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Cambiamo agricoltura per trasformarla in Green Economy

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Nella sessione tematica di approfondimento e di consultazione degli Stati Generali della Green Economy in corso presso la Fiera di Rimini, dedicata al tema “La Green Economy nell’agricoltura italiana e la nuova Politica Agricola Comune (PAC)”, è stato presentato e discusso un documento che riassume i risultati di un Tavolo di lavoro del Consiglio Nazionale della Green-economy che in questi ultimi mesi ha favorito il confronto sulla riforma della PAC tra alcune Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura (WWF, Lipu, Legambiente, FederiBio e AIAB), le tre maggiori Associazioni agricole (Coldiretti, CIA e Confagricoltura), gli Istituti di ricerca ISPRA e CREA ed i due Ministeri Agricoltura e Ambiente.


La Coalizione #CambiamoAgricoltura si ritiene soddisfatta per alcune proposte presenti nel documento discusso ieri pomeriggio che riprendono il proprio decalogo per la nuova PAC post 2020.
“Vi sono una parte dei punti prioritari individuati coincidenti con le nostre richieste, per un cambio di rotta dell’agricoltura europea post 2020 ed in particolare l’obbligatorietà degli ecoschemi, l’obiettivo di un aumento significativo di sostegno per l’agricoltura biologica e il passaggio al primo pilastro dell’indennità Natura 2000 e del mantenimento dell’agricoltura biologica, lasciando allo Sviluppo Rurale il compito essenziale di promuovere la conversione ecologica dell’agricoltura verso modelli e strutture più sostenibili”.


L’auspicio della Coalizione #CambiamoAgricoltura è che queste specifiche proposte siano portate dai decisori politici italiani nell’ambito del negoziato in corso tra Commissione, Consiglio e Parlamento dell’Unione Europea, per l’approvazione della riforma della PAC prima delle elezioni europee del 2019.
Durante il dibattito, dopo la presentazione del documento del Consiglio Nazionale della Green Economy, le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura, hanno posto inoltre l’accento anche su alcuni punti del dibattito dove le distanze sono ancora notevoli. “Un esempio per tutti. Non si possono mettere sullo stesso piano fra le forme più avanzate ed efficaci di agricoltura sostenibile, l’agricoltura biologica e biodinamica che non utilizzano prodotti di sintesi chimica e l’agricoltura conservativa che fa largo uso di glifosato, classificato come probabile cancerogeno- affermano le Associazioni.”
L’agricoltura dovrebbe essere l’eccellenza della Green Economy ma oggi non è così.

Il modello agricolo prevalente è lontano da quella sostenibilità economica, sociale ed ambientale che rappresenta l’obiettivo strategico per l’economia verde.
A livello globale l’agricoltura contribuisce a circa il 25% delle emissioni di gas climalteranti, l’allevamento intensivo è responsabile in Italia dei 2/3 delle emissioni climalteranti del settore agricolo e di oltre il 90% delle emissioni atmosferiche di ammoniaca, inquinante atmosferico da cui deriva il PM10 secondario. L’agricoltura è indicata anche come la principale causa di perdita della biodiversità naturale, insieme alla trasformazione degli habitat.
Ma non tutta l’agricoltura è “grigia”. Esistono modelli agricoli che collocano questo settore primario a pieno titolo nella Green Economy più innovativa, efficiente ed efficace per un autentico sviluppo sostenibile. E’ quell’agricoltura che imita la natura e si integra benissimo con essa, seguendo i principi dell’agroecologia, sposando le pratiche tradizionali con l’innovazione e la precisione del digitale. E’ l’agricoltura che rinuncia alla chimica di sintesi e punta con determinazione al biologico e al biodinamico.
È, per questo, importante nei prossimi mesi proseguire il confronto tra le Associazioni di categoria degli agricoltori e le organizzazioni della società civile e delle filiere agricole che già si riconoscono nell’agroecologia, creando ponti e non alzando muri, per valorizzare le posizioni comuni e condivise tra i diversi attori istituzionali, economici e sociali, per difendere il ruolo dell’agricoltura nella Green Economy. Serve per questo una vera riforma della PAC capace d’immaginare il futuro, evitando un pericoloso ritorno al passato.

Flash News

 

Sabato 19 maggio 2018 l’arte a Roma resta accesa fino alle 2 di notte per la nuova edizione de “La Notte dei Musei”, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

La manifestazione, che si svolgerà in contemporanea in 30 paesi europei, coinvolge quest’anno nella Capitale oltre 50 spazi - tra musei civici e statali, università pubbliche e private, istituzioni italiane e straniere, altri siti espositivi e culturali - che apriranno eccezionalmente al pubblico le proprie sedi dalle 20 fino alle 2 di notte (ultimo ingresso ore 01.00) con spettacoli, mostre, eventi e iniziative speciali, offrendo a cittadini e visitatori una festa straordinaria dedicata all’arte e alla cultura, con un biglietto d'ingresso simbolico pari a 1 euro oppure ad ingresso completamente gratuito, dove espressamente previsto.

Tra i principali spazi coinvolti: Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Museo dell'Ara Pacis, Museo delle Mura, Museo di Roma Palazzo Braschi, Museo di Roma In Trastevere, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Musei di Villa Torlonia, Galleria d’Arte Moderna di Roma, Mercati di Traiano, Museo Carlo Bilotti, Museo Pietro Canonica, Museo Napoleonico, Museo Civico di Zoologia, Museo di Casal De’ Pazzi, Protomoteca, Palazzo delle Esposizioni, Museo Archeologico e Museo Aristaios dell'Auditorium Parco della Musica, Polo Museale Atac, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, Chiostro del Bramante, Complesso del Vittoriano, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Maxxi, Musia Living&Arts, Wegil, Accademia Nazionale di San Luca, Accademia Americana, Accademia di Romania, Reale Accademia di Spagna, Accademia d’Ungheria, Accademia d’Egitto, Ambasciata Greca, Istituto Svizzero, Casa di Goethe, Casa Museo Accademia Musumeci Greco, Istituto Superiore Antincendi, Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Università degli Studi Roma Tre, Università degli Studi eCampus, Lumsa.

Anche i musei statali, i complessi monumentali, le aree e i parchi archeologici MiBACT di Roma partecipano all’iniziativa con apertura serale di 3 ore al costo simbolico a 1,00 euro.  Tra gli spazi eccezionalmente aperti, oltre alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma e il MAXXI, alcuni siti del Parco Archeologico dell'Appia Antica, tra cui: l’Antiquarium di Lucrezia Romana, il sito di Capo di Bove, il Mausoleo di Cecilia Metella e il Castrum Caetani, il Sepolcro Barberini (Parco Tombe Latine). Per info sui luoghi statali che aderiscono e sugli orari vedi www.beniculturali.it/nottedeimusei2018

Molte le mostre visitabili con ingresso al museo pari a 1 euro o completamente gratuito.

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