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Le défi de l’eau des villes africaines

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 L’accès à l’eau reste problématique pour les citadins d’Afrique subsaharienne. La mise en place conjointe de politiques publiques contextualisées et d'une gestion participative constitue un axe d’amélioration.   Le déficit d’accès à l’eau potable est l’un des risques majeurs de la prochaine décennie. Aujourd’hui, une personne sur dix dans le monde ne peut se procurer de l’or bleu 1. Les villes africaines sont d’autant plus concernées que le nombre de citadins en Afrique triplera d’ici 2050, passant de 346 millions à 1,1 milliard d’individus. Si les tendances se poursuivent, ces nouveaux arrivants s’installeront majoritairement dans les périphéries informelles, généralement dépourvues de services urbains de base, tel que l'accès à l'eau : à Nairobi par exemple, 75 % de la croissance urbaine actuelle se fait dans ces zones.

« Malgré cette perspective questionnant  la durabilité, des progrès ont été enregistrés ces dernières années en termes d’accès à l’eau, souligne la socio-démographe Stéphanie Dos Santos. Dans le monde, 91 % des individus ont aujourd’hui accès à une source d’eau dite améliorée 2, contre 76 % en 1990. En milieu urbain, les progrès ont toutefois été très modestes, passant de 95 à 96 % de la population ayant accès à l'eau sur la même période. Ces résultats cachent en outre des disparités régionales importantes, les recherches sur le milieu urbain étant encore peu nombreuses. Ainsi, selon les statistiques internationales 3, 99 % des habitants de Ouagadougou auraient accès à l’eau potable. Or, en intégrant deux variables supplémentaires dans cette  mesure, soit la quantité d’eau disponible par personne et par jour et la distance au point d’eau, ce pourcentage est réduit de moitié. »  

Comment, dans cette situation, améliorer l’accès à l’eau ? D'abord, en le mesurant de manière plus fine. Des modes de gestion plus participatifs, incluant l'ensemble des parties-prenantes, pourraient ensuite permettre de mieux prendre en compte les spécificités locales. Par exemple, une approche « pro-poor » de tarification sociale de la consommation domestique d'eau a été promue il y a quelques années. L’eau devait coûter moins cher aux foyers qui consomment peu. « Cette vision, qui se voulait équitable, n’a notamment pas pris en compte la sociologie de la famille en Afrique, remarque la chercheuse. Le tarif social est en effet calculé en fonction de la consommation des ménages de petites tailles. Or, dans les villes africaines, la source d’eau est souvent installée dans une cour collective autour de laquelle vit une famille élargie, voire plusieurs familles. Ces personnes peuvent alors payer le mètre cube d'eau plus cher qu'une famille de type nucléaire disposant d'un certain niveau de vie et bénéficiant de plusieurs robinets à l'intérieur de son habitation. Cet exemple est illustratif de modèles pensés ailleurs que dans les contextes où ils sont implémentés. »

Autre exemple de gouvernance expérimenté : au Malawi, l’Etat intègre depuis 2006 l'ensemble des parties prenantes, telles que les associations de consommateurs et les communautés, au processus de gouvernance. Ce dispositif permet d’impliquer les populations, de prendre en compte leurs particularités et de trouver un compromis dans la gestion de l’eau, entre  marchandisation et bien commun. « Lagos, Ouagadougou ou Nairobi sont des villes très différentes en termes de ressources en eau, de gestion urbaine ou de croissance démographique, poursuit Stéphanie Dos Santos. Les variabilités sont trop nombreuses pour penser qu’un modèle unique puisse être adapté partout. »

Mieux connaître les ressources en eau et ses usages dans ces villes et améliorer les données existantes sont ainsi des impératifs. A l’heure du changement climatique et de l’urbanisation croissante, une approche interdisciplinaire est incontournable.

http://www.ird.fr/toute-l-actualite/actualites/actualites-generales/le-defi-de-l-eau-des-villes-africaines

Flash News

 Il PROGRAMMA

05 Agosto 2014
PIAZZA GAL / CARPINO FOOD FESTIVAL
CANTAR VIAGGIANDO - "Una valigia di ricordi"
"Un viaggio slow a bordo dei vagoni delle Ferrovie del Gargano"
In collaborazione con Gal Gargano
Ore 19.12 in viaggio tratta San Severo/Carpino
LUCA MORINO - "MorinoMigrante"
con degustazione di prodotti tipici regionali a bordo
PAESAGGI SONORI RURALI
Ore 21.00 Azienda Zootecnica FACENNA / CARPINO
LA TRANSGARGANICA "Cena/Spettacolo podolico"
DON PASTA e FRANCO ARMINIO "Cucina dell'anima e ruralità resistente" con la
partecipazione dei CICUTA QUARTET

PIAZZA GAL: FESTIVAL DELLA CULTURA RURALE
Gli eventi di informazione del Gal Gargano
“Quella che abbiamo messo in campo a Carpino – ha dichiarato il presidente, Francesco
Schiavone - è la dimostrazione della volontà del Gal Gargano di operare in sinergia con le
realtà del territorio. Un lavoro che, con un’attenta programmazione e con le sinergie
giuste, può dare nuovo valore alle aree interne ed alle tradizioni culturali del promontorio”.
“Gli obiettivi che ci eravamo prefissati nel PSL nella definizione di questa misura
d’intervento erano: incentivare le attività turistiche dando continuità logico-fisica fra l’offerta
turistica balneare e le risorse rurali; diffondere e valorizzare i prodotti, il patrimonio
naturale e la cultura del territorio; sviluppare la creazione di un sistema a rete tra tutti gli
operatori e le comunità. Riteniamo – ha concluso Schiavone - che con iniziative e
programmi come questi siamo sulla strada giusta”.

