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BALLA DIPINSE - Paesaggi e figure 1907-1956

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BALLA DIPINSE - Paesaggi e figure 1907-1956

a cura di Fabio Benzi

Galleria Aleandri Arte Moderna

inaugurazione: domenica 26 febbraio 2017, dalle ore 11.30 alle ore 19.00

mostra: 27 febbraio-2 aprile 2017

orario: lunedi - sabato 9.00-18.00, domenica chiuso.

 

La Galleria Simone Aleandri Arte Moderna inaugura domenica 26 febbraio 2017 alle ore 11.00 presso lo spazio espositivo in Piazza Costaguti 12 a Roma (quartiere ebraico dell'Urbe), la Mostra Balla Dipinse dedicata alla produzione figurativa di Giacomo Balla. L'ambizioso obiettivo dell'esposizione è mettere in luce gli aspetti meno noti e non adeguatamente approfonditi dalla critica, del ritorno alla pittura di figura e paesaggio dell'artista, contestualmente alla sua più nota produzione futurista. Tale passaggio non rappresentò, inizialmente, l'uscita di Balla dal movimento di Marinetti, che fu successiva ed accuratamente indagata dal curatore, ma una coraggiosa ricerca d'avanguardia in seno al futurismo stesso.

La parabola figurativa del Maestro torinese, romano d'adozione, è descritta nel percorso espositivo della Mostra in tutto il suo arco cronologico, dalle opere giovanili Ritratto del pittore Giorgio Szoldatics (1907), Ritratto del Duca Onorato Lovatelli (1912), Ritratto della nipote Laura Marcucci (1913) fino ai disegni a china, spesso montati a trittico, realizzati nei duri giorni della malattia che lo condusse alla morte, in cui Balla rielaborò a memoria paesaggi a lui cari, quali il ponticello di Veio nei pressi di Roma, vedute del Tevere "fuori porta" e paesaggi alpini. Il punto focale della mostra è concentrato nel quindicennio tra la fine degli anni venti e i primi anni quaranta del secolo scorso, in cui l'artista si servì dei mezzi pittorici per realizzare opere di vivo realismo e di lettura immediata, alle volte ispirate ad immagini da rotocalco ad alta diffusione di massa. Balla, in alcuni casi, si avvalse perfino di uno stile pittorico simulante gli effetti del retino tipografico, secondo un nuovo concetto d'arte di Avanguardia che sembra antesignano della Pop Art americana, non percepito nella sua piena portata nè dai suoi contemporanei nè dalle generazioni successive. Sull'argomento si sofferma il curatore Fabio Benzi nel suggestivo, ispirato ed esaustivo saggio in catalogo, come lui stesso afferma nell'introduzione: "L'ultimo periodo di Balla, quello chiamato per così dire post-futurista o figurativo, non ha mai goduto di uno studio approfondito sulla sua natura e, soprattutto,sulle sue dinamiche,sul suo significato profondo, sulle intenzioni estetiche che hanno diretto l'artista nella sua ultima avventura."In mostra circa trenta opere (quadri ad olio, tempere, pastelli e disegni a china e matita) fra le quali ricordiamo i dipinti Colorluce (1924), Valle Giulia (1927), La prima foglia gialla (1938), Profilo controluce (1943),Splendore di Dalie (1945) .

Catalogo Edizioni Officine Vereia in Galleria

 

Galleria Aleandri Arte Moderna

Piazza Costaguti 12, 00186 Roma

inaugurazione: domenica 26 febbraio 2017, dalle ore 11.30 alle ore 19.00

mostra: 27 febbraio-2 aprile 2017

orario: lunedi.sabato 9.00-18.00, domenica chiuso.

Per informazioni:

www.aleandriartemoderna.com

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+39 0669314424

+39 3476309520

 

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ROMA VENERDÌ 11 OTTOBRE - ORE 11,00
PIAZZA MONTECITORIO



Con cinquanta “orsetti" di cartapesta, il WWF chiama all’azione tutte le istituzioni: restano solo 50 orsi bruni marsicani al mondo, garantiamo loro un futuro

Cinquanta orsetti di cartapesta, tanti quanti sono gli orsi bruni marsicani che vivono nell’Appennino centrale, venerdì 11 ottobre alle 11.00 invaderanno il piazzale di Montecitorio, di fronte alla Camera dei Deputati. Con questa iniziativa il WWF vuole richiamare l’attenzione su una specie unica che rischia di scomparire nel giro di pochi decenni.

L'orso bruno marsicano, simbolo della Natura d'Italia, è una sottospecie di orso bruno unica al mondo, ma anche la più minacciata: infatti oggi è presente solo con un nucleo relitto e isolato nel Parco D’Abruzzo, Lazio e Molise e nelle aree montane adiacenti dell'Appennino centrale. Bracconaggio, incidenti stradali, malattie portate dal bestiame domestico e frammentazione dell'habitat sono le cause principali della rarefazione di questo mammifero, che fino a pochi decenni fa viveva con numeri decisamente più elevati sulle montagne dell'Appennino centrale.

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