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Cosa possono e devono fare gli adulti per il clima



Il WWF sostiene con convinzione le centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi che in tutto il mondo si preparano domani a scendere in piazza per il primo sciopero globale per il Clima e in tutta Italia in piazza, insieme a loro ci saranno i ragazzi della Community WWF YOUng.
È sicuramente molto importante che le generazioni che rischiano di subire gli effetti peggiori del cambiamento climatico non si limitino a farsi rappresentare, ma prendano voce e iniziativa in prima persona chiedendo che si agisca subito e in modo radicale, archiviando la politica del rinvio. Tuttavia, nel giorno delle ragazze e dei ragazzi protagonisti, gli adulti non possono certo limitarsi a una pacca sulla spalla e dire “ora tocca a voi”.
Per questo il WWF propone alcune richieste precise, anche se necessariamente qui non approfondita, agli adulti in politica, agli adulti nelle aziende, agli adulti in casa propria, insomma, proprio a tutti gli adulti.

In politica


Gli adulti al governo e nelle istituzioni a tutti i livelli, devono uscire dalla solita routine e dal pensare solo al breve termine; per comprendere le relazioni tra i problemi ambientali e individuare le strade migliori per agire, occorre studiare e darsi obiettivi a lungo termine e target immediati in linea con tali obiettivi. I risultati non vengono da soli, non sono facili. Ma voi siete lì per questo. In termini concreti, i Governi devono alzare di molto le loro ambizioni di riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2030, puntando alla completa decarbonizzazione ben prima della metà del secolo, se vogliamo sperare di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C e attuare davvero l’Accordo di Parigi. Con gli attuali target di riduzione, saremmo condannati a superare i 3°C di aumento medio della temperatura globale.

Gli adulti che votano, devono giudicare le formazioni politiche, i candidati e gli eletti sulla base delle proprie azioni per accelerare davvero, e con efficacia, l’azione climatica.


Nel business
Gli amministratori delegati hanno dei figli, ma forse pensano, se ci pensano, che la ricchezza li preserverà dalle minacce climatiche: è vero che i poveri sono i più vulnerabili, ma gli eventi estremi e le loro conseguenze non guardano in faccia a nessuno. È dunque ora che le persone nelle aziende, a ogni livello e per quanto piccola sia l’impresa, facciano contare davvero le parole che scrivono nella mission e assumano la sostenibilità ambientale e sociale come timone, almeno alla pari delle ragioni economiche.
Per le grandi aziende, accanto al budget, i board e gli azionisti dovrebbero valutare l’operato del management sulla base della riduzione delle emissioni.
Non solo l’energia che viene acquistata dalle grandi aziende dovrebbe essere solo rinnovabile e proveniente da utility senza fonti sporche nel proprio energy mix. Oppure le imprese possono autoprodurla direttamente da fonti rinnovabili. Inoltre le aziende possono scegliere di acquistare prodotti scelti non solo in base al prezzo, ma anche in base alla CO2 emessa e alle risorse impiegate per produrli.


In casa propria


Tutti siamo consumatori, e come tali abbiamo un potere enorme; dobbiamo scegliere quello che davvero ci serve e in base alle reali performance ambientali delle aziende e del prodotto. Per esempio:
Abbandonare le vecchie auto a benzina o diesel e scegliere veicoli elettrici, preferire le biciclette o camminare, usare i mezzi pubblici pretendendo che siano ecologici davvero.
Scegliere solo energia rinnovabile, l’epoca delle fonti fossili deve finire.
Risparmiare comunque più energia possibile, anche se verde.
A tavola dobbiamo mangiare poca carne e pochi latticini, perché produrli comporta un altissimo dispendio energetico, e molte verdure e frutta.
Dobbiamo preferire i prodotti alimentari del nostro territorio, informarci sul modo in cui sono stati prodotti, non sprecare nulla.

E, infine, come genitori, dovremmo tutti cercare di dare affetto, relazioni, tempo ai nostri figli: li apprezzeranno molto più di tanti oggetti inutili.
Domani il WWF seguirà il Global Strike For Future sul proprio sito web e sui propri canali social.

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DEPOSITATO ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI. COMUNE DOVRA’ RISARCIRE DANNI ALLA COLLETTIVITA’

Immediata rimozione di “Spelacchio”, l’albero di Natale di Piazza Venezia palesemente morto e che rappresenta un vergognoso spettacolo per cittadini e turisti. A chiederla il Codacons, che diffida il Comune di Roma a rimuovere oggi stesso la pianta, e che rende noto il contenuto dell’esposto depositato alla Corte dei Conti in cui si chiede di indagare l’amministrazione comunale per danni erariali.
“E’ evidente che in queste condizioni “Spelacchio” non può più rimanere a Piazza Venezia e deve essere rimosso con urgenza – spiega il presidente Carlo Rienzi – Questo perché l’albero appare in uno stato pietoso tale da offendere i romani e i tanti turisti che in questi giorni visitano la capitale, e nell’interesse della città è preferibile una piazza senza albero ad una piazza con un albero secco, spelacchiato e morente, che configura una figuraccia mondiale per Roma”.
L’associazione ha inoltre depositato un esposto alla Corte dei Conti del Lazio in cui si chiede di aprire una indagine sulle spese sostenute dall’amministrazione per l’albero di Natale di Piazza Venezia, e accertare eventuali danni erariali per la collettività, disponendo le misure del caso.
Nell’esposto il Codacons sottolinea “la necessità di un intervento per verificare la questione legata ai fondi spesi, a volte in maniera immotivata e dannosa per l’erario, per l’acquisto di bene poi rilevatisi totalmente inutili – come nel caso dell’albero di Piazza Venezia, acquistato pochi giorni fa ed ormai prossimo alla morte – a discapito di tanti servizi, utili alla collettività, che, invece, non vengono presi in considerazione”.

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