Station To Station. Lo storyteller Luca Morino chiude Cantar Viaggiando
Sull'esempio dei pioneristici happening nomadici che negli anni 70 si svolgevano negli
USA, le tappe di Cantar Viaggiando sono una festa di performance, visual, concerti e
prodotti tipici che da 4 anni viene organizzata dal Carpino Folk Festival sui treni delle
ferrovie del Gargano.

Un lavoro spumeggiante, fresco, intrigante dal punto di vista delle sonorità, intenso e
insinuante da quella dei testi, che disegnano storie senza confine, derive metropolitane,
racconti di vita. Il tutto con un sound energetico in cui rumba, electro-cumbia, reggae, rock,
ma anche spaghetti western e steampunk.

LA TRANSGARGANICA
Massari, cantori, cuochi, suonatori, agricoltori, custodi di sementi racconteranno,
condivideranno, suoneranno e cucineranno i sapori della terra da dove a sera si saluta il
sole.
Una lunga transumanza di persone si è incamminata verso il mondo per condividere storie
di pastori con la bocca d’armonica; voci di un dio verde che sopporta anche l’offesa sotto il
sole rovente che insegue vacche e capre; profumi di mani ammorbidite dal siero; litanìe di
graticci per fichi che si asciugano; parti di giovenche che manifestano sapienza.
Stanno arrivando e ci apparecchieranno una tavola per una serata di convivialità festosa.
E tra un piatto e l’altro il filo di comunità sarà svolto dalle musiche che suoneranno, dal
caciocavallo podolico che faranno sotto i nostri occhi, dai profumi che questo cucinare
diffonderà tra noi, dalle storie della transumanza che condivideremo.
E insieme mangeremo, danzeremo, canteremo e brinderemo.
Tutto per tessere tele di comunità.
Saranno con noi Giacomo, Dora, Maria Antonietta, Michele, Rocco e Luciano
CUCINA DELL'ANIMA E RURALITÀ RESISTENTE
Don Pasta selecter è un dj, economista, appassionato di gastronomia.
Il suo primo progetto, “Food sound system” è divenuto un libro, edito da Kowalski, e uno
spettacolo multimediale, in tournée tra Italia, Francia e Spagna, protagonista di importanti
eventi per l’Auditorium Parco della Musica di Roma, Slow Food on film, Taormina Arte,
Time in Jazz, Città del Gusto, Taste, Mescolanze Food Festival. A questo ha fatto seguito
nel 2009 “Wine Sound System” sempre edito da Kowalski, tradotto anche in francese dal
marzo 2011. Nel fabbraio 2013 è stato pubblicato il suo terzo libro: La Parmigiana e la
Rivoluzione.
Collabora tra gli altri con Paolo Fresu, David Riondino, Daniele di Bonaventura. Scrive
regolarmente per Slow Food, Repubblica, Left Avvenimenti e collabora con Smemoranda,
Alias, Fooding, l’Università del Gusto di Slow Food, CasArtusi e Cultura gastronomica.
Organizza a Roma il Festival Soul Food con Terreni Fertili e a Toulouse, dove vive,
l’Academie des Cuisines Metisses.
Paesaggi, paesi, poesia. Arminio, Franco, paesologo, poeta e scrittore Escursioni sulla
nuca sassosa della Puglia. Scuola di Paesologia dentro una masseria Osservazioni più
che opinioni, percezioni più che astrazioni. Luoghi e sentimenti i fili conduttori di una
visione ispirata al FIL, Felicità Interna Lorda. Ospitalità, ozio e lavoro, computer e pero
selvatico, nuovo umanesimo delle montagne, comunità provvisorie contro l'autismo corale.
Gioia di stare in un luogo dove si fa il formaggio, dove gli animali e gli umani lasciano sulla
terra la stessa orma. Idea della terra come madre comune, idea della terra da fasciare,
accudire, idea di lenire il dolore, idea di ammirare più che di scoraggiare. Arrivederci al
cinque agosto in località CAMINIZZO.

MORINO MIGRANTE
E’ una mente illuminata, uno sperimentatore curioso Luca Morino. Il compositore,
cantante, chitarrista, fondatore dei Mau Mau torna protagonista con un nuovo progetto che
vede ancora più in luce il suo talento di story teller e la sua cosmopolita sensibilità
musicale. Si chiama Morino Migrante e nonostante si tratti del suo progetto solista Luca
non rinuncia a dinamiche collettive, ad approdi innovativi e meticci.

www.carpinofolkfestival.com
https://www.facebook.com/CarpinoFolkFestivalUfficiale

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