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Spagna. Ordinata la chiusura di una centrale nucleare Enel

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Ultim'ora anti-nucleare. La Corte Suprema spagnola ha deciso di anticipare al 2013 la chiusura della centrale nucleare di Santa Maria di Garona, a 240 chilometri da Madrid. La nostra richiesta, sostenuta anche da altre associazioni ambientaliste e dallo stesso Governo spagnolo, è stata accettata. Entrata in funzione nel 1971, la centrale di Garona è di proprietà di Iberdola ed Endesa, la più grande società elettrica in Spagna acquistata da Enel nel 2007. Utilizza un reattore nucleare del tipo BWR (reattore ad acqua bollente) da 466MW, lo stesso usato nel reattore numero 1 della centrale di Fukushima in Giappone.

La centrale doveva chiudere già a luglio 2009 ma, pochi giorni prima della data fissata, il ministro dell'Industria spagnolo ha concesso un’estensione della licenza di quattro anni.

La società proprietaria, Nuclenor, poi ha chiesto un'ulteriore estensione fino al 2019. Richiesta negata oggi dalla Corte Suprema. La sentenza della Corte ribadisce, inoltre, il diritto del Governo di stabilire la chiusura delle vecchie centrali per promuovere i piani nazionali di sviluppo delle energie rinnovabili.

Questa vicenda dimostra come l'industria nucleare cerchi in tutti i modi di fare profitti, tentando di allungare la vita di centrali come quella di Garona, una delle più vecchie e pericolose ancora in funzione in Europa.

Centrali come queste devono chiudere subito: gli interessi economici non possono mettere a rischio la sicurezza delle persone.

In Europa, come nel resto del pianeta, il nucleare è una tecnologia superata. Solo due nuove centrali sono in costruzione - in Finlandia e in Francia – mentre quelle vecchie non verranno rimpiazzate e decine chiuderanno nei prossimi anni.

L'unica strada percorribile, anche qui in Italia, è sviluppare un piano energetico e di investimento basato sulle fonti rinnovabili e sull'efficienza energetica.

Flash News


Legambientefvg.it   comunicato stampa 1 aprile 2013 - Krško 2, una centrale nucleare in zona sismica



Abbiamo pubblicato questo comunicato di Legambiente del Friuli Venezia Giulia del 2013 per sottolineare, come già da tempo i mezzi di informazione avevano sottolineato la pericolosità della centrale nucleare di Krško posta nei pressi della faglia di Pivka .
"Bocciato dall’Istituto per la sicurezza nucleare francese il raddoppio dell’impianto. Legambiente chiede ai candidati presidenti di pronunciarsi durante la campagna elettorale. L’istituto francese per la sicurezza nucleare, chiamato dalla Slovenia ad esprimersi sul progetto di nuova centrale nucleare in Slovenia, afferma – confermando per altro studi già noti – che l’area di  Krško risulta essere sensibile ai movimenti tellurici. Il progetto, infatti, prevede di abbinare all’esistente una seconda centrale di ben 1.600 megawatt di potenza installata, pari a tre volte l’impianto esistente.

Legambiente, insieme all’intero mondo ambientalista, sostiene da sempre la pericolosità della centrale di Krško proprio per il motivo sollevato dai francesi i quali, è noto, sono fra i costruttori di centrali e si suppone conoscano i problemi connessi alla loro sicurezza. Questo conferma l’assurdità di procedere alla triplicazione, in termini energetici, dell’attuale centrale che dista solo 100 km in linea d’aria dal Friuli Venezia Giulia e solo 5 da Zagabria, capitale della Croazia, che partecipa alla realizzazione della nuova centrale.

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