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Scende l'indice dei prezzi alimentari della FAO con il calo dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari

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Si prevede che nel 2018 la produzione mondiale di cereali e le scorte raggiungeranno nuovi livelli record

 


Preparazione di cibo per bovini a Yachevo, in Bielorussia.
 
 I prezzi dei prodotti alimentari sono scesi in ottobre trainati dai prodotti lattiero-caseari, registrando una media del 27% inferiore al loro livello massimo raggiunto all'inizio del 2011.  L'indice dei prezzi alimentari della FAO ha segnato una media 176,4 punti, un calo dell'1,3% rispetto a settembre, ma ancora il 2,5% più alto rispetto all'anno scorso. L'Indice dei prezzi alimentari della FAO è un indice ponderato su base commerciale che misura i prezzi di cinque principali materie prime alimentari sui mercati internazionali.
L'indice dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari è diminuito del 4,2%, registrando il primo calo dal mese di maggio. Le quotazioni internazionali del burro e del latte intero in polvere sono scese, con gli importatori hanno sospeso gli acquisti in attesa di nuove forniture dall'Oceania, mentre la scarsa domanda e le ampie scorte d'intervento nell'Unione Europea hanno fatto calare i prezzi del latte scremato in polvere.

Anche l'indice dei prezzi degli oli vegetali è sceso, dell'1,1% rispetto al valore di settembre, conseguenza del calo dei prezzi chiave dell'olio di palma e di quello di soia, diminuiti per le positive prospettive della produzione. L'indice dei prezzi dello zucchero è diminuito dello 0,7%, influenzato dall'indebolimento della moneta brasiliana - il più grande esportatore - e dalle prospettive di una più ampia produzione di barbabietole nell'UE e nella Federazione Russa. L'indice dei prezzi della carne è diminuito dello 0,9%, poiché un'intensificata concorrenza tra gli esportatori di carni suine, combinata con una domanda fiacca d'importazioni, ha minato le quotazioni internazionali. L'indice dei prezzi cerealicoli è aumentato dello 0,4% in conseguenza dei prezzi più elevati del riso, anche se le quotazioni del grano sono state in genere più basse.

La produzione cerealicola si avvia a raggiungere un nuovo record 

La produzione mondiale di cereali nel 2017 dovrebbe superare marginalmente il picco del 2016, secondo l'ultimo Bollettino FAO sull'offerta e la domanda mondiale di cereali (Cereal Supply and Demand Brief), pubblicato anch'esso oggi.  La produzione mondiale di cereali secondari è destinata a raggiungere un nuovo record, grazie all'espansione in Sud-America e in Africa meridionale. La produzione di grano, invece, dovrebbe diminuire leggermente, calo dovuto principalmente ai minori volumi di raccolto previsti negli Stati Uniti, mentre la produzione mondiale di riso dovrebbe restare per lo più stabile. Le ultime stime della FAO indicano per l'anno prossimo un aumento dell'1,0% nell'utilizzo di cereali a livello mondiale, con gli stock di cereali sulla buona strada per stabilire un nuovo livello record entro la fine delle stagioni 2018. Si prevede che le scorte globali di riso e di cereali secondari raggiungeranno livelli record, mentre quelli del grano li hanno già raggiunti.

Data l'ampia offerta per l'esportazione, la concorrenza tra i maggiori esportatori nel prossimo anno dovrebbe rimanere tesa, con l'espansione dei volumi di commercio mondiale di mais, di sorgo e di riso che compenserà il declino previsto per il grano

Flash News

 

La prima pagina dell’abbecedario in lingua somala

 


A mio padre, Luigi Gallo, che nel ‘938 costruiva in Etiopia le strade dell’Impero.

 

Premessa: L’Espansione italiana nell’Africa Orientale ebbe inizio alla fine del 1800 con il primo dispiegamento di truppe presso i territori di Massaua (1885) per poi arrivare alla proclamazione della colonia “Eritrea” nel 1890, alla proclamazione della colonia “Somalia” nel 1908 ed infine alla proclamazione dell’Impero italiano, nel 1936, dove Somalia, Eritrea ed Etiopia costituivano l’Africa Orientale Italiana (AOI).Formalmente si fa concludere il colonialismo italiano in AOI con l’occupazione britannica, nel 1941, dei territori dell’Africa Orientale Italiana, seppur poi, dal 1948 al 1960, l’Italia fu incaricata dall’ONU dell’amministrazione fiduciaria della Somalia (AFIS) (BEN GHIAT & FULLER, 2005).

Dopo 50 anni di colonialismo “...L’eredità italiana in Somalia era costituita soprattutto da: una scuola primaria, una scuola secondaria, fino al liceo scientifico, una scuola per ragionieri e geometri, aperte indiscriminatamente a tutti, somali ed italiani, fino al giorno dell’indipendenza”(VILLANI,1972): con docenti e programmi del tutto comparabili a quelli del nostro Paese. Naturalmente si usava la lingua italiana per scolaresche, che si esprimevano abitualmente in somalo. Il primo abbecedario con l’alfabeto somalo venne “tirato al ciclostile” nell’agosto‘972 nella stamperia dell’Università Nazionale Somala) (foto n.1: la 1° pagina). Il 21/10 in occasione del “terzo anniversario della rivoluzione della Somalia” un elicottero buttava giù dal cielo i fogli dell’alfabeto su una folla che si accalcava e si rincorreva per prenderli. Così moriva una lingua orale, conservata da sempre nella mente degli anziani: come l’unica biblioteca che i somali possedessero; il solo strumento conoscitivo della loro storia, che veniva raccontata dai cantastorie come “vanto della tribù” nelle cerimonie e insegnata ai bambini con la propria genealogia, fin dai primi anni, dai patriarchi.

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