Questo sito utilizza cookie per implementare la tua navigazione e inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più clicca leggi

Sei qui: HomeAutori Agenziadistampa.euNotizieUna slot per amica: solitudine ed esclusione sociale spingono a giocare di più alle slot machine

Una slot per amica: solitudine ed esclusione sociale spingono a giocare di più alle slot machine

Valutazione attuale:  / 0
ScarsoOttimo 


L’essere esclusi dagli altri o addirittura emarginati dalla società può essere un fattore di rischio per lo sviluppo del gioco d’azzardo patologico. Fra le categorie più a rischio anziani, disoccupati e stranieri. Secondo la tesi dei ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca, questo avviene perché l’isolamento porta a creare delle relazioni parasociali, cioè che simulano le relazioni fra esseri umani per compensare la mancanza di interazioni con le persone: queste relazioni parasociali possono svilupparsi anche con con oggetti inanimati quali le slot machine, cosa che diventa ancor più probabile nel caso vi si attribuiscano qualità umane, come la volontà di decidere gli esiti di gioco.

È su questi aspetti che si concentra la ricerca sperimentale condotta dal gruppo di ricerca dell’Università di Milano-Bicocca composto da Luca Pancani, Paolo Riva e Simona Sacchi, docenti presso il Dipartimento di Psicologia. L’articolo è stato pubblicato sulla rivista Journal of Gambling Studies con il titolo “Connecting with a Slot Machine: Social Exclusion and Anthropomorphization Increase Gambling” (DOI: 10.1007/s10899-018-9784-9).

Attraverso due studi sperimentali in laboratorio, i ricercatori hanno chiesto ad alcuni partecipanti di giocare con una slot machine on-line, indagando se l’esclusione sociale e l’antropomorfizzazione della slot machine potessero influenzare il numero di giocate in due campioni formati da persone che abitualmente non giocano. In breve è stato mostrato – per la prima volta tramite un’approccio sperimentale – come l’esclusione sociale possa essere considerata un fattore di rischio per lo sviluppo del gioco d’azzardo patologico.

Il primo esperimento ha mostrato che anche solo ripensare e descrivere una situazione in cui si è provato dolore sociale (ad esempio, circostanze in cui si è stati ignorati o esclusi da altre persone) è condizione sufficiente ad influenzare la successiva interazione con la slot machine, portando a un numero di giocate quasi doppio rispetto a coloro ai quali era stato chiesto di descrivere situazioni in cui avevano provato dolore fisico o un pomeriggio qualsiasi.

Con il secondo esperimento i ricercatori hanno voluto approfondire questi risultati e indagare se l’esclusione sociale potesse in qualche modo interagire con l’antropomorfizzazione della slot machine, ovvero la sua percezione come un essere senziente, quasi umano. La percezione dell’esclusione sociale è stata evocata tramite Cyberball, un paradigma sperimentale che simula un gioco di passaggi di palla fra il partecipante e altri due giocatori in una di due condizioni: inclusione (il partecipante riceve la palla tante volte quanto gli altri giocatori) o esclusione (il partecipante riceve la palla solo un paio di volte all’inizio del gioco, poi non la riceve più). La percezione dell’antropomorfizzazione è stata manipolata descrivendo la slot machine come una macchina che funziona in base ad algoritmi matematici prestabiliti (basso antropomorfismo) oppure come una macchina che, a seconda della situazione, può decidere se far vincere o perdere chi ha davanti (alto antropomorfismo).

I risultati hanno mostrato che questi due fattori, l’esclusione sociale e “l’umanizzazione” della macchina, interagiscono tra loro nel determinare i successivi comportamenti nei confronti del gioco d’azzardo: i partecipanti socialmente esclusi e che avevano ricevuto la descrizione ad alto antropomorfismo hanno giocato più del doppio rispetto a coloro che erano stati inclusi e avevano letto la descrizione a basso antropomorfismo.

La ricerca fornisce indicazioni che potranno essere utili sia per lo sviluppo di politiche sociali, sia per la pratica clinica nella lotta al gioco d’azzardo patologico. Secondo gli autori dello studio è importante promuovere interventi di inclusione che riducano l’effetto di “tassa regressiva” (un onere che pesa in modo particolare sulle fasce più povere ed emarginate della popolazione) proprio di questa forma di gioco d’azzardo, basato sull’uso della slot machine. Inoltre, gli stessi studiosi ritengono che sia fondamentale cercare di ridurre la tendenza delle persone ad attribuire qualità tipiche della mente umana – come la volontà – a macchine governate da algoritmi matematici.

«Nonostante questo sia fra i primi articoli che mostrano l’influenza diretta dell’esclusione sociale sul gioco d’azzardo con una metodologia sperimentale rigorosa – spiega Luca Pancani, ricercatore in Psicologia all’Università di Milano-Bicocca – è già possibile trarre alcune conclusioni in grado di orientare la ricerca futura sul tema. L’emarginazione resta un problema grave nel nostro Paese: l’Italia detiene il record europeo di slot machine pro-capite, una ogni 143 abitanti, e le caratteristiche estetiche di queste macchine sono già orientate ad indurre una loro maggiore antropomorfizzazione. Questi fattori, alla luce dei risultati del nostro studio, richiedono una forte attenzione al fenomeno sia a livello di ricerca, sia in termini di politiche sociali, in modo da affrontare e contrastare efficacemente il problema del gioco d’azzardo patologico».

Flash News

 

10 febbraio – 10 giugno 2018

Complesso Monumentale San Giovanni – Addolorata

Sala delle Donne

Piazza di San Giovanni in Laterano 74

Dopo il grande successo di pubblico e di critica ottenuti dalle mostre al Complesso di Santo Stefano al Ponte a Firenze, al MUDEC di Milano ed alla Reggia di Caserta (oltre 270.000 visitatori complessivi), dal 10 febbraio al 10 giugno 2018 Klimt Experience approdaa Roma nella scenografica cornice della Sala delle Donne, presso il Complesso Monumentale di San Giovanni Addolorata, gioiello dell’architettura romana della seconda metà del XVII secolo recentemente riportato a nuovo splendore da un’accurata opera di restauro.
Prodotto ed organizzato da Crossmedia Group, l’evento espositivo è proposto in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera San Giovanni – Addolorata, con il patrocinio del Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo, del Comune di Roma, delForum di Cultura Austriaco e con la partnership di Trenitalia.

Leggi tutto...

Cerca nel Sito

Archivio Agenziadistampa 2001-2012

Per Visitare il vecchio archivio Articoli di Agenziadistampa.eu andate alla pagina www.agenziadistampa.eu/index-archivio.html

Scienzeonline.com
Autorizzazione del Tribunale di Roma n 227/2006 del 29/05/2006 Agenzia di Stampa a periodicità quotidiana - Pubblicato a Roma - V. A. De Viti de Marco, 50 - Direttore Responsabile: Guido Donati.

Agenziadistampa.eu - tvnew.eu
Direttore Responsabile Guido Donati
Autorizzazione del Tribunale di Roma n 524/2001 del 4/12/2001 Agenzia di Stampa quotidiana - Pubblicata a Roma - V. A. De Viti de Marco, 50

Free business joomla templates