli oggetti più compatti dell’Universo. Estremamente interessanti se considerate singolarmente, lo sono ancora di più se sono in coppia. Per due stelle di neutroni appartenenti a un sistema binario, ovvero in orbita l’una intorno all’altra, l’attrazione può letteralmente diventare fatale, tanto da portare a una fusione. A queste fusioni si accompagna rilascio di massa, che avviene a regimi  sub e moderatemente relativistici. È a quest’ultimo tipo di rilasci che, secondo i risultati esposti da Ehud Nakar e Tsvi Piran in un articolo pubblicato sulla rivista Nature, sono associate delle emissioni radio. Queste vengono prodotte nel momento in cui le espulsioni di massa interagiscono con il materiale circostante. Si tratta di veri e propri “bagliori” alle lunghezze d’onda radio: possono persistere per settimane e, soprattutto, sono misurabili. Nakar e Piran hanno preso in esame uno specifico segnale radio transiente, denominato RT 1987042211: analizzandone le proprietà, i due ricercatori hanno verificato la piena corrispondenza con quanto previsto dalla loro teoria. Con tutta probabilità quindi, il segnale radio in questione si confermerebbe essere conseguenza di un “merging”, una fusione, fra stelle compatte. È una prova osservativa di quanto predetto dai modelli teorici che potrebbe portare anche oltre, verso la rilevazione delle elusive onde gravitazionali. Previste dalla teoria, ma non ancora rilevate, queste onde si svilupperebbero anche in seguito al collasso di un sistema binario di stelle di neutroni. 

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