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Scienza

Anche le scimmie hanno ‘tradizioni’

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I cebi barbuti di Fazenda Boa Vista, in Brasile, tramandano di generazione in generazione comportamenti tecnologici come l’uso di strumenti per rompere noci di palma: allo studio che ha ottenuto la copertina di Pnas partecipa Elisabetta Visalberghi dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr

 Le tradizioni culturali umane si mantengono attraverso meccanismi quali l’imitazione e l’insegnamento. Ma cosa accade in altre specie? I risultati di uno studio su una popolazione di cebi barbuti ‘Sapajus libidinosus’, condotto da un gruppo di ricercatori - fra cui Elisabetta Visalberghi dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Istc-Cnr) - a Fazenda Boa Vista, nel Nord-Est del Brasile, mostrano che l’uso di strumenti per queste scimmie è una ‘tradizione’ che gli individui imparano da giovani e che passa di generazione in generazione. L’articolo ‘Synchronized practice helps bearded capuchin monkeys learn to extend attention while learning a tradition’ è stato appena pubblicato sul numero dei Proceeding of the National Academy of Science (Pnas) guadagnandosi anche l’onore della copertina. “I risultati sono chiarissimi. Se un cebo esperto usa strumenti, l’attenzione di quelli inesperti viene ‘catturata’ facendo aumentare significativamente la frequenza con cui questi individui eseguono comportamenti rilevanti per l’apprendimento dell’uso di strumenti, come battere una noce su un’incudine o un sasso sulla noce. Anche dopo che il cebo esperto ha rotto la sua noce, quelli inesperti continuano a svolgere queste attività per parecchi minuti”, spiega Visalberghi.

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Rita Levi Montalcini

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"La comunità scientifica perde oggi un autorevole esponente che nella sua lunga intensa vita ha testimoniato con straordinaria lungimiranza e fermezza il valore e l'importanza della ricerca scientifica. A lei dobbiamo tanto. Ha sostenuto, formato, entusiasmato, generazioni di giovani talenti, abbattuto pregiudizi, liberato energie, spianato percorsi, fatto della ricerca un baluardo di democrazia.Per questo e non solo, è difficile sintetizzare in una breve dichiarazione il vuoto che lascia nella comunità scientifica e in noi tutti, indipendentemente dalle competenze e dai ruoli", dichiara il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, prof. Luigi Nicolais. "Rita Levi Montalcini ha rappresentato, al di là di ogni retorica, un pezzo di storia: per lo straordinario valore delle sue ricerche, che hanno consentito di acquisire nuove e fondamentali conoscenze, attestato dal premio Nobel, e per la sua testimonianza umana. Di lei ricordiamo oltre allo straordinario contributo scientifico, il costante e nobile impegno in campo sociale e l'impulso etico che ne hanno animato l'intera esistenza. Costretta a espatriare dalle leggi razziali, Levi Montalcini è tornata a svolgere la sua attività in Italia, dimostrando in tal modo il legame profondissimo che la univa al nostro paese. E' per noi motivo di commosso orgoglio ricordare, in questa triste occasione, la sua prolungata collaborazione con il CNR: dal Centro di Ricerche di neurobiologia, al Laboratorio di Biologia cellulare, fino all'Istituto Europeo di Ricerca sul Cervello-EBRI".


Marco Ferrazzoli
Capo Ufficio Stampa Consiglio Nazionale delle Ricerche

M67, là dove abitano i giganti caldi

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Un team internazionale di astronomi – del quale fanno parte molti ricercatori italiani, tre dei quali astrofisici dell'INAF – ha scoperto che nell'ammasso stellare Messier 67 il numero di pianeti gioviani caldi è assai superiore al previsto. Un eccesso che desta sorpresa. Il risultato è stato ottenuto grazie a numerosi telescopi in particolare il 3.6m dell'ESO a La Silla, in Cile, e al nostro Telescopio Nazionale Galileo alle Canarie.

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Tutti scienziati con la masterclass di Fermi

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Come veri scienziati, quasi 200 studenti delle scuole superiori di Bari, Perugia, Torino, Trieste e Nova Gorica, per la prima volta potranno esplorare i segreti dell'universo e le proprietà delle più potenti sorgenti astrofisiche, recandosi per tutta la giornata nelle università delle rispettive città e analizzando i dati provenienti dall'osservatorio spaziale Fermi. L'iniziativa è curata dall'Infn in collaborazione con l’Inaf. Sono quasi 200 gli studenti delle scuole superiori di Bari, Perugia, Torino, Trieste e Nova Gorica che dopodomani, il 5 aprile, per la prima volta, potranno esplorare i segreti dell’universo e le proprietà delle più potenti sorgenti astrofisiche, recandosi per tutta la giornata nelle università delle rispettive città per partecipare alla Masterclass di Fermi, una nuova iniziativa dell’Istituto Nazionale di fisica nucleare (Infn) rivolta alle scuole, organizzata in collaborazione con l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf).

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Notte dei ricercatori, l’Università di Milano-Bicocca manda in onda la ricerca

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Notte dei ricercatori, l’Università di Milano-Bicocca manda in onda la ricerca

Vi aspettiamo venerdì 27 settembre dalle 15.00 alle 22.00 presso i giardini Indro Montanelli a Milano. Esperimenti, demo live, video e attività interattive attraverso la chimica, la fisica, la botanica, l’informatica e tutti gli ambiti di ricerca dell’Ateneo milanese.

Milano, 25 settembre 2013 – Per stare faccia a faccia con la ricerca l’appuntamento è venerdì 27 settembre 2013 con MEETmeTONIGHT, l’evento milanese collegato alla Notte dei Ricercatori 2013.

Ecco le attività dell’Università di Milano-Bicocca che troverete nei laboratori allestiti presso i Giardini Indro Montanelli (Porta Venezia) di Milano:

ENERGIA, AMBIENTE E SOSTENIBILITA’

Giocare e imparare con la chimica. La carta assorbente può non assorbire i liquidi? Un uovo può cadere in un fluido senza rompersi? Demo live di ciò che sembra una vera magia.

Fotovoltaico di nuova generazione. Dalla frutta all’energia solare, una cella fotovoltaica costruita con coloranti naturali… ecco il fotovoltaico 2.0! Per un’anticipazione guarda qui

Milano: un mosaico di rumori. Qual è il rumore della movida a Milano? I partecipanti misureranno i livelli in ambito urbano con fonometri portatili e visualizzeranno in diretta alcune centraline di monitoraggio.

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Flash News



Tutti i papà sono diversi fra loro, non solo tra gli uomini, ma anche fra le specie animali. In occasione della Festa del Papà, che si festeggia il 19 marzo, il WWF Italia racconta quali sono i padri più “premurosi” in natura e dà alcuni consigli ai figli che vogliono ringraziare il proprio papà con un regalo speciale.

Nei branchi di lupi, che sono vere e proprie famiglie, il ruolo del padre è centrale. Ha, infatti, un compito fondamentale nella crescita dei cuccioli, che da lui e dalla mamma imparano a cacciare e ad evitare i pericoli. Durante i primi giorni di vita del cucciolo, poi, è il papà lupo che si occupa di portare le prede alla femmina nella tana, in modo che questa possa dedicarsi solo all’allattamento.

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