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BIODIESEL DA ALGHE MARINE

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Ogs firma un accordo di collaborazione con l’università argentina di Mar del Plata. TRIESTE - Iginio Marson, presidente dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale-Ogs, ha da poco firmato un accordo quadro di cooperazione scientifica con l’Università tecnologica nazionale (Utn) di Mar del Plata (Argentina), per la produzione efficiente di biodiesel da alghe marine. L’accordo è stato siglato nell’ambito della visita in Argentina di una delegazione italiana guidata dal ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha incontrato il ministro degli Esteri argentino Hector Timerman al fine di riattivare la Commissione mista economica bilaterale.  Il progetto di collaborazione tra Ogs e Utn prevede la ripartizione degli ambiti di ricerca sulla base delle rispettive competenze. All’Ogs spetterà il compito di selezionare ceppi di microalghe particolarmente adatti alla produzione del biodiesel. Oltre a ciò i ricercatori di Trieste dovranno testare diversi protocolli sperimentali per individuare le condizioni di temperatura e luminosità più adatte alla proliferazione delle alghe, studiando anche un terreno di coltura ottimale in cui questi organismi possano produrre quantità consistenti di acidi grassi da cui ricavare il biodiesel. In seconda battuta i chimici del laboratorio triestino svolgeranno le analisi necessarie per individuare tipologie e quantità specifiche di ciascun acido grasso prodotto dalle alghe.  Ai colleghi argentini, invece, toccherà il compito di sviluppare una tecnologia per la produzione massiva (scaling-up) dei ceppi di alghe individuati in Italia, oltre alla sperimentazione di terreni di coltura alternativi, come l’utilizzo di residui cloacali, che permetterebbe di ridurre i costi di laboratorio riutilizzando prodotti di scarto ovviamente molto abbondanti e di facile reperibilità. Il biodiesel è un combustibile liquido, trasparente e di colore ambrato, che si può ottenere da oli vegetali (colza o soia) alghe e grassi animali. Tra i vantaggi che comporta il suo uso: biodegradabilità, buona resa energetica e buone prestazioni nei veicoli e negli impianti di riscaldamento. Inoltre, la coltivazione delle alghe non compete con la produzione di varietà vegetali a uso alimentare, e secondo alcune stime la resa possibile si aggirerebbe tra i 1000 e i 20.000 litri di biocarburante per ettaro (a seconda della specie di alga coltivata). Problemi ancora aperti sono, naturalmente, l’ottimizzazione dei processi e il contenimento dei costi.  Va rilevato però che molti gruppi italiani – Telecom, Enel, Iveco-Fiat, Finmeccanica – hanno effettuato investimenti di rilievo nel mercato argentino, ed è importante che anche le collaborazioni scientifiche siano vitali e solide, come quella recentemente avviata da Ogs, oltre che proiettate su temi importanti per il futuro di tutti. 

Flash News

La Rete di ricerca ecologica a lungo termine (Lter), coordinata per l’Italia dal Consiglio nazionale delle ricerche, ha raccolto e analizzato numerose serie di dati sul lungo periodo relativamente a ecosistemi montani e acquatici: aumentano le temperature di suoli e acque e, con esse, la copertura vegetale e la presenza di specie termofile. I risultati dell’indagine aiutano a comprendere i cambiamenti climatici in atto e il peso dell'impatto antropico

 

Negli ultimi due decenni la copertura vegetale nelle aree montane è aumentata e, con essa, la durata della stagione vegetativa e la presenza di specie ‘termofile’, cioè legate a climi più miti. Sono alcuni dei dati che emergono dalle ricerche di Lter Italia, la Rete di ricerca ecologica a lungo termine che svolge indagini multidisciplinari in materia ambientale su scale temporali pluridecennali. Presente in tutto il mondo, la Rete in Italia conta 25 siti e 80 stazioni di ricerca distribuite su tutto il territorio nazionale, ed è coordinata dal Consiglio nazionale delle ricerche attraverso il Dipartimento di scienze del sistema Terra e tecnologie per l’ambiente (Dta-Cnr).

La rivista internazionale Science of the Total Environment ha dedicato un volume speciale alle ricerche delle Reti Lter: due gli studi a firma italiana, nei quali sono coinvolti, in particolare, gli Istituti Cnr per lo studio degli ecosistemi (Ise), per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (Isafom) e di scienze marine (Ismar).

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