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Sequestro record di zanne d'avorio in Cina

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Nei giorni scorsi in Cina le autorità hanno realizzato un sequestro record di ben 2.748 zanne d’avorio, che sono il risultato del massacro di 1.374 elefanti. Ne da notizia il Network TRAFFIC, di cui fa parte anche il WWF oltre alla IUCN. Il commercio illegale di specie selvatiche - stimato per un valore di quasi 20 miliardi di dollari USA l'anno - sta devastando alcuni degli animali più preziosi al mondo, come i pangolini (uccisi per il commercio delle loro scaglie), tigri, rinoceronti ed elefanti, ma anche rari alberi come il palissandro e il teak.


Circa 20.000 elefanti africani vengono uccisi ogni anno, 55 al giorno, a causa del commercio illegale di avorio. La popolazione di elefanti e’ ridotta al 10% rispetto ad un secolo fa, mentre la Tanzania – un tempo vero e proprio paradiso degli elefanti - ne ha persi il 60% solo negli ultimi 5 anni.
"Il massacro di elefanti per il commercio dell’avorio è uno dei crimini più orrendi di cui si possa macchiare la nostra specie nei riguardi degli altri animali - ha detto Isabella Pratesi, Direttore Conservazione WWF Italia - . Il recente sequestro in Cina dimostra che questa strage è ancora oggi all’ordine del giorno e che i responsabili continuano a operare con troppi pochi ostacoli. Questo anche perché molti paesi, come l’Italia, consentono ancora oggi di commerciare l’avorio che corrisponda a certe caratteristiche. Ma anche se antico, o precedente all’applicazione di leggi più recenti, il commercio cosiddetto “legale” di avorio rischia comunque di nascondere e facilitare il bracconaggio”.


La Cina e la Francia hanno chiuso i loro mercati interni dell’avorio, ora tocca all’Italia, terzo esportatore di avorio al mondo. Ecco perché WWF YOUng e IFAW hanno lanciato una petizione rivolta al ministro Costa, chiedendo il bando totale dell’avorio in Italia. La petizione ha già raccolto oltre 57.000 firme.

“Nell’ultima conferenza internazionale sul wildlife trade il WWF ha sottolineato la necessità di affrontare il commercio illegale come un vero e proprio crimine organizzato, lavorare in collaborazione con nuovi partner e raddoppiare gli sforzi per ridurre la domanda di prodotti derivanti dalla natura. Anche il ruolo essenziale delle comunità locali è emerso con forza come tema unificante, mentre i ranger che operano sul campo devono essere messi in condizione di fronteggiare i criminali con mezzi e attrezzature adeguati”. Il WWF, dal canto suo, sta lavorando in collaborazione con governi, forze dell'ordine, aziende, altre ONG e organizzazioni internazionali per porre fine al commercio illegale di avorio.

Flash News

E’ stata scoperta in Australia la più antica “mamma” fossile del pianeta. Ha 380 milioni di anni ed è una femmina di Placoderma, rinvenuta nell’area di Gogo con un piccolo embrione e il cordone ombelicale ancora attaccato. Il Placoderma è un tipo di vertebrato ormai estinto, molto simile agli attuali pesci, che visse tra il Siluriano superiore e il Devoniano superiore. La scoperta è sorprendente perché l’esemplare, ribattezzato Materpiscis attenboroughi in onore del documentarista David Attenborough, appartiene ad una specie finora sconosciuta e costituisce la più antica testimonianza di una nascita nel regno animale. Le più antiche tracce giunte fino a noi di animali vivipari, ossia animali i cui embrioni vengono protetti all’interno del corpo materno, risalgono ai rettili marini del Giurassico, al massimo 180 milioni di anni fa.
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